Morgan Biasotto, classe 2003, 205 cm, è il nuovo posto 2 della Negrini CTE Acqui Terme 2026-27.
Genovese, ma, nonostante la giovane età, lontano da casa sin dalla stagione 2018-19, quando è approdato al prestigioso settore giovanile della Vero Volley Monza.
Esordio in serie B la stagione successiva ed altre tre annate in Brianza, poi A2 con Aversa e Lagonegro fino agli ultimi due anni al CUS Cagliari (per lui nell’ultima stagione 390 punti realizzati su 83 set giocati, tra cui 30 muri vincenti e 25 ace): “Dopo due anni da avversario, adesso vengo da questo lato della rete. Sono assolutamente pronto per questa nuova avventura; proprio in questi giorni inizio anche l’attività di beach volley per tenermi in forma e mi sto caricando al massimo per quando arriverò ad Acqui Terme. In Sardegna abbiamo giocato delle bellissime partite contro La Bollente. Guardando le statistiche, i nostri scontri diretti dicono a metà vinte e metà perse, sono stati tutti match molto combattuti e intensi. In casa nostra, a Cagliari, erano state due partite davvero belle. Già da allora si respirava una bella atmosfera”.
Analizzando il percorso intrapreso nelle ultime due stagioni in terra sarda, Biasotto traccia un bilancio della propria crescita: “Il mio primo anno in Serie A3 a Cagliari è stato un po’ particolare. Venivo dall’esperienza in Serie A2 ad Aversa e Lagonegro dove stavo iniziando a ritagliarmi il mio spazio. Ero sceso di categoria pensando che il livello fosse inferiore, e invece mi sono accorto subito che la Serie A3 non è così diversa dalla Serie A2. Parlando con l’allenatore e capendo i meccanismi del girone, mi sono trovato bene. Come gruppo ci siamo uniti subito, anche se forse eravamo un po’ indietro come completezza del roster rispetto ad altre big. In casa nostra, però, avevamo un feeling speciale: chiunque venisse a trovarci faceva una fatica immensa. Il secondo anno è stato simile, ma con una squadra un pizzico più competitiva”.
In vista del prossimo campionato, il focus si sposta sulla composizione del nuovo roster acquese, caratterizzato da una linea verde molto marcata: “È il primo anno in cui entro in uno spogliatoio dove non conosco praticamente nessuno, se non un mio compagno della passata stagione (Michele Luisetto). Saranno tutte facce nuove per me, a parte chi è rimasto ad Acqui ma che ho incrociato solo da avversario. Siamo una squadra sicuramente giovane. Se guardiamo il roster, probabilmente a ventitre anni sono uno dei più vecchi, il che fa capire quanto sia giovane il gruppo. Questo può essere un grande vantaggio: i giovani magari fanno più fatica all’inizio a entrare nel mood e partono un po’ ‘diesel’, ma alla lunga la freschezza e l’entusiasmo pagano sempre. Possiamo fare un gran gruppo e questa coesione non va sottovalutata”.
Forte del titolo di miglior Under 23 della Serie A3 conquistato nella stagione 2024-25, Biasotto è pronto a fare da guida all’interno dello spogliatoio: “I giovani devono avere come base solida la voglia di fare e di lavorare. Penso sia il primo concetto: soprattutto quando sei giovane devi lavorare di più rispetto a un ‘anziano’ che ha esperienza e sa come funzionano le cose. Io cercherò di portare voce ai più giovani, essendo giovane io stesso. Il consiglio che voglio dare è di non soffermarsi troppo sull’errore. Lo sbaglio deve essere solo uno step verso il successo della squadra e dell’annata. Nel mio primo anno di A3 mi capitava di pensare troppo agli errori, invece bisogna mollare il freno a mano. Quando va bene bene, quando va male fa parte del percorso. So che ad Acqui c’è uno staff che sa lavorare molto bene con i giovani, sarà bello vedere come si creerà l’alchimia”.
In ultima istanza, l’opposto genovese delinea i propri traguardi personali e le ambizioni collettive per la stagione imminente: “Non nego che a livello personale quest’anno in Serie A3 voglio creare un mio spazio definitivo, trovando quella continuità che finora mi è mancata. È il tassello fondamentale per alzare l’asticella: non voglio più fare semplicemente ‘bene a tratti’, ma fare bene punto. Come squadra è difficile fare pronostici perché non ci sono i grandi nomi altisonanti dello scorso anno, ma punteremo tutto sul lavoro. Ci sono tante scommesse e promesse, molti ragazzi che fanno parte delle Nazionali giovanili. La Serie A è un’altra cosa rispetto alle giovanili, ma se imbocchiamo il canale giusto del lavoro, sarà una stagione bellissima da vedere. Sono impaziente e curioso di scoprire questo campionato, soprattutto il girone del Sud che si preannuncia molto competitivo”.
