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Pallavolo VNL F – Italia la quinta vittoria arriva con fatica nel tie-break con la Serbia

Prosegue la marcia verso le Finals di Volleyball Nations League dell’Italia. Dopo il successo all’esordio sulla Repubblica Ceca (3-0), le azzurre hanno superato anche la Serbia 3-2 (25-14; 25-15; 18-25; 21-25; 15-12) alla PhilSport Arena di Pasig City conquistando il quinto successo nei sei match fin qui disputati nella fase intercontinentale.
Vittoria maturata al termine di una prestazione che ascia perplessi, con Cambi e compagne capaci di dominare i primi due parziali, prima di eclissarsi nel terzo e perdere il quarto in cui le ragazze di Julio Velasco hanno dilapidato un vantaggio di 5 lunghezze. L’Italia, che non ha trovato il consueto apporto offensivo di Antropova si è portanta avanti di 5 punti nel tie-break, ma non ha saputo chiudere con tranquillità. Rimontata sul 10-10 ha trovato nelle mani di Scola le alzate che le hanno peresso di far suo il match.
Archiviato il “back to back” Repubblica Ceca-Serbia, le azzurre potranno godere di un giorno senza partite da dedicare ad allenamento e recupero in vista degli ultimi due impegni della week con Stati Uniti (20 giugno alle ore 10:00 italiane) e Giappone (21 giugno alle ore 14:00 italiane).

Rispetto all’esordio con la Repubblica Ceca, l’Italia si presenta al cospetto della Serbia del CT Terzic con un unico cambio nello starting six. Cambi confermata in regia, Obossa opposta, Nervini e Antropova schiacciatrici, Fahr e Nwakalor centrali, Fersino libero. Dall’altra parte le serbe, che dopo la sconfitta al tiebreak con il Giappone hanno apportato un cambio significativo in roster con Ivanovic al posto di Uzelac, partono con Perovic palleggiatrice, Bukilic in diagonale opposta, Ivanovic e Tica schiacciatrici, Osmajic e Kirov al centro, e Gocanin libero.

L’Italia impiega due scambi per entrare mentalmente nel match. Prima commette un’invasione aerea con Cambi dopo una ricezione non perfetta e poi lascia cadere un pallone appoggiato in bagher in zona di conflitto tra Nervini e Fersino. Sbavature che non destano preoccupazione e che vengono subito cancellate da un errore di Perovic al servizio e dal primo attacco vincente di Antropova. Poi ci pensa Obossa a mettere giù due palloni di forza e precisione che lanciano le azzurre sul 6-3. Preso in mano il match l’Italia non lascia più il timone volando prima sul 12-7 grazie ad una fase muro-difesa sempre più solida ed efficace. È la fuga giusta contro cui la Serbia del CT Terzic non riesce ad opporre resistenza cedendo il primo set con il punteggio parziale di 25-14. Il dominio azzurro prosegue incessante anche nel secondo set: Obossa e Nwakalor a muro e Antropova con un blockout piazzano subito un 3-0 che costringe Terzic al timeout. Il monologo azzurro fatto di muri a ripetizione (spadroneggiano Nwakalor e Fahr) e attacchi precisi, induce coach Terzic a mandare in campo Mirkovic per Perovic. Ma la musica non cambia nonostante qualche guizzo di Tica (10-7): Obossa e Nwakalor infatti continuano a martellare lanciando l’Italia sul 13-7. È il là allo scatto finale nel set archiviato 25-15 in poco meno di 20’ con anche Omoruyi, Scola e Adigwe brave ad entrare pronte per prendere parte allo show.

Nel terzo set, con Cajic particolarmente ispirata e qualche sbavatura offensiva e al servizio delle azzurre, la Serbia tocca il +2 (7-5). Ma un attacco di Omoruyi e un murone (l’ennesimo) di Fahr rimettono immediatamente il parziale in parità. La Serbia però ha il merito di metterci più intensità riuscendo a prendere in mano per la prima volta l’inerzia del match e volare sull’11-8 grazie ad un attacco vincente di Kirov ed un ace di Cajic. Il break si allarga quando Antropova viene murata da Kirov (9-13) Obossa da Zubic (9-14), e nuovamente Antropova da Kirov (9-15). Un blackout improvviso che Velasco prova a spegnere con un doppio timeout ravvicinato da cui però le azzurre riescono ad uscire solo quando Cajic rompe un lunghissimo turno al servizio (10-17). Cambi e compagne reagiscono tardi con Nwakalor, Omoruyi e Fahr mentre dall’altra parte, una Serbia oramai in palla mantiene 6 lunghezze di vantaggio (15-21) ideali per poi chiudere il set 18-25.
Il ritorno nel match della Serbia induce coach Terzic a giocarsi anche la carta Kurtagic. Scelta che mette ulteriore pepe nel match che adesso diventa equilibrato e avvincente. Nervini e Fahr rispondono a Cajic e Zubic mentre Antropova e Kurtagic tengono il match in equilibrio (7-7). A spezzare l’entusiasmo serbo ci pensa Stella Nervini che con due blockout rimette l’Italia avanti 12-10 per il timeout di Terzic. Due ace poderosi di Antropova scalfiscono ulteriormente le certezze di Mirkovic e compagne messe nuovamente spalle al muro quando Fahr dice di no ad un attacco di Zubic per il 16-11 Italia. Obossa indovina il colpo in mezzo al muro aperto di Cojic e Kurtagic per lo scatto decisivo verso la vittoria. Un paio di guizzi a muro di Kurtagic ed un buon turno al servizio di Zubic rimettono le serbe in scia (21-21) e poi addirittura avanti quando Antropova viene murata (21-22). Cajic firma il 21-23 facendo presagire il tiebreak che diventa realtà quando la neo entrata Manfredini viene murata e ancora Cajic passa rimandando ogni discorso al quinto set.
Incassato il colpo, Cambi e compagne mostrano il piglio giusto in avvio del tiebreak: Nwakalor piazza prima un muro e poi un bell’attacco al centro mentre Nervini imita Cajic per il blockout del 3-1. Terzic chiama timeout ma Antropova piazza un altro, importantissimo ace, che mette l’Italia avanti di 3. Cojic però resta un rebus complesso da risolvere per il muro azzurro contro cui la schiacciatrice serba gioca con continuità ed efficacia. Anche Obossa fa la sua parte mentre Zubic spara fuori una parallela che mette le ragazze di coach Velasco sul 6-3. Cambi si prende le sue responsabilità mette giù un tocco sopraffino di seconda a cui segue il pallonetto vincente di Antropova (9-4) che costringe Terzic al secondo timeout ravvicinato. L’ultima ad arrendersi tra le fila serbe è la solita Cojic ma con 1 punti di vantaggio (9-10) l’Italia rivede i fantasmi del quarto set e così Velasco si rifugia nel timeout. Antropova sparacchia out un attacco e così il match è nuovamente in parità (10-10). Nel momento di maggior difficoltà è Josephine Obossa a prendere in mano la squadra mettendo giù due palloni fondamentali a cui segue il muro di Nwakalor per il 13-10. Osmajc in fast prova a tenere aperto il match ma Nwakalor al centro e un net touch delle serbe mandano i titoli di coda ad una partita dai due volti con il risolutivo 15-12

(segue tabellino)

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