Pallavolo Storie – La “stagione diversa” di Yuki Ishikawa prima della partenza per la Turchia
Yuki Ishikawa (30 anni) sta trascorrendo tra infortuni e meno opportunità di scendere in campo la sua ultima stagione nella nostra SuperLega prima del trasferimento in Turchia (dovrebbe giocare dalla prossima stagione nello Ziraat Ankara), ma guarda avanti con positività, come racconta lui stesso a Yuko Tanaka in questa intervista su number.bunshun.jp.
Il capitano della nazionale maschile di giapponese oggi ha 30 anni e vive la sua undicesima stagione in Italia con la Sir Susa Perugia. Un’annata che doveva essere da sogno – cinque titoli da conquistare tra Mondiale per Club, Coppa Italia, Supercoppa, Champions League e Scudetto – ma che si è trasformata in un periodo di sfide inattese. L’intervista esclusiva pubblicata su Number (numero 1140) rivela un atleta maturo, capace di trasformare delusioni in opportunità.
Il 7 febbraio 2026, nella semifinale di Coppa Italia a Bologna, Perugia è stata travolta 3-0 dal Verona. Ishikawa, solitamente centrale nelle comunicazioni in italiano fluente dopo undici anni all’estero, durante un time-out si è tenuto volutamente un passo indietro dal cerchio della squadra. Non ascoltava neppure il coach, restando calmo e distaccato. «Non era mancanza di energia – racconta – ma il solito stile non funzionava. Forse sarebbe stato meglio cambiare qualcosa, ma non l’ho fatto e siamo andati fino in fondo». La sconfitta ha frantumato i sogni di poter centrare 5 trionfi in un anno: dopo la vittoria al Mondiale per Club in Brasile, la serie si è interrotta prematuramente e senza il suo contributo in campo.
I numeri parlano chiaro. Nella scorsa annata Ishikawa aveva disputato 21 partite di campionato; quest’anno, al 19 marzo, solo 14. Il motivo? Un infortunio al ginocchio destro avvenuto il 1° febbraio contro Padova. «Durante la ricezione il ginocchio destro è andato troppo all’interno. Quando si è inclinato ho sentito un “bang”. Se fosse stato un “crack” avrei pensato a una lesione, ma non lo era. Ho pensato “dovrebbe andare bene”, però in quel momento faceva molto male. Avevo avuto lo stesso problema in una partita internazionale nel 2017». Di fronte a questi ostacoli, Ishikawa si è chiesto: «Ho fatto qualcosa di male?». Eppure non si è fermato. L’articolo di Yuko Tanaka sottolinea come il campione porti con sé «due personalità»: quella del leader sereno che accetta la realtà e quella dell’atleta determinato a evolversi. «Sarà un’occasione per cambiare in senso positivo», afferma con ottimismo.
A 30 anni, dopo aver aperto la strada a tanti connazionali nel campionato italiano più competitivo al mondo, Ishikawa riflette sul proprio ruolo di capitano e su come le difficoltà possano diventare stimolo.
La sua storia in Italia è iniziata da giovane, quando ha scelto la via del professionismo all’estero invece della tradizionale carriera in Giappone. Oggi, nonostante il tempo di gioco ridotto e gli acciacchi, guarda al futuro con lucidità.
L’intervista non è solo il racconto di un infortunio o di una semifinale persa: è la testimonianza di un campione che, a trent’anni, dimostra la vera essenza del professionista. Non si piange addosso, ma analizza, impara e riparte. Per i giovani della nazionale giapponese, il messaggio di Ishikawa è chiaro: l’obiettivo non è solo la gloria immediata, ma costruire qualcosa di duraturo, come la Qualificazione Olimpica. Il suo sorriso in mezzo alle difficoltà ispira: anche quando il campo sembra ostile, il capitano resta in piedi, pronto per la prossima battaglia. Un esempio di resilienza che va oltre i risultati di una singola stagione.

