Pallavolo FIVB – Ancora sulla riforma della stagione internazionale
(Carlo Lisi per iVolleymagazine.it) C’è agitazione attorno alla paventata (ma non ancora resa pubblica) trasformazione del calendario internazionale. Cosa dovrebbe cambiare rispetto al presente, lo ha raccontato Pasquale Di Santillo sull’edizione odierna del Corriere dello Sport: “Iniziano a circolare documenti sul planning internazionale 2029-2032 – che prevede parte delle attività delle Nazionali in inverno – presentato due giorni fa dalla Fivb a tutte le federazioni mondiali e alle leghe. E in attesa che vengano coinvolti per eventuali proposte alternative anche club, tecnici, giocatori e giocatrici, c’è almeno un perimetro sul quale ci si può incontrare e discutere. Entrando nel dettaglio, la proposta della Fivb è stata esposta in questi termini, per quanto ancora ufficiosa e chissà perché “segreta”,
a) la sosta invernale degli uomini per la disputa di Mondiali ed Europei è prevista di 4 settimane e mezza, da metà novembre, per le donne da metà gennaio
b) sono invece confermati i due mesi di giugno e luglio per la VNL
c) un planning internazionale così strutturato si tradurrebbe in un’attività per club che potrebbe cominciare a fine agosto, inizio settembre per chiudersi a fine maggio, anche se la nuova periodicità biennale del Mondiale per club toglierebbe un anno si e un anno no anche due settimane a maggio.
Il timing è piuttosto chiaro: le osservazioni delle parti interessate dovranno pervenire in Fivb entro 3 settimane, ovvero entro l’estate, per arrivare all’approvazione definitiva del progetto entro fine anno”.
In realtà non è un vero passo avanti, ma piuttosto un paio di passi indietro. All’indomani della caduta del muro di Berlino all’inizio degli anni 90 quando il volley italiano divenne il punto di riferimento mondiale, insoddisfatti della suddivisione della stagione tra clubs e nazionali i maggiori dirigenti delle società di vertice di casa nostra e della Lega maschile volarono a Losanna dal presidente FIVB Ruben Acosta e tornarono con un accordo che lungo fu conservato: attività di club da metà settembre a maggio con uno stop di circa 40 giorni a cavallo del mese di novembre per permettere lo svolgimento dei ricchi tornei giapponesi poi giugno, luglio, agosto e prima metà settembre dedicata alle nazionali.
Poi la storia ci racconta che altri campionati nazionali sono cresciuti, soprattutto quelli asiatici, i campioni “sono nati” in tutto il globo, le attività europee sono straripate, la Fivb spinta dalle esigenze televisive, ha spostato i “paletti” dell’attività ed ora sta cercando di restaurare un certo ordine che accontenti tutti.
Da capire se ci riuscirà senza imposizioni.

