Pallavolo SL – Diego Frascio e la partita in posto 4: “Mi hanno provato come schiacciatore in vista dell’anno prossimo, per vedere come andava”
Tra i protagonisti della puntata del giorno di Pasquetta di After Hours – La SuperLega di Notte, c’è stato anche l’emergente Diego Frascio. L’attaccante scoperto e lanciato da Massimo Eccheli nella sua Vero Volley Milano, una delle novità più interessanti del nostro massimo campionato maschile.
Diego ha raccontato con semplicità e spontaneità la prestazione nell’insolito ruolo di attaccante di banda poi ha parlato della situazione della squadra monzese e di come ha vissuto un campionato che lo ha visto conquistare strada facendo un ruolo nel sesto di prima squadra.
Test da schiacciatore – Mi volevano provare anche come schiacciatore in vista dell’anno prossimo, per vedere come andava. Ci sono stati alti e bassi soprattutto in ricezione, ma son contento, son cose che mi fanno crescere. A me piace giocare, non è importante in che ruolo.
Il lavoro sulla ricezione – In questi anni ho sempre lavorato in ricezione, la mattina lavoravo con gli schiacciatori, per cui non era una cosa sconosciuta. Certo, è diverso ricevere palloni da una spara-palloni e non da un battitore. Ma mi sono sempre allenato in ricezione e Monza mi ha sempre monitorato da questo punto di vista.
Imparare da Padar – Ho provato ad apprendere il più possibile da Padar, che ha fatto una stagione bellissima, è stato bravissimo in tutte le partite. Sapevo che sarei rimasto in panchina se lui avesse giocato bene, ma potevo solo imparare. Mi ha insegnato tantissime cose. Anche se non ho trovato tantissimo spazio, ho imparato molto da lui e sono contento di aver avuto un compagno del genere.
Il riferimento tecnico – Io ho un giocatore nel cuore, che è Osmany Juantorena, che l’anno scorso ho avuto la fortuna di avere come compagno di squadra e in trasferta come compagno di stanza. Fin da quando ero piccolo è stato il mio punto di riferimento.
I periodi di stop – Sicuramente il fatto di non giocare per un paio di settimane influenza la prestazione, soprattutto all’inizio, senti di aver perso l’abitudine.
I muri di Beretta – Beretta anche in allenamento dà il massimo, sempre, e anche in settimana fa tantissimi muri. Poi sfida noi giovani ed è bello tosto da superare. È una grandissima persona, ha fatto sentire anche noi più piccoli parte del gruppo, per noi è importante e lui è bravissimo a far questo.
Le sedute video – A me guardare i video mi fa solo imparare tantissimo, anche solo guardando s’impara, sia la mia partita sia quella degli altri.
Massimo Eccheli – È fondamentale che un allenatore pretenda il massimo dai propri giocatori e ci sta anche arrabbiarsi. L’errore che lo fa “arrabbiare”? La svogliatezza.

