Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Doveva essere un test di maturità, e Milano lo supera solo dopo aver attraversato le sue fragilità. Il primo set, dominato da una UYBA brillante e sfrontata, fa da monito: distribuzione imprecisa, ritmo spezzato, muro poco reattivo e una Obossa che colpisce con la naturalezza di chi sente la mano calda. Busto approfitta di ogni esitazione, difende con intensità, trova punti rapidi con Parra e Battista e chiude un parziale in cui Milano appare scollegata, poco presente nelle letture e incapace di impostare la sua pallavolo.
La partita però cambia al secondo set, quando la formazione di Lavarini decide di stare dentro al confronto con maggiore lucidità. La rotazione di Danesi inizia a produrre dividendi, Egonu si prende il peso delle scelte alte e Milano ritrova l’ordine nei dettagli: qualche ricostruzione pulita, più continuità al servizio, meno errori gratuiti. È una progressione lenta ma costante, che si traduce nel 25-21 finale e in una sensazione diversa, quella di una squadra che ha assorbito il colpo e sa reagire dentro la stessa partita.
Il terzo parziale è il manifesto della Milano che vuole emergere: ritmo controllato, buona lettura delle traiettorie avversarie, scelte più intelligenti in contrattacco. Piva diventa un riferimento, Lanier aggiunge profondità laterale e la distribuzione offre finalmente varietà e continuità. La UYBA prova a restare attaccata con Obossa e Van Avermaet, ma il margine tecnico si allarga proprio nella gestione dei punti caldi, dove Milano alza l’efficienza e impone un 25-18 senza sbavature.
Il quarto set è invece la fotografia più autentica del confronto: equilibrio, scambi lunghi, cambi d’inerzia, e una UYBA che gioca con coraggio, trovando ancora risorse in Obossa e in una sorprendente solidità difensiva. Busto arriva più volte a un solo punto di distanza, ma Milano resta sempre un passo avanti, affidandosi alle certezze costruite durante il match: Danesi a muro, la regia più fluida, la presenza totale di Egonu, che chiude la serata con una prestazione da MVP tanto nella quantità dei punti quanto nella capacità di guidare la squadra nei frangenti critici.
È una vittoria che dà risposte: Milano sa soffrire, sa riordinarsi e sa cambiare marcia, anche se la continuità resta il vero nodo da sciogliere. Per Busto, invece, una sconfitta che lascia comunque segnali positivi, la conferma di una squadra in crescita, capace di tenere testa per lunghi tratti a una delle big del campionato.
(segue tabellino)
