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Pallavolo Brasile – Rosamaria e il futuro tra Giappone e Nazionale: una sfida di equilibrio e crescita

Rosamaria Montibeller, uno dei personaggi più famosi della pallavolo brasiliana femminile, a lungo protagonista della nostra serie A1, sta vivendo un momento di profonda riflessione e maturazione professionale nel cuore del Sol Levante. In un’intervista esclusiva rilasciata ad Alexandre Araujo per uol.com.br, l’eclettica atttacante delle giapponesi del Denso Airybees ha tracciato un bilancio della sua esperienza nella SV.League giapponese, gettando uno sguardo attento e prudente su ciò che il futuro le riserva, sia a livello di club che con la maglia della Nazionale verdeoro.

Dopo aver lasciato l’Italia, dove aveva giocato per quattro stagioni, Rosamaria ha scelto il Giappone non per comodità, ma per una precisa volontà di crescita tecnica. “Volevo migliorare la mia difesa e la mia visione di gioco”, ha spiegato l’atleta, sottolineando come il volley asiatico, noto per la sua incredibile intensità difensiva e precisione tattica, sia stato il terreno ideale per completare il suo bagaglio tecnico. I risultati le hanno dato ragione: nella sua prima stagione è stata la seconda miglior marcatrice del campionato, e nel 2025/2026 continua a essere una colonna portante del suo club, venendo persino selezionata per l’All-Star Game giapponese, un riconoscimento della sua popolarità e del rispetto guadagnato sul campo.

Tuttavia, con il passare degli anni e l’accumularsi degli impegni internazionali, la gestione delle energie è diventata una priorità assoluta. Per Rosamaria, il 2026 si prospetta come un anno cruciale, ma anche potenzialmente faticoso. La giocatrice ha ammesso a uol.com.br di valutare con estrema cautela i prossimi passi. Non si tratta solo di scegliere dove giocare la prossima stagione, ma di come “adattare” il proprio calendario per garantire longevità alla propria carriera. La selezione brasiliana rimane un pilastro fondamentale della sua vita, ma l’atleta riconosce la necessità di un dialogo aperto con la commissione tecnica per gestire il carico fisico, specialmente dopo cicli olimpici intensi come quelli di Tokyo e Parigi.

Il legame con il Giappone, però, resta solido. Rosamaria ha descritto con entusiasmo il clima di rispetto e l’organizzazione meticolosa che caratterizzano la vita nel paese asiatico. “Qui ho imparato che non si tratta solo di forza, ma di tecnica e pazienza”, ha osservato. Nonostante il richiamo della sua terra d’origine e le indiscrezioni che la vorrebbero vicina a un ritorno nel campionato brasiliano (con club come il Minas sempre alla finestra), la giocatrice non ha ancora sciolto le riserve. La sua priorità attuale è concludere al meglio la stagione con il Denso Airybees, continuando a essere un modello di resilienza per le compagne e un punto di riferimento per i fan.

In definitiva, la Rosamaria che emerge dalle pagine da questa intervista per uol.com.br è un’atleta consapevole, che ha saputo trasformare lo shock culturale iniziale in un vantaggio competitivo. Che il suo futuro sia ancora in Asia o che preveda un ritorno in Occidente, la sua determinazione nel voler essere una giocatrice ogni giorno più completa rimane l’unico punto fermo in un orizzonte ancora tutto da scrivere.

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