Pallavolo Storie&Personaggi – Il sogno di Myriam
(Carlo Lisi per Corriere dello Sport) Carlo Lisi
Italia-Brasile un grande classico della pallavolo femminile mondiale dell’ultimo decennio indicherà il nome della prima finalista della VNL 2026. Azzurre e verdeoro – in campo oggi alle 10 a Macao, diretta su Dazn e VBTV – si sono confrontate molte volte in questi anni con alternanza di risultati: non è un caso che ben cinque degli ultimi otto confronti tra le due nazionali siano stati decisi al tie-break, compresa la semifinale iridata dello scorso anno in Thailandia: un segnale chiaro di quanto queste sfide siano sempre equilibrate, intense e imprevedibili fino all’ultimo punto. Rivalità ed equilibrio che sono cresciuti dal 2024 in poi, quando sulle rispettive panchine siedono Julio Velasco e Zè Roberto Guimaraes, tra i tecnici più vincenti di sempre, capaci di imporsi guidando nazionali maschili e femminili: il primo nei campionati mondiali, il secondo nei Giochi Olimpici.
Tra le protagoniste più attese c’è Myriam Sylla, il posto 4 azzurro che tutti invidiano per il suo spirito combattivo, per la sua abilità difensiva, per i suoi colpi estemporanei e per gli sguardi pungenti che fanno capire di che pasta è fatta come atleta e donna.
Sono 11 anni che la schiacciatrice di Palermo di origine ivoriana tiene in alto il tricolore nel volley una cosa che ha confessato di aver sempre sperato di riuscre a fare: «Sì, ho sognato la Nazionale. Più che altro il mio desiderio era riusdre a rimanerd il più a lungo possibile. Mi ricordo che, quando fui convocata per la prima volta, qualcuno mi disse una frase che mi è rimasta impressa: ricevere una chiamata dalla Nazionale è la parte più fadle, il difficile è riusdre a tenersi quella maglia. Per questo, guardarmi indietro e vedere che sono passati undid anni mi rende davvero felice e orgogliosa».
Il pensiero della campionessa mondiale e olimpica, che di VNL ne ha già vinte 3 ripensa agli anni del suo esordio in azzurro: «È stato tutto molto strano e, forse, all’inizio mi sono sentita anche un po’ fuori posto. Mi ritrovavo in un gruppo di giocatrid di altissimo livello e, più che per l’età, mi sentivo piccola dal punto di vista dell’esperienza. Questa sensazione mi ha accompagnata per diverso tempo, probabilmente a volte anche sbagliando a percepirmi così. Però credo che proprio quel sentirmi non ancora all’altezza mi abbia spinta a lavorare ancora di più, cercando con tutte le mie forze di meritarmi quel posto».
Oggi è attesa da una grande gara contro il Brasile, contro cui ha vinto e perso lottando sempre sino alla fine, mentre nell’altra semifinale si sfideranno Turchia e Cina. «Non mi piace molto tornare sui precedenti, perché appartengono a competizioni e momenti ormai passati. Preferisco concentrarmi su quello che stiamo vivendo adesso. Per questo non me la sento di indicare quale sia stato il ricordo più bello o quello più brutto. Posso solo dire che sarà sicuramente un’altra bellissima sfida. Più che temere qualcosa in particolare ha poi concluso sappiamo che il Brasile si sarà preparato al meglio. Ci conoscono bene, così come noi conosciamo loro. Italia-Brasile è una partita che porta sempre con sé grande carica e tanta passione, e sono sicura che in campo si vedrà. Hanno un allenatore molto esperto e sappiamo che d saranno diversi aspetti che potranno metterà in difficoltà. Starà a noi essere brave a gestire quei momenti e a trovare le soluzioni giuste».
Anche quelle che sembrano impossibili come è nel carattere di Myriam.

