(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) La lotta per il primo salto di categoria dalla Serie A3 Credem Banca è arrivata a un momento cruciale: in gara 4 se vince Reggio Emilia si piglia tutto (la promozione), se vince Reggio Calabria sa già che dovrà lottare e sudare.
Domani pomeriggio (prima battuta alle ore 18.00 con la direzione di gara affidata ad Adamo di Roma e Restadi Galatina trasmessa in diretta sul canale YouTube della Lega Pallavolo Serie A), la Domotek Reggio Calabria cercherà un successo per portare la sfida alla decisiva gara cinque, mentre la Conad Reggio Emilia, è consapevole di giocarsi la prima delle due opportunità per tornare a distanza di una sola stagione nel campionato di Serie A2. Al momento il bilancio degli incroci tra i due team è in perfetta parità (2–2) se si considera anche la rocambolesca Finale di Del Monte® Coppa Italia Serie A3 vinta al tie–break dai calabresi a Belluno. Da una parte Domenico Laganà è a 11 attacchi vincenti dai 400 stagionali ed Enrico Garienti Zappoli è a 24 punti dai 400 nei Play Off, mentre Andrea Innocenzi è a 22 punti dai 500 in carriera. Sul fronte opposto Andrea Marini è alla gara n. 100 in Serie A3 e Riccardo Mian è a 11 punti dai 500 stagionali
Rocco Barone e compagni sono consapevoli che chiudere i giochi servirà una partenza sprint, mantenere sempre alta la propria intensità e soprattutto gestire con lucidità i momenti chiave del match. La qualità del servizio, la solidità in ricezione e l’efficacia nella fase muro–difesa saranno ancora una volta fattori determinanti, così come la capacità di restare uniti nei momenti di difficoltà. In partite di questo livello, infatti, sono spesso i dettagli a fare la differenza.
Alla vigilia di questa sfida senza ritorno è il prode capitano del team dello Stretto Domenico Laganà a mantenere la barra dritta sull’obiettivo da perseguire: «È una serie combattutissima, si lavora sui dettagli, non c’è tempo per fare bilanci, adesso si gioca palla dopo palla fino in fondo– ha esordito il poderoso opposto reggino –. Torniamo da una trasferta non facile, non come la volevamo. Ma sapevamo che lì è complicato, loro sono una squadra attrezzatissima. Diciamo che abbiamo meritato di perdere: nei momenti più importanti sono stati più bravi di noi. Lo sport è questo».
La domanda sorge spontanea: da dove si riparte? Laganà non ha dubbi. «Si riparte dal gruppo. Perché è quello che ci tiene a galla da inizio anno. Un gruppo compatto, che ha voglia di lavorare, di vincere, di mettersi in mostra. Ripartiamo da questo – sottolinea – e ripartiamo, spero, da più di 4.000 persone al palazzetto. Quella è già una base più che importante».
Il capitano conosce il valore emotivo della spinta casalinga e lancia un appello chiaro ai tifosi: «Vi aspetto tutti. Più siamo, meglio è. Dobbiamo credere tutti a questo fantastico sogno». Laganà non nasconde la delusione per Gara 3, ma la trasforma in energia positiva. «Sono arrabbiato parecchio – ammette – Quella partita volevamo affrontarla in maniera diversa, ma l’approccio, la bravura dell’avversario… non è andata come volevamo. Però come sono arrabbiato io, sono arrabbiati tutti i miei compagni. Sempre sportivamente parlando. E vogliamo fare bene in casa nostra».
Il capitano fa anche i conti con l’inesperienza del gruppo in partite così pesanti, ma non la trasforma in un limite: «Il nostro allenatore Antonio Polimeni ha sottolineato che tanti di noi sono esordienti in una gara così importante. E dall’altra parte c’è una corazzata con nomi altisonanti, gente che giocava in Superlega fino a qualche partita fa. Eppure tocca arrivare fino in fondo. Per questa gente, per tutto quello che abbiamo creato, per il nostro gruppo che è un gruppo con la G maiuscola, sempre unito anche nelle avversità».
Il capitano ricorda a tutti il contesto: «Si scontrano due prime. Fino ad ora avevamo perso poco entrambe. Una delle due doveva perdere, e per adesso sono loro avanti. Speriamo di allungare a Gara 5». E c’è già un capitolo futuro: «Oltretutto il 19 ci sarà di nuovo la Supercoppa, sempre contro di loro. Sempre a Reggio Emilia”. Una rivalità che infiamma, ma con sportività: «Se così non sarà, vorrà dire che hanno meritato loro la serie e quindi di salire in A2».
