
L’OLIMPIADE – Sullo sfondo di un trionfo storico, una presenza non basta a descrivere il percorso della classe ‘94: “Abbiamo fatto una cosa storica, la gente lo riconosce. L’oro non ha cambiato molto la mia quotidianità, con il rientro in gruppo a Chieri sono tornata alla mia solita normalità. Man mano che si avvicinavano le convocazioni, avevo un sentore ma non volevo pensarci. Non volevo concentrarmi sulle Olimpiadi perché in passato, in una situazione simile, ne ero uscita abbastanza scottata, quando mi feci male poco prima di partire per Rio. In quell’edizione ho perso l’opportunità di essere convocata e per scaramanzia, in questa occasione non ci ho voluto pensare fino a quando effettivamente non ero a Parigi con il gruppo. In Francia ho realizzato di essere effettivamente ai Giochi”:
OPPORTUNITÀ – Il sogno a cinque cerchi parte dalla VNL, da una chiamata: ”Velasco è una persona che riesce a trasmetterti tranquillità, è un grande comunicatore e aggregatore. A me ha dato una seconda possibilità, mi ha dato questa chance per potermi mettere in gioco e far vedere che anche io ero al livello della Nazionale.
SICUREZZA – “La settimana più difficile che abbiamo vissuto come gruppo è stata quella di Firenze, dove assieme agli infortuni sono arrivati anche altri problemi extracampo. Quei giorni sicuramente ci hanno temprato come squadra. Siamo un bel gruppo ma la vittoria è il frutto di tanti valori che si sono uniti. Ognuna di noi a Parigi veniva da un percorso diverso, in primis c’era la voglia di riscatto di tante giocatrici reduci da stagioni difficili. Nel collettivo facevano parte ragazze reduci da infortuni, chi era stato escluso nelle precedenti edizioni o chi era alla prima esperienza. Tante motivazioni insieme che ci hanno portato a esprimere una pallavolo di altissimo livello”.
IL PERCORSO – Il 2024 ha il sapore della rivincita, quella di un atleta che dopo la rottura del crociato prima di Rio, ha lavorato per affermarsi nella massima serie italiana: ”I primi stop sono stati più facili da metabolizzare perchè ero più giovane ed erano i primi. Il terzo è stato il più complesso perché in poco tempo è successo tanto e inizi a farti delle domande. In questi anni a Chieri ho trovato il mio ambiente ideale per fare sport a livello professionistico. Vorrei fare sempre meglio, questa società se lo merita e faremo di tutto per fare un altro step. Il sogno sarebbe quello di spodestare Conegliano per vincere qualcosa qui in Italia dopo le Coppe Europee. So che è difficile, ci vogliono tanti investimenti, ma con il lavoro sono sicura potremo toglierci soddisfazioni belle”.
