Pallavolo A2M – La debacle casalinga contro Taranto, alla Sviluppo Sud Catania costa la qualificazione in Coppa Italia
(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) Proprio quando intravedeva lo striscione del rettilineo finale, la Sviluppo Sud Catania si incarta e proprio nella giornata rossoazzurra commette un clamoroso harakiri contro Taranto, che la esclude in maniera sorprendente dalla griglia dei Quarti di Finale in gara unica della Coppa Italia Serie A2 maschile. Una esclusione certificata anche dall’exploit esterno al parziale corto della Emma Villas Codyeco Lupi Siena contro la Virtus Aversa. La cinque gare della giornata odierna serviranno, soltanto, a stabilire le posizioni finali delle otto formazioni al termine di questo girone ascendente del secondo torneo nazionale maschile.
Non è bastata alla formazione del patron Pino Carbone una prestazione sopra le righe del prode capitano Carmelo Gitto, sette punti a referto, quattro dei quali a muro, con il 100% in attacco, che ha sporcato anche diverse conclusioni a muro che in diverse circostanze non sono state convertiti in punti.
Pesa come un macigno la prestazione deficitaria dell’opposto nigeriano Kelvin Nwachukwu Arinze, autore di cinque miseri punti, due dei quali a muro, il 21% in fase offensiva sui 14 attacchi complessivi, rimasto in panchina nel terzo e ultimo parziale sostituito da Andrea Gasparini, autore di una prestazione dignitosa, mettendo sul taraflex 11 palloni vincenti, con un positivo 48% sui 23 palloni attaccati. L’altro giocatore in doppia cifra in casa sicula è stato il laterale francese Luka Basic con 13 punti, uno dei quali a muro, nonostante non sia ancora nelle migliori condizioni psicofisiche. La formazione Jonica, invece, dopo il successo interno di domenica scorsa contro la quotata Virtus Aversa, conquista un altro scalpo eccellente, riuscendo per la prima volta a vincere due partite consecutive che le consentono di risalire al quint’ultimo posto a quota 15 punti, portandosi ad una sola lunghezze di ritardo dalla formazione siciliana.
I ragazzi di Giuseppe Lorizio al “PalaCatania” hanno sfoderato una prestazione di grande solidità e carattere, nonostante a poco meno di 48 ore dalla sfida è arrivata la rescissione contrattuale con il palleggiatore del Sol Levante Ryu Yamamoto e l’opposto francese Ibrahim Lawani.
Oleg Antonov e compagni costruiscono il successo grazie a ottime difese, a una fase break efficace e a un muro decisivo, capace di spezzare ritmo e certezze agli avversari. Catania paga una serata troppo fallosa, mentre Taranto ne approfitta con lucidità, determinazione e grande intensità, incidendo con continuità anche dai nove metri. Una vittoria che vale molto più della classifica, perché è la prima in trasferta e racconta la voglia concreta di risalire la china e di rimettersi in marcia con convinzione. Di notevole spessore la distribuzione in cabina di regia di Matteo Lusetti, che ha servito gli ottimi Tom Hopt, Nicola Cianciotta e Marco Pierotti, i primi due in doppia cifra con 10 e 14 punti complessivi, mentre Pierotti si è fermato a quota nove, ma notevole anche la prestazione dell’ex Elia Bossi che chiude a 11 punti insieme a Gabriele Sanfilippo e al reparto liberi che hanno costruito la concreta fase break che ha portato alla vittoria.
«Noi volevamo fare una partita completamente diversa. Non ci siamo riusciti. È stata una gara in cui non abbiamo avuto ritmo in attacco e questo resta il nostro problema principale– ha dichiarato al termine della gara il tecnico Paolo Montagnani–. Posso sembrare ripetitivo, possiamo parlare di tutti gli altri fondamentali, ma il nodo è lì. L’attacco. È inutile nasconderlo. La mia preoccupazione non riguarda la condizione fisica intesa come performance, ma la situazione degli infortuni. In questo momento non ci permette di lavorare come vorremmo durante la settimana, di sviluppare con continuità il nostro lavoro. E quando manca quello, manca qualcosa in partita. Oggi, secondo me, è stata una gara mediocre –prosegue il tecnico degli etnei–. Guardando anche i numeri, neppure Taranto ha disputato una grande partita. Siamo stati persino superiori a muro, quindi non è un discorso di muro-difesa. Il problema resta un altro. A Basic manca autonomia, colpi in attacco, centimetri di salto e percentuale offensiva. In più, anche Leo Marshall questa settimana ha avuto un problema, così come era già successo prima di Portoviro. Questa è la realtà. È chiaro che quando mancano allenamenti e punti in attacco dai nostri terminali offensivi, tutto diventa più complicato. Poi si va a cercare mille spiegazioni, ma la pallavolo è semplice –la chiosa finale di Paolo Montagnani– tre tocchi e bisogna essere efficaci in attacco».
Sviluppo Sud Catania – Prisma La Cascina Taranto 0–3 (22–25 17–25 20–25)
Sviluppo Sud Catania: Cottarelli 1, Nwachukwu Arinze 5, Gitto 7, Volpe 5, Basic 13, Marshall 1, Carbone (L1); Pinelli, Gasparini 11, Feri 2, Caletti (L2), Balestra n.e., Torasantucci n.e., Parolari n.e.. Allenatore: Paolo Montagnani
Prisma La Cascina Taranto: Lusetti 2, Hopt 10, Sanfilippo 4, Bossi 11, Antonov cap. 5, Cianciotta 14, Gollini (L1); Pierotti 9, Luzzi (L2) n.e., Galiano n.e., Lorusso n.e., Zanotti n.e.. Allenatore: Giuseppe Lorizio
Arbitri: Manzoni e Gaetano

