Pallavolo Mercato – Febbraio, il mese della verità per il Moni Nikolov: tra la permanenza in Russia e il sogno della Superlega
Il futuro della pallavolo internazionale ha un nome che risuona con forza tra Sofia e le principali capitali del volley europeo: Simeon Nikolov, per tutti Moni. Il giovane palleggiatore, figlio d’arte e fratello della stella della Lube Alex, è al centro di una strategia professionale meticolosa, orchestrata dal padre Vladimir. In una recente intervista rilasciata a Ivaylo Banchev per Sportal.bg, l’ex capitano della nazionale bulgara ha svelato i retroscena della carriera del figlio, fissando un appuntamento cruciale per le prossime settimane.
“A febbraio prenderemo delle decisioni definitive riguardo al futuro prossimo di Moni”, ha dichiarato Vlado Nikolov, mettendo di fatto in stato di allerta i club di mezzo continente. Questa scadenza non è casuale, ma rappresenta il momento in cui la famiglia valuterà i risultati del percorso di crescita intrapreso e le offerte sul tavolo. “È in quel momento che capiremo quale sarà il passo successivo più funzionale per la sua maturazione tecnica e umana”, ha aggiunto, lasciando intendere che il prossimo mercato sarà il vero spartiacque per la carriera del giovane talento.
Una delle tappe più discusse di questo percorso è stata l’approdo al Lokomotiv, in Russia. Vlado ha voluto spiegare con fermezza le ragioni dietro questa scelta, che molti hanno considerato rischiosa: “La decisione di andare al Lokomotiv è stata ponderata sotto ogni aspetto. In Russia il livello fisico è brutale, la pressione è costante e per un palleggiatore giovane non esiste scuola migliore per imparare a gestire situazioni di gioco al limite della potenza”. Secondo Nikolov senior, la Russia rappresenta una sorta di “campo d’addestramento” necessario per irrobustire il carattere e la tenuta fisica di Moni. “Moni ha già dimostrato di avere le mani e l’intelligenza tattica, ma la Russia gli sta dando la corazza. Lì i muri sono pesanti e lui deve imparare a far girare la squadra in condizioni di difficoltà estrema”, ha sottolineato.
Nonostante l’importanza formativa dell’esperienza russa, il traguardo finale resta però l’Italia. Vlado Nikolov non ha mai nascosto la sua ammirazione per il sistema pallavolistico del Bel Paese, dove l’altro figlio, Alex, sta già brillando. “L’Italia rimane il punto di riferimento assoluto. Per un palleggiatore, giocare in Superlega significa frequentare l’università della pallavolo”, ha ribadito con orgoglio. Il padre vede nell’Italia l’unico luogo dove la tattica viene elevata a scienza e dove un regista può completare definitivamente il proprio bagaglio. “In Italia ogni partita è una lezione. Alex ha trovato a Civitanova l’ambiente perfetto per crescere e Moni sa bene che, se vuole diventare il migliore nel suo ruolo, il suo destino passerà inevitabilmente per il campionato italiano”.
Le parole di Vlado descrivono un progetto familiare dove il talento viene coltivato con disciplina e visione a lungo termine. Se la Russia è servita a forgiare il corpo e la resilienza, l’Italia sarà chiamata a rifinire il genio tattico. L’attesa per le decisioni di febbraio cresce dunque esponenzialmente: i tifosi e gli addetti ai lavori attendono di sapere se il “predestinato” della dinastia Nikolov sia pronto per lo sbarco definitivo nel campionato più bello del mondo.

