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Pallavolo SL – Beppe Cormio ha raccontato e spiegato la fuga di Khanzadeh e le problematiche che ne conseguono

Una fuga silenziosa e per questo anche assordante, quella che ha visto protagonista lo schiacciatore iraniano Poriya Khanzadeh, il cui addio alla Cucine Lube Civitanova ha scosso nel profondo l’ambiente biancorosso, lasciando dietro di sé una scia di amarezza che va ben oltre il dato puramente sportivo. La vicenda racconta di un distacco unilaterale e improvviso: il giocatore, classe 2004, ha lasciato l’Italia per fare ritorno in Iran, pare diretto verso i russi dell’Ural Ufa, interrompendo bruscamente un percorso che la società marchigiana aveva costruito con pazienza e investimenti.

Il racconto quasi grottesco è stato fatto dal Dg della Cucine Lube Civitanova Beppe Cormio nel corso di una conferenza stampa online. I dettagli sono emersi sulla gestione del malcontento del giovane talento. Nonostante gli sforzi del club per integrarlo, Khanzadeh non sembra aver mai ricambiato l’impegno: «Parla a stento l’inglese e non ha mai voluto imparare l’italiano, anche se gli avevamo messo a disposizione un’insegnante madrelingua», ha rivelato con rammarico la dirigenza. Una distanza culturale e linguistica che si è trasformata in un muro invalicabile, culminato in una richiesta che sfiora l’assurdo: prima di partire, il giocatore avrebbe preteso che la società gli pagasse persino il biglietto del treno per Roma, da dove è poi decollato verso Teheran.

Il pilastro centrale di questa vicenda è rappresentato dalle amare considerazioni del Direttore Generale Beppe Cormio. Il dirigente non ha nascosto il proprio disappunto, leggendo nell’addio di Poriya un fallimento umano prima ancora che professionale. Cormio ha puntato il dito contro un sistema che permette tali strappi, ma soprattutto contro la gestione degli agenti e le influenze esterne. Riguardo al ruolo del procuratore, il Dg è stato categorico, descrivendo un comportamento poco trasparente: «Il suo procuratore è stato ambiguo, mi ha detto che non ne sapeva nulla, ma io non ci credo. È impossibile che un giocatore parta così senza che chi lo assiste sappia dove stia andando».
Ancora più pesante è l’ombra gettata sul contesto della nazionale iraniana. Cormio ha riportato un retroscena particolarmente delicato che coinvolgerebbe direttamente la guida tecnica dell’Iran (Roberto Piazza Tecnico anche di Milano ndr): «Poriya mi aveva riferito, ma io non voglio crederci dice di essersi confidato con l’allenatore della sua nazionaleche gli avrebbe detto qui da noi stai perdendo tempo – poi il dirigente ha aggiunto. spero che non sia vero visto che anche l’allenatore di un club nostro avversario, sarebbe poco elegante…». Il dirigente ha espresso poi il suo pensiero già palesato in passato di contrarietà al doppio incarico.

L’analisi del Dg si è poi spostata sul piano della tutela dei club, lanciando un grido d’allarme: «I club hanno poca protezione, chi vuole se ne va, mentre se una società non paga si può attaccare la fidejussione o andare altrove». Per la Lube, questo strappo rappresenta un triplo danno: tecnico, perché priva l’allenatore Medei di una rotazione importante; economico, per gli investimenti fatti; e morale, per la fiducia tradita.

Le conseguenze di questo “caso” saranno inevitabili. Per la Lube Civitanova ci sarebbe l’urgenza di tornare sul mercato per colmare il vuoto tecnico, ma come ha chiaramente sottolineato Cormio questa ipotesi non verrà presa in esame, perché da oggi sino all’inizio dei play off consentono un solo nuovo ingaggio e con i tanti match che ci sono ancora da giocare sarebbe un azzardo una sostituzione immediata. Sul fronte legale, la società ha già annunciato battaglia per tutelare i propri interessi nelle sedi internazionali opportune.