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Pallavolo nei giorni del Coranavirus – Mina Popovic: “Mi manca la vita sportiva normale andare in palestra ad allenarsi e giocare le partite”

(Sergio Martini per iVolleymagazine.it) Abbiamo raggiunto telefonicamente Mina Popovic, centrale della Serbia campione d’Europa e punto di forza dell’E’Più  Pomi, che ci ha raccontato come è il suo stato d’animo in questo difficilissimo momento che sta attraversando il mondo intero ed anche la nostra pallavolo.
“Sto bene e in questo momento è la cosa più importante. Per l’aspetto sportivo siamo arrivate a fare… zero, per il corpo e la testa non è la vita di sempre ed è un periodo davvero difficile. E vedere quanto sta succedendo intorno a noi fa davvero molto male.”
Cosa sta succedendo nel tuo paese?
“In Serbia stanno in casa come qui anche se hanno provato ad anticipare la situazione cercando di fermare tutto prima. Ci sono contagiati e morti ma la situazione è meno grave e soltanto all’inizio. Mi sento per telefono con i miei famigliari ma non è una situazione nuova per me in assoluto”.
Come passi le tue giornate in casa?
“Si prova ad inventare qualcosa giorno per giorno. Con il rispetto delle regole, ma cercando di rimanere attiva. Bisogna riempire le giornate e ci si inventa qualcosa in attesa di tornare alla normalità.”.
Proviamo ad immaginare cosa può succedere…
“E’ impossibile prevedere cosa succederà anche perché non siamo tutti dottori. Come atleta e giocatrice di pallavolo mi auguro di poter continuare a giocare anche se non so quando e come, ma prima del nostro lavoro e di tutto il resto c’è la salute. Credo che riprendere a giocare sarà molto difficile. Siamo ferme da un mese, non ci alleniamo e per ricominciare dovremo prima riprendere a lavorare. Serve un minimo di preparazione per tornare in campo. Le Olimpiadi sono state rimandate anche per questo motivo”.
Le Olimpiadi che, con la tua nazionale, avresti vissuto da protagonista.
“Già… Ma era davvero un rischio disputarle visto la concentrazione di persone provenienti da tutto il mondo. Spiace tanto non farle nel prossimo luglio perché le Olimpiadi sono il sogno di tutte le atlete. Ma la salute è la cosa più importante e ci penseremo più avanti”. 
Cosa ti manca di più in questa situazione surreale?
“La vita sportiva normale che si faceva tutti i giorni prima del contagio. Andare in palestra ad allenarsi e giocare le partite. Siamo arrivati quasi alla fine, poco prima dei play off che sono il momento decisivo della stagione. Ci manca questo momento come il contatto con le compagne. Ci sentiamo ma non è la stessa cosa”.
Con tanta voglia di tornare presto alla normalità che manca a tutti.

Foto di Roberto Muliere

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