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Pallavolo B1F GirD – Vibo a Torre Annunziata per prendere il pinto utile a blindare il primo posto

(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) La regular season del terzo torneo nazionale femminile arriva al suo ultimo atto, che stabilirà le ultime due formazioni nel girone A, quello obiettivamente più difficile e complicato dei quattro gironi, per completare il quadro delle sedici formazioni che completeranno il nuovo torneo di Serie A3. La vice capolista Florens Vigevano a quota 60, l’Acrobatica Alessandria che insegue a 59 e Villa Cortese con 57 punti, si contenderanno le ultime due promozioni.
Nel girone D è in ballo il primo posto finale tra le due regine Tonno Callipo Calabria Vibo Valentia e Co.Ge.Vesuvio Oplonti, separate attualmente da tre punti (67 per le calabresi e 64 per le campane), che si affronteranno questo pomeriggio (tutte le gare in programma nei quattro giorni inizieranno alle ore 16.00) presso la palestra dell’Istituto Comprensivo Parini – Rovigliano plesso Isonzo a Torre Annunziata. Il match sarà difetto dai fischietti La Mantia Giovanni di Ravenna e De Martini Alessandro di Belluno.

La squadra di casa, guidata da Ciro Alminni, deve necessariamente ottenere un successo da tre punti (3–0, oppure 3–1) per raggiungere la corazzata vibonese e superarla per il maggior numero di vittorie, qualsiasi altro risultato, invece, premierebbe Chiara Scacchetti e compagne. Una partita nella partita, dunque, perché la formazione calabrese nel match di andata ha rimediato l’unica sconfitta interna proprio contro il team oplontino, mise a rischio anche la qualificazione della Coppa Italia delle giallorosse – avendo vinto il primo e secondo parziale con il punteggio di 20–25 e dopo aver rimesso in equilibrio la contesa vincendo i due parziali successivi (25–23/ 25–17) – ha pagato lo sforzo cedendo al fotofinish del tiebreak conclusivo (13–15).

«Sono tante le emozioni che provo pensando a questa stagione, ormai quasi conclusa – ha dichiarato spiega Laura Grigolo–. Sono molto contenta e orgogliosa della promozione raggiunta, l’avevamo un po’ data per scontata, perché sapevamo che fosse uno degli obiettivi più facilmente raggiungibili, vista la formula del campionato e la costruzione di un roster molto competitivo. Ma, guardando indietro, di fronte a tutte le difficoltà e agli infortuni che abbiamo avuto, forse non è stato così scontato riuscire a ottenerla. Questa promozione la dedico un po’ a me stessa, per essermi messa in gioco in una categoria diversa – prosegue la schiacciatrice veneta– e per non aver mollato nemmeno questa volta di fronte all’ennesimo infortunio. E poi alla mia famiglia per essermi sempre vicina, per credere in me e per sostenermi nonostante la distanza. Infine la dedico anche alla mia squadra, perché ce la siamo meritata tutte per l’impegno, il lavoro e la costanza che abbiamo portato ogni giorno in palestra».

Altro pilastro dello starting six guidato da Stefano Saja è stata senz’altro Benedetta Rizzo, alla seconda stagione con la casacca giallorossa: «Conquistare una promozione ha sempre un sapore delizioso, sono fiera di quello che abbiamo fatto. Tutti dicono che era scontato e può essere vero, ma come tutte le altre squadre abbiamo fatto i conti con infortuni, momenti di down e malumori generali. Per cui alla fine personalmente sono fiera di tutte noi– aggiunge l’esperta centrale ravennate di Lugo di Romagna–. Dire che sono soddisfatta non esprime appieno ciò che sento. So però che tutto quello che ho raggiunto nella mia vita è frutto di sudore, sacrifici e impegno, quindi mi sento ripagata e appagata per quello che ho vissuto. Per una volta la dedico a me stessa, che per due anni mi ha fatto lasciare il lavoro fisso per trasferirmi a 900 chilometri da casa per un progetto in cui ho creduto nel profondo– prosegue Benedetta, una delle centrali più forti del girone D– . Ma non sarei me stessa se non lo dedicassi anche a quelle meraviglie delle mie compagne, che sono state la mia famiglia, la mia risata più forte e un abbraccio quando ne avevo più bisogno. Una dedica anche alla mia famiglia, a Matteo ed ai miei amici che mi aspettano a casa!».

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