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Pallavolo LeNostreInterviste – Squarcini: “Serie durissima con Chieri, ora Conegliano, la più forte al mondo”

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Ci sono partite che non si vincono soltanto con la tecnica o con la forza fisica, ma con la capacità di restare dentro ai momenti difficili. La doppia sfida dei quarti di finale scudetto tra Igor Gorgonzola Novara e Reale Mutua Fenera Chieri è stata esattamente questo: una serie lunga, sporca, decisa nei dettagli. Dopo una stagione segnata da infortuni e rotazioni forzate, Novara ha trovato nella compattezza del gruppo la chiave per passare il turno. Per Federica Squarcini, una delle giocatrici che più hanno vissuto sulla propria pelle le difficoltà degli ultimi mesi, la qualificazione assume un valore particolare. Non soltanto per il peso sportivo del risultato, ma per il percorso che lo ha preceduto: recuperi lenti, attese, momenti in cui il campo sembrava lontano. Adesso però il presente parla di una semifinale Scudetto conquistata con fatica e di una squadra che ha ritrovato fiducia. E proprio da qui parte il racconto della centrale di Novara.

TRAGUARDI – Il primo risultato importante è stato centrato: “Assolutamente sì, siamo molto contente – racconta Squarcini dopo aver raggiunto la semifinale con Conegliano – L’obiettivo era quello di passare il turno e arrivare in semifinale. Farlo in due gare sarebbe stato meglio anche per avere qualche giorno di riposo in più, perché non so davvero da quanto tempo non abbiamo una settimana senza partite. Però al di là di questo era il traguardo che ci eravamo posti”.
La serie contro Chieri è stata tutt’altro che semplice. “Questo passaggio vale tantissimo, soprattutto contro una squadra fortissima come Chieri. Hanno fatto un campionato molto bello e secondo me avrebbero meritato anche loro di andare avanti. È una squadra molto ostica, lo sapevamo: chiunque ci abbia giocato contro ha dovuto soffrire”.

LA SERIE – Dopo la vittoria più netta all’andata, la sfida di ritorno ha messo alla prova Novara fino all’ultimo pallone. “A Torino loro hanno giocato molto meglio. Noi siamo state brave a reagire e a portarla al tie-break ai vantaggi. È stata una partita davvero bellissima, di quelle combattute fino all’ultimo punto. E questo ci dà tanta spinta per le prossime sfide”. Davanti, ora, c’è l’ostacolo più alto possibile: Conegliano. “Forse la squadra più forte al mondo, ma sappiamo che ci siamo anche noi. Vogliamo dare il massimo e poi vedere cosa succede”.

IL PESO DI TOLOK – In una serie così tirata, l’apporto dell’opposto Tatiana Tolok è stato determinante: “Tatiana è la nostra grande mattatrice, lo sappiamo anche dall’anno scorso. In allenamento la vediamo tutti i giorni: è una ragazza semplice e solare, poi in partita tira delle mine incredibili. Sta facendo un campionato di altissimo livello”. La sua presenza cambia anche gli equilibri tattici per il resto della squadra. “Quando lei comincia a fare punti si prende la squadra in mano e tutte riusciamo a seguirla. Nei momenti difficili è la prima a prendersi la responsabilità. E questo ovviamente ci aiuta anche come centrali, perché spesso le difese avversarie si aspettano che la palla vada da lei”.

IL GRUPPO – La stagione di Novara è stata segnata da continui problemi fisici e assenze: “Non voglio dare tutta la colpa agli infortuni, perché nello sport succede a tutti. Però è vero che quest’anno e anche l’anno scorso abbiamo avuto un po’ di sfortuna. La cosa bella è che siamo state brave a sopperire alle mancanze”. Il gruppo, secondo Squarcini, ha saputo adattarsi alle difficoltà: “Quando mancavano delle ragazze, soprattutto in allenamento, tutte si sono messe a disposizione. Penso anche a chi ha cambiato ruolo per aiutare la squadra. Non è una cosa scontata e dimostra quanto questo gruppo tenga al risultato”.

IL PROBLEMA INFORTUNI – Per Squarcini gli ultimi anni sono stati particolarmente complessi dal punto di vista fisico: “Per me sono stati due anni abbastanza travagliati. Mi riprendevo da un problema e dopo poco ne arrivava un altro. È stato un periodo molto brutto. Quando succede la prima volta vuoi accelerare tutto per tornare subito in campo. Però quando arrivi al terzo intervento al ginocchio capisci che devi avere pazienza. Ho imparato ad ascoltare il mio corpo: se serve una settimana in più, bisogna prendersela”.
Fondamentale dunque il sostegno delle persone più vicine. “La mia famiglia mi è stata sempre accanto, anche a distanza. E poi il mio fidanzato, che gioca anche lui a pallavolo e ha vissuto situazioni simili. Mi ha aiutato molto a capire quando fermarmi e quando invece spingere”.

IL MOMENTO PIÙ BELLO – Tra le tante partite della stagione, ce n’è una che Squarcini ricorda con particolare intensità: “Direi il passaggio del turno in Coppa Italia contro Milano. Venivamo da un periodo complicato, con alcune compagne infortunate e tante difficoltà. In più giocavamo in casa davanti a un palazzetto pieno”. Una serata che ha acceso l’entusiasmo del PalaIgor. “Le aspettative erano più su di loro che su di noi. Invece abbiamo fatto una grande partita e il palazzetto è esploso. È stato uno dei momenti più belli della stagione”.
Adesso il cammino continua. E se la semifinale dovesse regalare un’altra notte speciale, allora quel percorso fatto di attese, recuperi e pazienza potrebbe trovare una nuova, inattesa, consacrazione.

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