(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) La vita di una seconda linea è fatta di attese, di lavoro silenzioso e di attimi che non tornano. Quando arrivano, vanno presi senza esitazioni. Francesco Bisotto lo ha imparato presto e lo ha dimostrato ancora una volta nella serata di Verona, una delle più luminose della stagione della Lube Civitanova. Una scelta tecnica coraggiosa, quella di coach Medei, che ha trovato conferma sul campo e restituito al gruppo una vittoria di peso: “È stata una bellissima emozione poter giocare e ottenere questo risultato contro Verona, una squadra che non perdeva da sette partite ed era seconda in classifica”, racconta Bisotto. “Giocavamo contro uno squadrone che stava girando molto bene, con un palazzetto esaurito e un pubblico incredibile. La cornice è stata stupenda, ma soprattutto siamo contentissimi di come siamo stati in campo e di come ci siamo comportati”.
RISPOSTE – Un successo che pesa anche di più se inserito nel contesto di una stagione meno lineare rispetto a quella precedente: “Anche l’anno scorso avevamo una situazione simile, soprattutto in trasferta. Non so quante partite in più avevamo vinto fuori casa rispetto a quest’anno. Però vincere sapendo le difficoltà che ci siamo portati dietro in questa stagione dà ancora più valore alla prestazione che tutti abbiamo fatto”. Per Bisotto, al terzo anno a Civitanova, quella contro Verona rappresenta probabilmente la sintesi migliore del suo percorso: “Credo sia stata la mia prestazione più bella, alla pari forse con gara quattro dei playoff contro Perugia dell’anno scorso”, ammette. “Lì avevo vinto anche il premio di MVP, ma contro Verona ci sono stati più colpi spettacolari tra difese e ricezioni. Quindi sì, direi proprio di sì”.
AMBIZIONI – Una partita che diventa anche manifesto delle potenzialità di una Lube che in classifica paga qualcosa rispetto alle primissime, ma che resta capace di toccare picchi molto alti. “Secondo me ci manca la costanza”, analizza Bisotto. “Sappiamo e abbiamo già dimostrato più volte di poter raggiungere un livello altissimo di gioco. Il problema è riuscire a esprimerlo con continuità”. La vittoria di Verona arriva nel momento in cui il calendario si fa più duro, con le ultime sfide antipasto dei Playoff: “A me ha dato tantissima motivazione, e credo anche ai miei compagni”, sottolinea. “Abbiamo dimostrato che possiamo giocare a questi livelli fuori casa contro una squadra fortissima. Il sesto posto ci sta stretto: vogliamo giocarci al meglio le ultime partite. Poi la classifica dirà se saremo quarti, quinti o sesti, ovviamente non dipenderà solo da noi”.
RIFERIMENTI – Il discorso inevitabilmente si allarga al percorso personale, cresciuto alle spalle di uno dei riferimenti assoluti del ruolo come Fabio Balaso. “Avevo già una grande ammirazione per Fabio prima di arrivare qui”, racconta Bisotto. “Mi ispirava il suo modo di allenarsi e di stare in campo. Poi, conoscendolo, tutto quello che mi era stato detto è stato confermato: è un esempio per come si allena e per quanto è totalmente dedicato a quello che fa”. Sostituirlo, prima per necessità e poi per scelta tecnica, non è stato semplice. “L’anno scorso è stata una grande responsabilità e anche un bel carico emotivo. Credo però di essere riuscito a gestirla bene e questo mi ha dato ancora più carica per continuare a spingere”. Parole di stima anche per l’allenatore che lo ha lanciato in una serata chiave. “Con Medei mi trovo molto bene. È uno che dà il mille per mille, sia in allenamento che in partita. Cura molto anche i rapporti umani, e questo per me è fondamentale”.
RINVINCITA – Lo sguardo inevitabilmente va avanti, agli obiettivi personali e a quelli di squadra: “Il mio futuro? Guardando a lungo termine il mio obiettivo è riuscire a diventare titolare. Poi ci sono tante cose che devono incastrarsi, ma quello resta il traguardo da inseguire”. Un futuro che inevitabilmente potrebbe essere sempre più biancorosso in maglia Lube: “È una delle società più affermate e organizzate del campionato. Dal punto di vista societario non manca nulla”.
IL PRESENTE – Dall’entusiasmo travolgente della scorsa stagione a un’annata più complessa, una lezione è rimasta impressa: “Ho imparato che troppe aspettative e troppe pressioni esterne possono gravare sulla prestazione di una squadra. L’idea del risultato a tutti i costi a volte pesa”. Ora, però, la Lube arriva alla fase più intensa con una certezza chiara. “Siamo consapevoli di chi siamo e di come possiamo giocare. Sta a noi riuscire a farlo il più spesso possibile, ma una cosa è sicura: non partiamo battuti contro nessuno”.
