Pallavolo Storie&Personaggi – Dmitriy Muserskiy: il colosso che vinse i Giochi cambiando ruolo a metà finale
Il mondo della pallavolo si prepara a salutare uno dei suoi interpreti più iconici e rivoluzionari. Dmitriy Muserskiy, il colosso di 218 centimetri che ha segnato un’epoca tra Europa e Asia, ha ufficializzato che la stagione 2025-26 sarà l’ultima della sua leggendaria carriera. A 37 anni, il fuoriclasse russo chiuderà il suo percorso agonistico tra le fila dei Suntory Sunbirds, il club giapponese che lo ha adottato e consacrato come una divinità sportiva nell’ultima decade.
La parabola di Muserskiy non è stata solo una questione di centimetri, ma di un’evoluzione tecnica senza precedenti. Nato a Makiivka (nell’oblast di Donetsk in quel Donbass diventato tristemente famoso per la guerra russo-ucraina) nel 1988, ha iniziato la sua ascesa nel Belogorie Belgorod, club con cui ha vinto tutto: campionati russi, coppe nazionali e, nel 2014, la Champions League e il Mondiale per Club, venendo eletto MVP in entrambe le manifestazioni. La sua capacità di muoversi con la rapidità di un giocatore molto più basso, unita a una potenza al servizio che toccava velocità impressionanti, lo ha reso per anni il prototipo del centrale moderno.
Tuttavia, il nome di Muserskiy resterà per sempre legato a un singolo, incredibile pomeriggio: il 12 agosto 2012. Nella finale olimpica di Londra contro il Brasile, con la Russia sotto di due set e sull’orlo del baratro, l’allenatore Vladimir Alekno compì una delle mosse tattiche più audaci della storia: spostò Muserskiy dal centro al ruolo di opposto. Il risultato fu un terremoto sportivo: 31 punti totali e una rimonta completata sul 3-2 che valse l’oro olimpico. Quella prestazione non fu solo una vittoria, ma la dimostrazione della sua totale polivalenza.
Nel 2018, dopo tredici stagioni a Belgorod, Muserskiy ha scelto la via del Giappone, unendosi ai Suntory Sunbirds. In V.League (oggi SV.League) la sua metamorfosi è diventata definitiva, stabilendosi nel ruolo di opposto e trasformando il club di Osaka in una corazzata. Sotto la sua guida, i Sunbirds hanno interrotto un digiuno di titoli durato 14 anni, vincendo il campionato nel 2021, 2022, 2024 e l’edizione inaugurale della nuova SV.League nel maggio 2025. A questi successi si aggiunge lo storico trionfo nell’Asian Club Championship del 2023, dove è stato nominato MVP, portando per la prima volta un club giapponese sul tetto del continente.
Nonostante una squalifica di nove mesi nel 2021 per una violazione antidoping risalente al 2013 (che gli ha impedito di partecipare ai Giochi di Tokyo), Muserskiy è tornato in campo con una fame intatta, continuando a dominare le classifiche dei marcatori anche nella fase finale della carriera. Con l’annuncio del ritiro al termine della stagione 2025-26, la pallavolo perde un atleta capace di essere al contempo un “muro umano” e un terminale offensivo implacabile. Muserskiy lascia in dote un palmarès che vanta l’oro Olimpico, Europeo e della World Cup, ma soprattutto il ricordo di un giocatore che ha dimostrato come l’altezza, se supportata dal talento e dal lavoro, possa trasformare lo sport in una forma d’arte.

