(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) Nello sport, come nella vita e nel mondo accademico, il talento individuale è solo l’inizio. È stato questo il filo conduttore “Egoisti di squadra” che si è svolto nel primo pomeriggio di giovedì presso l’università deli studi Mediterranea di Reggio Calabria, Aula Magna “A.Quistelli”, nell’ambito della Giornata nazionale delle università “Università Svelate”. Il programma, voluto dalla Crui (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane), punta a creare un’occasione di contaminazione tra gli atenei e la cittadinanza, invitando la comunità a scoprire il patrimonio scientifico e sociale che le università costituiscono per i territori e a (ri)conoscere il contributo reso al loro sviluppo.
Attore protagonista Ferdinando “Fefè” De Giorgi, leggenda della pallavolo italiana e protagonista della “Generazione dei Fenomeni” guidata dal Maestro italo argentino Julio Velasco, che rappresenta un simbolo di leadership e innovazione tanto in campo quanto fuori. Con un palmarès straordinario che lo vede vincitore di tre campionati mondiali consecutivi da giocatore (1990, 1994, 1998), di due mondiali (2022 e 2025) e di un oro europeo da allenatore nel 2021, De Giorgi ha lasciato un segno indelebile nella storia dello sport. Nel suo percorso, si è distinto per la capacità di trasformare le sfide in opportunità, guidando le squadre attraverso cambi generazionali e valorizzando le persone oltre i risultati tecnici.
Accanto all’attuale ct della nazionale, nella tavola rotonda moderata dal giornalista Antonio Marino, erano presenti il Magnifico Rettore Giuseppe Zimbalatti (anche lui ex giocatore della mitica Jonicagrumi Reggio Calabria in Serie A2 agli inizi degli anni ottanta), la prof.ssa Rossella Marzullo – Prorettrice delegata all’Orientamento– e Domenico Panuccio– Presidente CT Fipav Reggio Calabria– che hanno dialogato con l’autore del libro.
Molto significativi anche gli interventi del prefetto Clara Vaccaro sportiva per passione, l’ex stella della nazionale italiana alle Olimpiadi di Rio De Janeiro nel 2016 Antonella Del Core, napoletana di nascita ma oramai reggina di adozione, dove allena la sua Asd Antonella Del Core Volley Academy, società fondata nel 2018, che disputa diversi tornei giovanili e una prima squadra in Serie D, il prestigioso arbitro internazionale reggino Marcello Cammera e del tecnico reggino Nini Falcone. Nel parterre, da sottolineare anche la presenza del questore Paolo Sirna, e di due figure di spicco della pallavolo reggina e calabrese, Billy Gurnari e Cesare Pellegrino, che un giovanissimo Ferdinando De Giorgi affrontò nella stagione 1984–1985 quando militava nella Victor Village Ugento guidata dal tecnico argentino Enrique Edestein, in cui militava anche il fenomenale martello Ugo Conte che in quella stagione conquisto la promozione in Serie A1 vincendo tutte e 22 le gare giocate (66 set vinti e 13 persi).
Sport e università condividono oramai da tantissimi anni gli stessi principi: impegno, resilienza, capacità di lavorare insieme. E soprattutto una consapevolezza comune: il successo non nasce mai da un singolo, ma dalla forza del gruppo. Un messaggio semplice e potente, che dalla pallavolo arriva fino alla vita quotidiana. Difatti, il talento individuale e lo spirito di squadra spesso vengono visti come forze in contraddizione. La mossa vincente, però, è trovare il modo di farli andare d’accordo, anzi di farli diventare una cosa sola. “Egoisti di squadra” è un condensato di tutti i valori, strumenti, storie e concetti che Ferdinando De Giorgi ha imparato nel corso della sua straordinaria carriera sportiva che lo vede da oltre quarant’anni ai vertici dello sport mondiale. Prima da giocatore, come palleggiatore della Nazionale della “generazione dei fenomeni” capace di vincere tre mondiali di fila; e poi come allenatore vincitore di scudetti, Champions e, alla guida della Nazionale italiana, dell’Europeo 2021 e del meraviglioso Mondiale 2022.
Messa in fila così, quella di De Giorgi, è una carriera che sembra essere caratterizzata solo dalla vittoria. E in parte sicuramente è vero, ma dietro a questi risultati c’è un percorso difficile che gli ha permesso di raggiungere obiettivi così grandiosi imparando dai tanti errori, dalle innumerevoli sconfitte e dalle mille sfide che tutti, nello sport, ma anche nel lavoro o nella vita, dobbiamo affrontare quotidianamente. Questo libro diventa così un vero e proprio strumento di leadership e crescita personale per cui la motivazione, il rispetto e la squadra sono i confini entro i quali alimentare e far emergere il talento di ognuno, che sia su un campo di pallavolo, in un ufficio o in famiglia. Perché allenare il talento, il proprio o quello degli altri, vuol dire fondamentalmente allenare l’autoformazione, la capacità di ogni persona di conoscere i propri limiti, di accettarli e, quindi, di motivarsi per cercare di superarli o trasformarli in punti di forza.
