(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Maturità. Quella necessaria per essere un grande giocatore, ma soprattutto per trascinare un gruppo giovane e che le ossa se le sta facendo proprio in questo biennio. Eric Loeppky è in Italia ormai da una vita, ha firmato i recenti successi della Lube e anche nella serie con Trento si è distinto per costanza. Oggi il canadese guarda al futuro con fiducia: “Siamo entrati in questa fase finale con una buona energia e una grande motivazione, gli ingredienti per poter dire la nostra ci sono”.
MOTIVAZIONE – Gli obiettivi stagionali per l’asso canadese sono chiari e la fame di vittorie non manca, in un’annata in cui la Lube punta forte anche all’Europa: “La Champions League rappresenta un grande traguardo per il nostro gruppo” – racconta Loeppky – “A livello personale, l’idea di poter arrivare a disputare due finali in una singola stagione è uno stimolo enorme. È semplicemente bellissimo poter continuare a lottare per vincere qualcosa di importante con questa maglia”.
CERTEZZE – Il percorso dei cucinieri è passato da snodi fondamentali, primo fra tutti l’incrocio con l’Itas: “Quella contro Trento è stata una serie importantissima per noi, senza dubbio la più importante della stagione fino a questo momento,” ammette lo schiacciatore. L’orgoglio per la prestazione del gruppo è palpabile nelle sue parole: “Vincere a Trento è sempre un’impresa ardua. Alcuni dei nostri ragazzi non avevano mai vinto una partita su quel campo prima d’ora. Riuscire a imporci in Gara 1, strappando loro il fattore campo quando avevano ancora la strada spianata, è stato un passaggio vitale. Credo sia stato proprio quel risultato a dettare il ritmo per il resto della serie”.
MATURITÀ – In un roster che anche quest’anno ha dato spazio a tanti giovani, il ruolo del canadese si è evoluto naturalmente: “Gioco in Superlega da abbastanza tempo per sentirmi a mio agio in campo, ed è una sensazione positiva per tutta la squadra,” riflette. Essere un punto di riferimento, però, non significa necessariamente essere il più rumoroso nello spogliatoio: “Sento di essere un leader a modo mio. Non sono un trascinatore “vocale”, ma cerco di guidare i compagni con l’esempio quotidiano: mi impegno al massimo in allenamento, curo il mio corpo e cerco di farmi trovare sempre pronto. Il modo in cui gestisco me stesso è il mio modo di fare da guida. Credo sia una dinamica naturale, essendo uno dei ragazzi più esperti della squadra”.
FORZA – Arrivare in fondo alle competizioni richiede un dazio fisico notevole, specialmente al termine di un’annata così intensa e ricca di impegni per la formazione di Civitanova: “A questo punto della stagione, quasi tutti i giocatori stanno stringendo i denti per qualche fastidio, piccolo o grande che sia: un problema a un piede, un dolore a una spalla,” confessa Eric. Ma è qui che entra in gioco la vera forza del gruppo: “Fisicamente stiamo raschiando il fondo del barile, dando le ultime energie. Per questo motivo, a meno che non ci si trovi di fronte a un infortunio grave, l’aspetto mentale diventa la cosa in assoluto più importante. È la testa che ti fa rimanere in partita”.
DIFFERENZE – Il cammino della Lube in quest’annata è stato costellato anche da qualche fisiologica difficoltà, affrontando dinamiche diverse rispetto al passato: “Se guardiamo all’ultima stagione, non avevamo su di noi grandissime aspettative e alla fine il nostro rendimento è stato una piacevole sorpresa per tutti,” analizza Loeppky facendo un bilancio. “Quest’anno, invece, la pressione era maggiore e le aspettative si sono alzate fin dall’inizio. È interessante notare come funzionino queste dinamiche psicologiche, ma ora posso dire che ci siamo per questa parte finale di stagione”.
PROMESSE – Guardando all’immediato futuro e alle sfide che attendono i biancorossi in semifinale, tanto in campionato quanto in Champions, l’entusiasmo prende il sopravvento: “Sono davvero carico per quello che ci aspetta,” sorride il posto quattro. Indipendentemente da chi la spunterà nell’incrocio tra Milano e Verona, Loeppky ha le idee chiare: “Milano è un’ottima squadra e ha vinto l’ultima partita, ma chissà, sono convinto che alla fine potremmo incrociare Verona. Ci siamo affrontati in partite molto avvincenti con loro durante l’anno, li abbiamo incontrati spesso e abbiamo perso contro di loro in SuperCoppa. Sarei davvero entusiasta di avere un’altra possibilità per prenderci la nostra rivincita, contro un avversario di grande valore ma con cui abbiamo giocato sempre abbastanza bene”.
CADUTE – Mai come in questa stagione i ragazzi di Medei hanno mostrato due volti: quello audace e sbarazzino conosciuto nell’anno passato, e quello un po’ più fragile in alcune partite: “Abbiamo imparato molte lezioni in questa stagione,” conclude lo schiacciatore. “La più grande di tutte è l’obbligo di restare ancorati al presente. Non puoi aspettarti che tutto ti sia dovuto: solo perché giochi per la Lube, che è la squadra migliore al mondo, non significa che le cose saranno facili. Devi stare sul pezzo ogni singolo giorno, lavorare sodo quotidianamente. È solo facendo un buon lavoro ogni giorno, consecutivamente, che alla fine si può costruire un bel successo. In poche parole, direi che quest’anno ci ha insegnato che essere concentrati nel presente è la cosa più importante”.
