(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) Se non è una caporetto poco ci manca: è questo il responso della sfida andata in scena ieri sera al “Pala Catania”, con la cenerentola Campi Reali Cantù che si è imposta con pieno merito alla frazione decisiva, mettendo in guai molto seri la Sviluppo Sud Catania. Sul taraflex catanese, il team lombardo virtualmente retrocesso (manca solo l’avallo della matematica), non si è presentato per fare l’agnello sacrificale, ma per giocare una partita scrupolosa, caparbia e ferrea determinazione, portando a casa due punti che non faranno senz’altro classifica –il gap di 13 punti dal terz’ultimo posto– è una forbice molto ampia da ricucire a sei giornate dal termine della regular season (12 punti per i canturini contro 25 dalla coppia Fano–Porto Viro), ma faranno senz’altro morale per salutare nella maniera più dignitosa possibile –dopo tredici stagioni consecutive– il torneo cadetto.
Reduce da una sola vittoria nelle ultime otto giornate di campionato a cavallo dei due gironi, ottenuta in casa al tie –break lo scorso 1 febbraio contro Siena, a premiare la fame di vittoria dei ragazzi di Alessio Zingoni è stato ancora una volta il set conclusivo (quinta vittoria stagionale a fronte di sedici sconfitte) dimostrando –come noi avevamo rimarcato nel reportage di presentazione di questa sfida– che le partite vanno vinte sul rettangolo di gioco, solo mettendo, agonismo, voglia e determinazione.
Questa sconfitta, l’undicesima stagionale, la sesta al “PalaCatania” dopo quelle scaturite contro Macerata, Pordenone, Aversa, Taranto e Pineto, dovrà necessariamente essere un insegnamento per la squadra del passionale presidente Pino Carbone, che si è suicidata con le proprie mani. Difatti, l’inopinata sconfitta interna fa precipitare Carmelo Gitto e compagni al nono posto con 27 punti, con un margine di appena tre punti dal penultimo posto di Siena, sconfitta in casa da Macerata, quello che sancisce la seconda squadra retrocessa insieme a Cantù. Nelle prossime tre partite la compagine rossoazzurra catanese si troverà di fronte in trasferta la capolista Pordenone, l’ambiziosa Ravenna in casa, quarta in classifica, ma per buona parte del torneo è stata in testa alla graduatoria generale e Aversa ancora in trasferta, quinta forza del torneo, per cui, non sarà affatto semplice uscire da questo precipizio nel quale la formazione di Paolo Montagnani si è messa da sola.
In tal senso, allo stato attuale, l’imperativo è quello di mettere in cascina altri cinque –sei punti nelle ultime cinque giornate di campionato per centrare la permanenza nella seconda categoria nazionale, perché dopo questa disfatta, pensare di conquistare almeno l’ultimo posto utile ai play off è pura utopia…!!!
Nelle fasi iniziali del match Catania ha tentato un paio di timidi allunghi, che sono sempre stati ricuciti dai lombardi: nella fase centrale il solito sevizio vincente dai nove metri di Arinze riporta nuovamente Catania sul più due (18–16), ma è il classico “canto del cigno” perché Maletto ripaga con la stessa moneta, Meschiari mura Arinze, e coach Montagnani chiama time out (18–19). I canturini non perdono il ritmo, e volano a +3 (18–21), ma il muro di Catania invade, e Coach Montagnani è costretto a rifugiarsi nel secondo time–out (19–23). Sembra essere lo strappo decisivo, ma i siciliani annullano sul 20–24 con tre set point: il primo è cancellato da un errore al servizio di Matteo Meschiari, il secondo da una schiacciata di Arinze, il terzo da un altro errore degli ospiti che, a questo punto, costringono Zingoni al time out. Al quarto Catania deve arrendersi sulla conclusione vincente di Nicola Candeli (23–25).
Nel parziale successivo i fondamentali di muro (Balestra, Cottarelli e Basic) e servizio (due per Ferie uno di Volpe), spianano la strada alla parità anche grazie alle conclusioni vincenti di Basic e Arinze, che mette a terra il pallone del 25–18. Cantù parte meglio nella terza frazione e centra il primo importante allungo con il servizio vincente di Pertoldi (10–14), ma tre errori consecutivi di Pertoldi al servizio, Meschiari e Penna in attacco rimettono Catania in corsa (13–14), che costringono Zingoni al time out. Al rientro in campo Cantù riprende a macinare gioco, e Coach Montagnani chiama il suo secondo time-out (14–17). I canturini alzano il muro e allungano (16–21). E’ lo strappo decisivo: Penna ricaccia indietro i tentativi di rimonta degli avversari, e Meschiari mette la parola fine al parziale (19–25).
Catania nel quarto set fa e disfa da sola, dilapidando discreti vantaggi (8–5, 11–7, 14–8, 16–13), ma sul 18–17, un attacco di Feri, un muro di Volpe e le conclusioni vincenti di Basic e Arinze spianano la strada al tiebreak con il pallone del 25–20 messo a terra dal prode capitano Carmelo Gitto.
Nella frazione decisiva si arriva al cambio campo con gli ospiti avanti di due punti con l’errore al servizio di Arinze (6–8). Sul turno al servizio di Federico Bonacchi arriva il break decisivo con le conclusioni vincenti di Gabriele Pertoldi e Gaetano Penna (6–12). Gli ospiti riescono a gestire con cinismo il disperato tentativo di rimonta degli etnei (9–12) e con l’esperto centrale Nicola Candeli mettono la ceralacca a set e partita (10–15).
Sviluppo Sud Catania – Campi Reali Cantù 2–3 (23–25 25–18 19–25 25–20 10–15)
Sviluppo Sud Catania: Cottarelli 1, Nwachukwu 27, Volpe 9, Balestra 3, Basic 16, Feri 12, Carbone (L1); Caletti (L2), Gitto 3, Parolari 2, Gasparini 1, Pinelli n.e., Marshall n.e., Torasantucci n.e.. Allenatore: Paolo Montagnani
Campi Reali Cantù: Bonacchi 2, Penna 20, Candeli 11, Maletto 9, Meschiari 18, Pertoldi 11, Butti (L1); Quagliozzi 5, Martinelli, Ivanov 1, Taiwo, Tadic, Bianchi (L2) n.e.. Allenatore: Alessio Zingoni
Arbitri: Marco Pazzaglini di Roma e Fabio Sumeraro di Bari
