Pallavolo Mercato – La VBC Cremonese presenta tre nuove atlete: la canadese Natasha Calkins, Chiara Muzi e Irene Mescoli
(Sergio Martini per iVolleymagazine.it) La VBC Cremonese ha convocato una conferenza stampa molto partecipata dai tifosi per annunciare contemporaneamente l’ingresso di BCC Credito Padano tra i principali sponsor e la presentazione di tre nuove atlete che entreranno nel roster a disposizione di coach Davide Baraldi.
La sorpresa maggiore è arrivata con la collegamente in videoconferenza dal Canada di Natasha Calkins, opposto di 30 anni e 187 cm che vestirà la maglia numero 4. Apparsa sorridente sullo schermo nonostante fossero le 7 del mattino in Alberta, Calkins ha raccontato il suo percorso: iniziata a Calgary, si è formata nel college statunitense in Florida, a 24 anni è approdata in Europa al Tirol (dove è stata premiata miglior realizzatrice del campionato austriaco), ha disputato due stagioni in Turchia e l’ultima in A1 polacca. Atleta fisica, dotata di buon salto e braccio, ha esordito con entusiasmo: «Sono molto contenta del caloroso applauso con cui mi avete accolta. L’Italia per noi pallavoliste è il Paese sognato e io lo sto sognando anche per il caldo, visto che vivo in Alberta, regione molto fredda». La battuta ha scatenato una fragorosa risata in sala. «Ho studiato la storia di Cremona e di Casalmaggiore perché voglio essere pronta a vivere questa nuova entusiasmante esperienza. So che la VBC è un club blasonato e mi alleno ogni giorno per dare il mio contributo».
Successivamente sono state presentate le due atlete presenti in sala, entrambe di origini modenesi e con percorsi simili: Chiara Muzi e Irene Mescoli. Entrambe hanno frequentato scuole prestigiose (Volleyrò e Anderlini), sono figlie d’arte con genitori ex pallavolisti di Serie A e hanno appena vinto il campionato di B1 a Campagnola sotto la guida di coach Baraldi.
Chiara Muzi, opposto di 27 anni, 185 cm, maglia numero 10, vive attualmente a Roma. Cresciuta nella Volleyrò Casal de’ Pazzi, ha giocato a Legnano in A2, Sant’Elia, Castelfranco e l’ultima stagione a Campagnola, dove ha contribuito alla promozione in A3 con punti decisivi in attacco e battuta. «Sono cresciuta in una famiglia di sportivi – ha raccontato – Mia mamma Mirna Marabissi è stata campionessa di pallavolo e ha giocato in nazionale Serie A come banda a Modena negli anni ’80 e ’90, il suo sostegno è sempre stato importante, soprattutto nei momenti no. Il papà ha giocato a basket. Mi piace pensare che il momento sportivo più bello della mia vita deve ancora arrivare». Sulla stagione che partirà il 19 agosto ha aggiunto: «Personalmente mi aspetto una grande crescita. Il gruppo è di quelli importanti e so che devo dare il mio contributo per toglierci delle belle soddisfazioni. Conoscere già l’allenatore è un aiuto, saltiamo il primo step e passiamo direttamente al lavoro in palestra».
È quindi intervenuta Irene Mescoli, banda di 19 anni, 187 cm, maglia numero 6, talento emergente del volley. Cresciuta nell’Anderlini Modena, a 16 anni era già in A2 a Montale: la prossima sarà la sua terza stagione in A2. A Campagnola si è distinta come attaccante di palla alta con varietà di colpi ed è un buon ricevitore, anche se ammette di dover migliorare molto su questo fondamentale. «Devo migliorare e sono sicura che con Davide Baraldi che bene mi conosce potrò fare ancora grandi progressi. Cercherò di affinare i miei colpi in attacco perché voglio essere utile alla squadra e alle ambizioni che abbiamo, visto il roster importante allestito. So che faccio parte di una società prestigiosa e di una squadra con nomi importanti: non mi tiro certo indietro». Sul rapporto con l’allenatore ha detto: «È un vantaggio, a cominciare dal fatto che se mi ha voluta qui vuol dire che crede in me». Figlia d’arte, ha parlato del sostegno dei genitori: papà Marcello, con un lungo curriculum in A1 e A2 (ITAS Trentino, Kerakoll Modena, EsseTi Loreto, Lube Macerata) e ora allenatore, e mamma Claudia Fiorini, ex palleggiatore di A1 e A2. «Come per tutte le ragazze della mia età il rapporto con i genitori vive di alti e bassi, ma per me sono fondamentali e non solo per la carriera pallavolistica. La loro presenza mi è di grande sostegno soprattutto per l’aspetto mentale».

