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Pallavolo Mercato – Busto ha salutato Brancuská: dall’ingaggio di aprile al buyout dal Vakifbank

Mentre dal Giappone arriva la notizia dell’arrivo di una terza giocatrice giapponese all’Uyba, La Prealpina nell’edizione odierna ha raccontato la vicenda riguardante la ceca Brankuska prima ingaggiata e poi ceduta al Vakifbank Istanbul
La UYBA Volley Busto Arsizio aveva annunciato con entusiasmo, lo scorso 30 aprile, l’ingaggio dell’opposto ceca Monika Brancuská. Classe 2004, 188 cm di altezza, la giovane stella europea arrivava dopo una stagione straordinaria in Germania. Invece, la giocatrice non vestirà mai la maglia della UYBA. È ufficiale l’accordo per la cessione del suo contratto biennale al Vakifbank Istanbul. Il club turco dovrebbe rendere noto il trasferimento a breve con un comunicato. Non si tratta di un voltafaccia dell’atleta né di un tradimento: Brancuská firmerà un contratto di un anno con il Vakifbank, mentre a Busto ne erano previsti due. Il club biancorosso ha risposto positivamente a una richiesta del Vakifbank, incassando un robustissimo buyout superiore ai centomila euro. Si parla inoltre di un possibile “gemellaggio tecnico” con la società allenata da Giovanni Guidetti.

Questa operazione si inserisce in una precisa linea societaria del club delle Farfalle. Cedere atlete non è un obbligo imposto dal mercato, i contratti firmati possono essere fatti rispettare, ma una scelta. Una politica inaugurata lo scorso anno con Piva (buyout incassato da Milano) e proseguita nell’ultima stagione, a campionato in corso, con Van Avermaet (passata a Novara). Potrebbe esserci una nuova puntata già a gennaio, come circolano voci tra gli addetti ai lavori.

Si chiama player trading: una strategia legittima per sostenere economicamente il club e encomiabile per la capacità di individuare talenti emergenti. Meno convincente, però, quando si tratta di garantire consistenza tecnica, continuità e ambizioni a un progetto sportivo. Le fibrillazioni dei tifosi sui social sono realisticamente giustificate.
Nella Serie A1 italiana l’UYBA è praticamente unica nell’applicare con tale frequenza questa politica delle porte girevoli azionate dai buyout, che spesso prevalgono sull’aspetto tecnico. Le necessità economiche sono comprensibili, ma pongono interrogativi sul medio-lungo termine del progetto.

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