A2 MeF

Pallavolo A2F Promozione – Prestazione maiuscola di Trentino Volley, Lazda scatenata Fasano battuta

Con una prestazione maiuscola in ogni aspetto del gioco l’Itas Trentino riscatta la sconfitta incassata all’andata in Puglia superando in quattro parziali l’Olio Pantaleo Fasano. Vittoria netta per le gialloblù, capaci di dominare i primi due set e di ritrovare il ritmo giusto nel quarto parziale dopo il tentativo della squadra ospite di tornare in partita. Bravissima Giada Guerra, all’esordio da titolare in A2, a sostituire nel migliore dei modi Monza in cabina di regia, riuscendo a coinvolgere nel gioco tutte le sue attaccanti, compresa una Francesca Cosi mai così efficace in primo tempo (9 su 11).

La palma di migliore in campo, però, non può che essere attribuita ad Irbe Lazda: l’opposta lettone ha picchiato forte per tutto l’arco della gara senza lasciare scampo al sistema muro-difesa ospite, mettendo a terra la bellezza di 27 palloni (con il 42% a rete) in un serata impreziosita anche da un ace e due muri. Molto bene anche Laporta in ricezione (100%), Marconato al servizio e a muro (2 stampi) e il duo di posto 4, con Pamio e Giuliani efficaci in ogni fondamentale. Tra le fila ospiti in doppia cifra Korhonen e Salinas con 15 e 11 palloni a terra ma con un attacco fermo al 28% di positività l’Olio Pantaleo ha faticato per tutto l’arco della gara a mantenere il passo dell’Itas Trentino.

ITAS TRENTINO – OLIO PANTALEO VOLLEY FASANO 3-1 (25-16 25-14 19-25 25-18)
ITAS TRENTINO: Giuliani 10, Marconato 6, Guerra 2, Pamio 17, Cosi 13, Lazda 27, Laporta (L), Andrich, Iob, Muscetti, Colombo, Monza, Zeni (L), Ristori Tomberli. All. Beltrami.
OLIO PANTALEO VOLLEY FASANO: Muzi, Salinas 11, Piacentini 8, Korhonen 15, Provaroni 8, Franceschini 4, Vittorio (L), Pixner 1, Soleti, Negro, Del Freo, Gazzerro. All. Totero.
ARBITRI: Mesiano e Fontini.

Top scorers: Lazda I. (27) Pamio A. (17) Korhonen P. (15)
Top servers: Provaroni C. (2) Pamio A. (2) Cosi F. (2)
Top blockers: Marconato G. (3) Salinas C. (3) Pamio A. (3)

Foto di Roberto Muliere