(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Sta per alzarsi il sipario su una nuova stagione, e a Cuneo si respira quella miscela di attesa, ambizione e consapevolezza che accompagna ogni nuovo inizio. La Honda Olivero si prepara a scrivere un altro capitolo della sua storia in Serie A1, e lo farà ripartendo da una figura che ormai è molto più di una semplice certezza: Noemi Signorile. Per il sesto anno consecutivo sarà lei, con la sua esperienza e la sua visione di gioco, a guidare la squadra dalla cabina di regia. Intorno alla regista torinese ruota un progetto che mescola gioventù e scommesse, entusiasmo e potenziale.
NUOVI INIZI – Lo scorso anno il primo tassello per ripartire è stata proprio la palleggiatrice, a distanza di un anno, spetterà sempre a Noemi fare gli onori di casa: “Sicuramente siamo all’inizio di un nuovo percorso – racconta – La squadra è molto cambiata, siamo rimaste solo in tre dall’anno scorso, quindi c’è da costruire una nuova amalgama. Però, devo dire che ormai sono abituata: ogni anno ci sono cambiamenti e sappiamo cosa comporta. Il mio ruolo può essere utile per facilitare l’inserimento delle nuove, soprattutto grazie all’esperienza che ho maturato, anche a livello internazionale. Sono qui da tanto tempo, conosco bene l’ambiente e questo può essere un vantaggio per aiutare le mie compagne ad ambientarsi il prima possibile”.
CERTEZZE – “Negli ultimi anni tante cose sono cambiate, anche sul fronte del riconoscimento della pallavolo come sport professionistico. Ogni stagione porta novità importanti e positive. A Cuneo, l’anno scorso è stata una stagione di ricostruzione. Siamo ripartite dopo la retrocessione dell’anno prima e l’acquisizione dei diritti da Casalmaggiore. Quest’anno invece la salvezza ce la siamo conquistata sul campo, e questo dà tutto un altro spirito. Ora si riparte con l’obiettivo di fare meglio. Vogliamo salvarci il prima possibile e magari toglierci anche qualche soddisfazione in più”.
AMBIZIONI – Il ritorno dell’esperta Rivero in Italia, ma anche scommesse interessanti come Pucelj rendono Cuneo una delle possibili mine vaganti del campionato: “Il progetto di quest’anno è molto interessante, ma anche ricco di insidie. È una squadra mista: ci sono giocatrici esperte con un passato importante e ragazze giovani, alcune alla prima esperienza in Italia o in A1. È un’arma a doppio taglio. Il nostro compito sarà aiutare soprattutto le più giovani a sentirsi a proprio agio, a gestire i momenti difficili. Quando sei titolare in A1, le dinamiche sono completamente diverse rispetto a quando entri dalla panchina. Ma c’è tanta voglia di dimostrare: molte ragazze hanno talento e desiderio di mettersi in gioco, quindi sono fiduciosa”.
FAME – Alla squadra di Salvagni servirà battagliare su ogni campo, con le ultime stagioni che hanno ormai consolidato il fatto che per la salvezza sarà questione di pochi punti: “Il livello del campionato si è molto allineato. Le squadre della parte bassa della classifica sono ormai tutte molto vicine come qualità. Chiaramente ci sono club più strutturati come Conegliano, Monza, Scandicci che sono di un altro livello, ma per tutte le altre sarà una battaglia continua. La differenza la faranno lo spirito, la fame e la voglia di vincere. Con Salvagni non ho mai lavorato direttamente, ma lo conosco da molti anni. Ne ho sempre sentito parlare molto bene e l’ho affrontato spesso da avversario. Sono curiosa di scoprire come sarà lavorare insieme. Ci siamo già sentiti al telefono, anche se ancora non ci siamo incontrati di persona. Cuneo ormai è casa mia. Le mie ambizioni sono legate a questa maglia: voglio far sempre meglio, portare il nome della squadra in alto, far sì che si parli di noi per il nostro valore in campo”.
LEADERSHIP – La Signorile ha vestito la maglia della nazionale seniores (anche nel Mondiale casalingo 2014), giocando in Romania e in Francia per tre anni prima di far rientro in Italia: “Giocare all’estero mi ha aiutato tantissimo, sia a livello sportivo che personale. Ti confronti con realtà e culture completamente diverse, e questo ti arricchisce. Ti costringe ad adattarti, ad aprirti, a crescere come atleta e come persona. Ho avuto la fortuna di lavorare con tanti allenatori diversi, ognuno dei quali mi ha lasciato qualcosa. Da ognuno ho imparato, e ognuno ha contribuito alla mia crescita. Oggi, fuori dal campo, sento di poter essere un punto di riferimento per le compagne più giovani. Metto a disposizione la mia esperienza, la conoscenza delle dinamiche del campionato, e provo ad aiutare chi è alla prima stagione in A1 a sentirsi parte di un progetto importante. L’obiettivo deve essere quello di diventare una squadra aggressiva, determinata. Solo così potremo fare la differenza”.
Foto di Stefano Moroni
