Pallavolo Francia – Silvano Prandi e Chaumont: il tramonto di un’era nel segno della leggenda
L’annuncio del Chaumont Volley-Ball 52 è arrivato con la freddezza dei comunicati necessari, ma porta con sé il peso di una storia irripetibile: Silvano Prandi non è più l’allenatore del club francese. Dopo undici anni di un sodalizio iniziato nel 2015, il tecnico astigiano e la società dell’Alta Marna hanno deciso di interrompere il rapporto a seguito di un avvio di stagione difficile, segnato da cinque sconfitte consecutive. Si chiude così un capitolo lunghissimo, impreziosito dal primo e storico titolo di campione di Francia nel 2017 e da una Coppa di Francia nel 2022, che hanno proiettato il piccolo club transalpino ai vertici del volley europeo. Tuttavia, ridurre la figura di Prandi agli ultimi successi francesi sarebbe un errore imperdonabile nei confronti di un uomo che ha riscritto i confini della pallavolo italiana.
A 78 anni, il “Professore” lascia una panchina dopo aver costruito un palmarès che profuma di mito. È stato lui, alla guida del CUS Torino nel 1980, a regalare all’Italia la prima storica Coppa dei Campioni vinta da un club non appartenente al blocco dell’Est Europa, rompendo un’egemonia che pareva eterna. È stato lui a firmare i quattro leggendari scudetti sotto la Mole tra il 1978 e il 1984, trasformando Torino nella capitale del volley.
Ed è stato ancora lui, nel 1984, a guidare dalla panchina azzurra la Nazionale alla conquista del bronzo olimpico a Los Angeles, la prima medaglia a cinque cerchi nella storia della nostra pallavolo maschile. Dalla bacheca sterminata che conta innumerevoli coppe internazionali tra Cuneo, Macerata e le esperienze con le nazionali bulgare, emerge il ritratto di un tecnico che ha saputo insegnare sport in tre decenni diversi. L’esonero a Chaumont non è che l’ultimo atto di una carriera monumentale, quella di un maestro che ha vinto tutto, partendo da un campo di provincia per scalare l’Olimpo.

