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Pallavolo LeNostreInterviste – Romy Jatzko a Roma per rinascere, sognando la Turchia la “terra” di suo padre

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Gli infortuni fanno paura, a tutti. Ma colpiscono ancora più duro chi del proprio corpo ha fatto lo strumento per sognare ed esprimere se stessa. L’infortunio alla spalla sembrava un ostacolo insormontabile, uno di quelli capaci di spezzare il ritmo e le ambizioni. Eppure, la schiacciatrice tedesca Romy Jatzko non si è arresa. Dopo un anno di riabilitazione, sacrifici e silenzi, è tornata in campo nelle ultime settimane con la maglia della SMI Roma Volley. Un ritorno cercato con le unghie e con i denti, per dimostrare di essere più forte di prima e per spingere le capitoline verso il grande obiettivo della vittoria dei Playoff per l’A1.

IL LUNGO TUNNEL – Il percorso per tornare a saltare e colpire non è stato immediato. Romy ha dovuto resettare tutto, ripartendo da casa sua, in un ambiente protetto ma estremamente rigoroso: “Ho svolto la mia riabilitazione a Berlino, la mia città natale. Sono stata all’Olympic Center ogni giorno, dal lunedì al venerdì. Ho seguito un programma intenso con tantissima fisioterapia e, dopo tre mesi e mezzo, ho ricominciato finalmente a giocare a pallavolo. Ho ripreso lentamente con l’attacco, il bagher, il palleggio e il servizio; insomma, tutto quello che il mio corpo mi permetteva di fare. Dopo cinque mesi di questo percorso, sono arrivata qui a Roma”.

L’INFORTUNIO – Non è stata solo una sfida fisica, ma un vero test di resilienza mentale. L’infortunio, infatti, è arrivato con una crudeltà temporale non indifferente, proprio alla vigilia di una nuova avventura italiana: “Mi sono infortunata appena dieci giorni prima che iniziasse il mio contratto in Italia, dato che avevo firmato per Perugia. È stato del tutto inaspettato. All’inizio, dopo l’operazione, ho sofferto molto, ma sono stata contenta di poter affrontare la riabilitazione a casa con professionisti esperti che mi hanno aiutata a sentirmi in buone mani. C’è stato un momento, però, in cui la spalla non sembrava reagire bene e ho temuto di non poter più colpire la palla con forza. Ma non ho mai smesso di crederci, ho continuato a lavorare e alla fine ha funzionato. Oggi sono orgogliosa della mia determinazione.”

IL RITORNO IN CAMPO – Per un’atleta che vive di adrenalina, il rientro in campo è il momento della verità. Contro Brescia prima e Talmassons poi, Jatzko ha ritrovato quelle sensazioni che il lungo stop le aveva strappato via: “È stato un momento molto speciale per me. Tornare a giocare in questa stagione era il mio obiettivo fisso durante tutta la riabilitazione. Speravo di trovare una squadra che mi desse l’opportunità di scendere in campo per i Playoff, quindi avere questa chance qui a Roma è stato fantastico. Farlo in una partita in casa ha reso tutto ancora più emozionante. Credo di aver segnato proprio il primo punto del match: è stata una schiacciata, il mio primo attacco vincente dopo l’infortunio. Quando ho messo palla a terra, ero davvero felice”.

GRATITUDINE – Stare fuori dai giochi permette di osservare il volley da una prospettiva diversa. Romy ha trasformato la sofferenza in una nuova filosofia di gioco, fatta di consapevolezza e divertimento: “Credo fermamente che tutto accada per una ragione e che questo infortunio mi abbia resa più forte, specialmente dal punto di vista mentale. Quando ero ferma la pallavolo mi mancava tantissimo. Guardavo le partite e vedevo le altre giocatrici divertirsi; volevo provare anche io quell’emozione. Ora, quando scendo in campo, mi concentro solo sul godermi il momento e sulla felicità di poter giocare di nuovo. È una lezione di gratitudine: se sei paziente e lavori duro, puoi raggiungere i tuoi obiettivi”.

AMBIZIONE – Mentre il campionato entra nella sua fase cruciale, Jatzko punta all’A1 con Roma, senza nascondere un sogno nel cassetto legato alle sue origini: “Mio padre è turco, io sono mezza turca, e il mio sogno è giocare un giorno in Turchia. Ma parlando del presente, ora ci aspettano i Playoff e credo che tutto sia possibile. Abbiamo un grande potenziale e spero davvero che la stagione si concluda con la promozione in A1. Non ho ancora parlato approfonditamente con il coach (Cuccarini ndr) del mio ruolo, ma so di poter portare energia positiva. Una nuova giocatrice può cambiare la prospettiva di un gruppo e spero che la mia voglia di vincere possa ispirare le mie compagne. Vogliamo trionfare insieme e faremo il possibile per dire la nostra”.