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Pallavolo Coppa Italia A3M- La Domotek trionfa dopo una strepitosa doppia rimonta

(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) Dalla punta dello Stivale fino alle Dolomiti. La Domotek Reggio Calabria percorre idealmente tutto il nostro Bel Paese e, a Belluno, trova il punto più alto della sua stagione. O per meglio dire, della sua storia pallavolistica: dopo aver superato in semifinale i padroni di casa di Belluno Volley, ha sconfitto al termine di una clamorosa doppia rimonta dallo 0–2 (con dominio reggiano nei primi due set) a 3–2 finale la Conad Reggio Emilia nella finalissima della VHV Arena e conquista la quinta edizione Del Monte® Coppa Italia A3.

Determinanti per questo fantastico exploit i 20 punti realizzati dal martello patavino Enrico Lazzaretto (dopo i 34 della semifinale), con un ottimo 49% di positività sui 37 palloni attaccati oltre ai 18 del prode capitano Domenico Laganà, con un brillante 47% di positività sui 37 palloni giocati. Da segnalare anche i 16 punti messi a segno dal giovane laterale Matteo Mancinelli schierato nello starting six dal tecnico Antonio Polimeni a sostituire l’italo argentino Enrico Zappoli Guarenti e del ministro della seconda linea Saverio De Santis, con percentuali altisonanti in difesa e ricezione (83% positiva, 50% perfetta).

Un successo che riporta la provincia di Reggio Calabria sul tetto pallavolistico più altro targato Serie A3, due anni dopo la vittoria di OmiFer Franco Tigano Palmi a Fano, nel 2024 (che ha distanza di 27 giorni bissò il successo nella Supercoppa, superando al palazzetto “Surace” il Gabbiano Mantova, al termine di quattro set). E da Oscar, soprattutto, la regia dell’ex giocatore della nazionale Davide Saitta, premiato Del Monte® MVP della Finale.

C’è davvero qualcosa di simbolico in questo successo: Dolomiti da una parte, Stretto dall’altra. Estremi opposti della penisola. Eppure, è proprio all’ombra delle montagne venete, teatro di Olimpiadi e Paralimpiadi invernali, che la squadra calabrese dipinge la sua serata più bella, trasformando una trasferta lunghissima nella cornice di un trionfo storico. E in una festa di popolo. Perché, insieme alla squadra, trionfa pure la sua tifoseria: colorata, calorosa, festante.
«Sono felicissimo di questa vittoria, anche per come si era messa la gara– ci confida con gli occhi lucidi il fuoriclasse catanese Davide Saitta –. Nei primi due set non siamo stati in campo, ma successivamente siamo stati bravi a recuperare. Ci siamo detti di affrontare i parziali passo dopo passo e l’abbiamo fatto; abbiamo preso coraggio e una volta arrivati al tie-break abbiamo spinto fino alla fine. I nostri tifosi sono con noi sempre, sono il nostro uomo in più e dedichiamo anche a loro questa vittoria –prosegue l’ex palleggiatore azzurro –. Il premio come MVP fa sempre piacere e dimostra che mi sto divertendo. Lo vorrei dividere con Enrico Lazzaretto, autore di una prestazione fantastica e con tutta la squadra perché ogni palla è importante, la pallavolo è uno sport di squadra – la chiosa finale di Davide Saitta –e se ho questo premio in mano è grazie a loro».

Nelle file di una Conad Reggio Emilia mai doma è autore di una prova di enorme sacrificio, da applausi la prestazione dell’opposto Alessandro Mian (27 punti, raggiunti i 100 muri nella categoria), il martello Martin Chevalier (20) il centrale Nicholas Sighinolfi (11), ma anche la positiva prestazione del libero Andrea Marini (73% positiva, 47% perfetta).

A consegnare il premio nelle mani di Davide Saitta è stata Monica Mazzoccoli, Assessore allo Sport e al Tempo Libero del Comune di Belluno, mentre a premiare il team dello Stretto, è stato il Presidente Lega Pallavolo Serie A Massimo Righi, coadiuvato da Stefano Bianchini, Consigliere della Federazione Italiana Pallavolo, e la stessa Monica Mazzoccoli. Esplode la festa di Reggio Calabria, che conquista la sua prima Coppa Italia A3, con la Domotek che si qualifica anche per la Supercoppa, in calendario domenica 19 aprile.

“Squadra che vince non si cambia”. Il vecchio adagio trova riscontro nelle scelte dei due allenatori, che confermano i sestetti di partenza, proposti in Semifinale. Tanto è vero che Coach Tommaso Zagni punta su Santambrogio in regia e Mian opposto, Mazzon e Chevalier in banda, capitan Barone e Sighinolfi al centro, mentre il libero è Marini; dall’altra parte, il tecnico Antonio Polimeni si affida all’esperienza di Saitta e Laganà completa la diagonale. La coppia di schiacciatori è formata da Lazzaretto e Zappoli; quella di centrali, da Presta e Innocenzi. De Santis è il libero.

Reggio Emilia parte subito con il piede pigiato sull’accelleratore e scappa via, cavalcando l’efficacia di Chevalier (12–9) e di Mian (18–14). I calabresi provano a rifarsi sotto, ma sono zavorrati da un paio di errori in attacco nel momento topico (37 per cento nel fondamentale) e il muro di Mian ha i contorni della sentenza: 25–20.
Nel secondo parziale, Conad, in fiducia, prende il largo fin dagli scambi iniziali: così, Chevalier (4–0) e il solito Mian (6–1) alzano il volume a muro. E scavano un break che Reggio Calabria non riuscirà più a ricucire, nonostante la generosità di capitan Laganà (suo il contrattacco del meno 3) e degli amaranto: per l’occasione in maglia bianca.

Con le spalle al muro, la formazione reggina non ha più margine d’errore. E sfodera un approccio impeccabile nel terzo parziale. Anche grazie al contributo della panchina: ogni riferimento a Tommaso Mancinelli (5 punti nel set: 16 in totale) non è puramente casuale. Sulla parità a quota 15, arriva la svolta sotto forma di un parzialone di 6–0 che, di fatto, chiude a doppia mandata ogni discorso: 19–25, la Finale si allunga. E diventa ancor più spettacolare nel quarto
Perché i calabresi trovano ancora linfa vitale da elementi entrati a partita in corso: nello specifico, dal giovane centrale Rigirozzo, che sotto rete fissa il 15–12 per i suoi. Due muri di Barone ribaltano il quadro (16-15 reggiano), mentre l’epilogo è un continuo sorpasso (Laganà per il 20–21) e contro-sorpasso (Mian: 22–21). Ma, sulla linea del traguardo, è Domotek ad avere il guizzo: conquista un set–ball grazie a Mancinelli. E, ai vantaggi, esulta con Laganà: 26–24. Si va al tie–break.

Nel tie-break C’è una Reggio in fiducia: Calabria. E una Reggio che sente scivolare la partita dalle dita. Non a caso, l’approccio dei ragazzi di coach Polimeni, al quinto set, è feroce, come testimonia il 3–0 d’avvio firmato Laganà, mentre il contrattacco di Lazzaretto vale il 9–5. E il tocco di Mancinelli scrive il 13-8 a tabellone. La ciliegina sulla torta è rappresentata poi dal “Monster Block” Rigirozzo: le Dolomiti, almeno per una notte, si tingono di amaranto.

Conad Reggio Emilia – Domotek Reggio Calabria 2–3 (25–20 25–17 19–25 24–26 9–15)
Conad Reggio Emilia: Santambrogio 1, Milan 27, Barone cap. 5, Sighinolfi 11, Chevalier 20, Mazzon 8, Marini (L1); Alberghini, Catellani, Scaltriti, Bertoni n.e., Signorini n.e., Sanguanini n.e., Zecca (L2–) n.e.. Allenatore: Tommaso Zagni
Domotek Reggio Calabria: Saitta 2, Laganà cap. 18, Presta 7, Innocenzi 4, Lazzaretto 20, Zappoli Guarenti 1, De Santis (L1); Mancinelli 16, Parrini, Motta, Rigirozzo 5, Spinello n.e., Lopetrone (L2), Ciaramita n.e., Allenatore: Antonio Polimeni
Arbitri: Lentini di Catania e Manzoni di Lecco

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