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Pallavolo LeNostreInterviste – Fabio Balaso e la lezione di una sconfitta

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Prima che l’Italia tornasse a vincere, c’era già lui. Quando ha iniziato a vincere, da quell’Europeo del 2021 c’era lui. E mentre il futuro continua a cambiare volto, la maglia bianca del libero è ancora la sua. Agli Europei in programma a settembre ci sarà ancora Fabio Balaso a guidare un gruppo rinnovato, che in cinque anni da outsider ha compiuto la sua metamorfosi, diventando la squadra da battere.

IL CLIMA DOPO GLI STATI UNITI – Per l’Italia il primo passo sarà provare a far dimenticare l’ultima prova in VNL contro gli USA, una sconfitta amara che ha spento un po’ l’entusiasmo: “La squadra comunque sta bene, ci sentiamo bene. Adesso abbiamo cominciato questo lavoro di preparazione fisica qui in Serbia per qualche giorno e poi ci trasferiremo a Verona”. Sul proprio, invece, Balaso non nasconde nulla: “Subito dopo la partita contro gli Stati Uniti in Nations League l’umore non era quello dei migliori. Però questi giorni che abbiamo passato a casa ci hanno servito un po’ anche a metabolizzare questa cosa. Adesso ci prepariamo e siamo volenterosi, più carichi di prima, per questo Europeo: una manifestazione molto importante per noi”.

LA LEZIONE DI UNA SCONFITTA – Da quella partita, però, qualcosa resta, e Balaso non fa finta di niente: “È una partita che sentiamo, e che ci porteremo dietro. Ma ci insegna che con tutte le squadre dobbiamo lottare, che non dobbiamo mai abbassare la guardia: quando ci sono momenti di difficoltà, o dei fondamentali che non ci escono, dobbiamo far subentrare altre cose dove magari stiamo facendo bene. In questo periodo cerchiamo di pensare più al nostro gioco, di rimettere a posto quello che non è andato e di migliorare quello che sta andando”. E la posta in palio, del resto, va oltre il singolo torneo: “Se andiamo veramente fino alla fine e arriviamo a quell’obiettivo abbiamo in palio anche una qualificazione diretta per un’altra manifestazione ancora più importante”.

UN GRUPPO CRESCIUTO DENTRO E FUORI DAL CAMPO – A dargli fiducia, spiega, è anche quello che succede fuori dal taraflex: “Siamo cresciuti tanto come gruppo, sia dentro che fuori dal campo. Ci troviamo veramente bene anche fuori: ci riuniamo spesso, anche nei momenti liberi, anche se magari qualcuno vorrebbe stare un po’ per fatti suoi. È una cosa che ci dà ancora più forza e ci lega ancora di più”. Una crescita che, dice, parte da lontano: “È stata una crescita che dal 2021 penso sia stata fondamentale. Un po’ alla volta si sono uniti altri giocatori, ed è diventato un gruppo allargato”. La consapevolezza, però, non lascia spazio all’illusione: “Dobbiamo dare il 100% sempre, perché a volte abbiamo dei cali dove dobbiamo cercare di non andare sotto una certa soglia. Sappiamo che tutte le squadre sono pericolose, e ogni volta che giocano contro di noi sono ancora più agguerrite”.

LA FIAMMA – Ed è forse proprio da lì che nasce la fame che li accompagna ancora: “La fame di questo gruppo continua ad esserci, la fiamma è più accesa che mai: vogliamo ancora toglierci tante soddisfazioni. Abbiamo ancora tanti obiettivi, e con questo gruppo abbiamo la possibilità di arrivarci”. E non è una soddisfazione a uso interno, tiene a dire: “Penso non solo per noi, ma anche per gli italiani che ci seguono”.

CINQUE ANNI DOPO IL MIGLIOR LIBERO D’EUROPA – Ed è qui che il discorso torna alla maturità, quella vera, misurata in anni: nel 2021 Balaso fu il miglior libero della competizione. A distanza di cinque anni: “Sicuramente cinque anni non sono pochi. Alcune cose sono cambiate, però la voglia di far bene e di portare l’Italia a livelli alti rimane. La mia disponibilità e il mio dare il 100% cerco di darli sempre, e non è cambiato quello. L’unica cosa che è cambiata sono gli anni in più, però non credo che in questo momento mi pesino”.

IL RAPPORTO CON DE GIORGI – Una maturità che, in parte, porta anche la firma del suo allenatore: “Con Fefè eravamo insieme già alla Lube, avevo già instaurato un bel rapporto con lui. Credo che già lì mi abbia dato quella cosa in più per crescere, sia come giocatore che al di fuori della pallavolo. Nei momenti di difficoltà ha sempre cercato di mettermi nella giusta condizione, nella giusta direzione, e penso lo stia facendo anche con tutti gli altri: quando ci sono difficoltà cerca di parlarne, di metterci nella condizione migliore possibile. In questi anni, sia al club che in nazionale, mi ha dato molto”.