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Pallavolo SL – Lucio Fusaro ad “After Hours – la SuperLega di notte” tra passato, presente e futuro di Milano

Tra bilanci sportivi e filosofia aziendale, il Presidente dell’Allianz Milano, Lucio Fusaro, è intervenuto ad “After Hours, la SuperLega di notte” per commentare una stagione vissuta sul filo del rasoio. Il punto esclamativo resta lo straordinario trionfo-bis in CEV Challenge Cup, una vittoria celebrata in un PowerVolley Milano sold-out che ha riscattato il silenzio del primo titolo vinto in piena pandemia. Un successo che, come sottolineato dal Presidente, arriva al termine di un’annata segnata da un’incredibile serie di infortuni — da Rotty a Recine, passando per Kreling e Otsuka — affrontata però con la solita resilienza e con il sorriso: “Ho imparato dalla pallavolo che non si vince da soli, ma si ha bisogno di tutti i compagni”.

Il racconto di Lucio Fusaro è un viaggio che lega indissolubilmente la memoria personale al destino del club. Per il Presidente, la pallavolo non è solo un investimento, ma un cerchio che si chiude: era il 6 aprile 1976 quando lui stesso scendeva in campo per riportare Milano in Serie A, un’emozione che oggi trasforma in visione societaria. Questa esperienza diretta ha plasmato la sua filosofia: in un mondo di solisti, Fusaro crede nel gruppo, convinto che non si possa “scartare tutti e fare gol” da soli, ma che serva la forza dei compagni per arrivare al traguardo.

Guardando al futuro, il club si prepara a una vera e propria transizione guidata dalla stima profonda. L’addio di Roberto Piazza non è solo un cambio tecnico, ma il congedo di quello che Fusaro considera il suo “Amministratore Delegato”, una figura chiave che per sette anni ha gestito l’azienda-campo con umanità e competenza. Il testimone passerà ora a Guillermo Falasca, chiamato a raccogliere questa eredità importante.

Nonostante le sfide economiche e la concorrenza “aggressiva” dei club stranieri — turchi in testa — la via per il futuro di Milano resta tracciata dal coraggio di puntare sui giovani. È la “formula Reggers”: pescare talenti dove altri non guardano, trasformare le riserve in campioni e dare spazio a ragazzi come Porro. E proprio riguardo all’opposto belga la memoria va alla stagione 2023/2024, quella dell’ingaggio da parte del club lombardo: “Quando l’abbiamo preso, ero un po’ perplesso perché chiedevo: “Ma quali belgi giocano a pallavolo? Sono rinominati per essere campioni nel ciclismo!”

Ecco le dichiarazioni del presidente dell’Allianz Milano Fusaro:
Il trionfo-bis in CEV Challenge Cup – La prima che abbiamo vinto era quasi inaspettata e non c’erano spettatori, fu vissuta senza una vera e propria festa. Questa è stata eccezionale, l’abbiamo vissuta a Milano in un palazzetto di 5.000 posti pieno. È stata il coronamento di un’annata difficile, nella quale ci siamo ritrovati a fronteggiare una mole di infortuni mai vista prima. 
Un infortunio dietro l’altro – Quando Rotty si è infortunato, stavamo facendo un torneo serio a una settimana dal campionato. Avevamo vinto al sabato contro una squadra titolata per 3-0. Da quando si è infortunato non ha più messo piede in campo. In quello stesso scontro si è fatto male il palleggiatore, Kreling, ed è stato fuori quattro giornate. Poi Otsuka si è infortunato al retto addominale ed è stato fuori due mesi, praticamente un campionato. E poi l’ultima “disgrazia” seria è stata quella di Checco Recine che si è “fracassato” il tendine d’Achille. Ho proposto di fare la prossima trasferta direttamente a Lourdes, per proteggerci.

I sorrisi del presidente – Ho questo carattere, penso di non aver alzato la voce. Poi di fronte a una situazione di questo genere, è evidente che devi saperla fronteggiare e pensare che devi riuscire a fare le cose lo stesso. Abbiamo seguito una linea, quella di concentrarsi sulla Challenge Cup. Poi abbiamo schierato come al solito molti ragazzi giovani, alcuni come Ichino protagonisti di un’ottima stagione.
Cosa lascia Roberto Piazza – Di mestiere compro e vendo aziende e ho sempre pensato che nelle aziende la figura più importante sia l’Amministratore Delegato. Nel caso dello sport, Piazza è come un Amministratore Delegato della mia società. È stato sette anni con noi, comprensibile che quando andrà via lascerà dei ricordi di un certo genere, soprattutto perché è una persona eccezionale in campo e fuori.

Dal campo alla presidenza – Sono Presidente di una holding con un’ottantina di aziende, nel video di presentazione dico: “Io ero un giocatore di pallavolo”. Qualcuno dirà: “E chi se ne frega!”. In realtà però la seconda frase dice: “E da quello sport ho imparato che non vinci da solo, non prendi la palla a centrocampo, scarti tutti e fai gol, ma hai bisogno di tutti i tuoi compagni”. Questa è la cosa più importante che ho imparato dalla pallavolo e ho portato nella mia vita professionale. E questo mi fa molto piacere.
La chicca storica – Il 6 aprile 1976 Milano tornava in Serie A e io facevo parte di quella formazione.

Falasca nuovo coach di Milano – Ormai si può dire chi sarà il nuovo coach: Guillermo Falasca.
L’aneddoto su Reggers – Qualcuno dice: “Se ne andrà Ferre”. Per certi versi sono “contento” che vada via, anche se come Presidente mi dispiace. Quando l’abbiamo preso, ero un po’ perplesso perché chiedevo: “Ma quali belgi giocano a pallavolo? Sono rinominati per essere campioni nel ciclismo!”. Lo prendemmo come riserva di Dirlic, poi Dirlic si fece male e Reggers entrò in campo ed è diventato quello che è oggi. Ricordo che Nimir quando venne da noi faceva l’alzatore o Paolo Porro che ha debuttato con noi e adesso è al livello che tutti noi vediamo. E anche nei prossimi anni la filosofia sarà questa, non sono nelle condizioni di potermi permettere certi giocatori, ma posso prendere i giovani, lanciarli, portarli avanti e raccogliere bei risultati, compreso quello di quest’anno.

Il mercato – Siamo, credo, l’unico Paese che ha i contributi sui giocatori. Se tratto un giocatore a 100 a me costa quasi 200. In Turchia se gli offrono 200, questo guadagna 200. Una situazione che sfavorisce i giocatori che giocano in Italia. Peraltro, mi chiedo quale pensione porterà mai a casa Yuki Ishikawa quando avrà 70 anni, dei contributi che stiamo versando adesso per lui. I turchi sono “aggressivi”, anche perché quando siamo andati a giocare in Coppa ad Ankara lo sponsor era Ziraat, la banca nazionale dell’agricoltura. Quando ci sono queste spinte, è evidente che il campionato diventa sempre più importante.
Pronostico scudetto – Ho visto Gara 1 di entrambe le partite, ma il campionato si vince all’ultima palla dell’ultimo set.

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