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Pallavolo Storie&Personaggi – Michele Fedrizzi a Grottazzolina è divenuto “uno di casa”

Dodici mesi fa eravamo qui a raccontare l’atto d’amore di Fedrizzi nei confronti di Grottazzolina, con un contratto pluriennale sottoscritto a controprova di un legame forte che non è fatto di solo campo e di tecnica. Ed è proprio da Michele Fedrizzi che la Yuasa Battery riparte, ma prima di parlare di futuro bisogna riavvolgere per un momento il nastro di quella che, a tutti gli effetti, è una pellicola da ripercorrere. Maggio 2023: Fedrizzi si trova a Vibo Valentia, dove ha appena festeggiato uno storico triplete in A2 (Campionato, Coppa Italia e Supercoppa). Sembra la naturale chiusura di un cerchio per uno schiacciatore abituato da sempre ai palcoscenici d’élite (14 presenze in nazionale), ma rimasto a lungo lontano dalla massima serie per strani scherzi del destino. Quella gioia, tuttavia, si trasforma presto in doccia fredda: Vibo rinuncia alla Superlega. Quello che poteva sembrare l’inizio di un incubo professionale, diventa invece l’incipit di una bellissima storia.

È in quel momento di incertezza che si inserisce infatti Grottazzolina. In un mercato frenetico che non aspetta nessuno, il club marchigiano decide di rischiare, congelando le proprie mosse pur di assicurarsi non uno schiacciatore qualunque, ma proprio Michele Fedrizzi. Una scelta coraggiosa, dettata dalla profonda stima tecnica di coach Ortenzi e sposata appieno da tutta la dirigenza, guidata dal presidente Romiti.

A Fedrizzi non sono certo mancate offerte dalla massima serie. Ma ci sono delle circostanze per cui una scelta vale più della categoria: “Sono arrivato a Grotta sposando un progetto. Poi, vedendo con quale passione e disponibilità tutto l’ambiente (società, tifosi, collaboratori) si muoveva attorno a noi, ho capito che più che un progetto, si trattava di un vero e proprio sogno. L’ho fatto diventare anche il mio. Al di là della categoria, fin dall’inizio qui ho sempre percepito una bellissima energia e non vedevo proprio il motivo di andare altrove. Inoltre, non per spoilerare ma la squadra mi sembra anche piuttosto attrezzata… ed essendo io un competitivo per natura, non posso che esserne felice”.

Già tre stagioni alle spalle in maglia Yuasa Battery ed ora che quasi tutti i compagni “storici” hanno preso altre strade, rimane a lui e pochissimi altri il ruolo di “chioccia” capace di introdurre i nuovi: “Chi arriva qui troverà sempre un ambiente accogliente, che sa di famiglia. E sono sicuro che questo potrà diventare un valore aggiunto anche per i nuovi ragazzi, così come lo è stato per me in questi anni. Per quanto riguarda il mio ruolo nello spogliatoio, anno dopo anno mi sento sempre più parte di questa famiglia e di conseguenza mi sento anche più addosso la responsabilità di proteggere il progetto, o forse meglio definirlo sogno, che stiamo coltivando. Non so se questo possa essere sufficiente per essere una sorta di simbolo del club, ma se agli occhi della gente questo traspare, non posso che esserne felice ed orgoglioso.”

Famiglia, dunque, è un termine che torna fuori spesso quando si parla dell’ambiente Grottazzolina. E se c’è un aspetto che nelle famiglie vere non può mai passare in secondo piano, questo è senz’altro il rispetto delle regole e delle gerarchie, sia quando le cose vanno bene che, a maggior ragione, quando le cose vanno male. Ecco perché, spesso, dopo una stagione negativa nello sport (come spesso accade anche nella vita) si trova la necessità di azzerare (quasi) tutto e ripartire. Non è semplice, ma non c’è altra via. “Azzerare tutto – prosegue Fedrizzi – in certi casi è una strada quasi inevitabile, ma senza dimenticare mai il percorso fatto fin qui: a partire dalla promozione, passando per la prima stagione in Superlega con un girone di andata molto sfortunato e un girone di ritorno definito da tutti miracoloso, e terminando poi con la retrocessione di pochi mesi fa. In pochissimo tempo, una montagna russa di risultati ed emozioni da cui personalmente ho cercato di trarre insegnamenti, stimoli e consapevolezza. Quindi riparto così, con l’obiettivo di rivivere le emozioni di quando stavamo nella parte più alta della montagna russa e restarci il più a lungo possibile.”
E allora che si riparta, rimettendosi in fila con umiltà nei tornelli di questo roller coaster, consapevoli che ci saranno alti e bassi ma anche che l’adrenalina renderà il tutto assolutamente valevole di essere vissuto fino in fondo. Insieme.

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