Pallavolo EuroVolley2026 – I vantaggi e i problemi della nuova “macchina azzurra” con il doppio bomber Egonu-Antropova
(Carlo Lisi per iVolleymagazine.it) Julio Velasco ci ha riflettuto insieme ai suoi collaboratori per qualche giorno, dopo lo sfortunato incidente che ha colpito Omoruyi in Polonia ed ha ufficializzato la sua decisione. Seguendo l’indicazione che aveva scelto a caldo: ha “rianimato” l’esperimento di Kate Antropova in posto 4 con il compito di ricevere, difendere ed attaccare ed ha richiamato in squadra Merit Adwige come vice Paola Egonu, che verrà utilizzata per il doppio cambio.
Probabilmente la scelta più logica, “aiutata” da quanto aveva sperimentato nella prima parte della VNL, con risultati alterni, ma che ora oltre che per necessità, con un atteggiamento tattico diverso a cui le Azzurre si dovranno velocemente abituare, ma anche le avversarie dovranno sbrigarsi a cercare le necessarie contro misure.
Avere contemporaneamente due attaccanti del calibro di Egonu e Antropova in campo consentirà ad Orro di fare la scelta migliore in base alla forza del muro avversario. Senza Omoruyi l’Italia perde sicuramente qualche carta offensiva per la velocità del suo braccio, paradossalmente meno in ricezione fondamentale in cui Loveth non sempre è perfetta.
Per i momenti di crisi le altre 3 specialiste di ricezione (Sylla, Nervini e Giovannini) più un secondo libero dinamico come Spirito all’occorrenza potranno entrare per correggere quello che serve. Non si può negare che il doppio cambio con Adigwe perde in quantità di colpi ed esperienza, ma la formula di un torneo continentale spalmato su più settimane e in varie fasi, consentirà a Velasco, Barbolini e Cichello di lavorare su eventuali mancanze arrivando alla migliore qualità possibile nelle fasi finali e decisive dell’Europeo.
Per il terzo anno consecutivo la malasorte ci ha messo lo zampino togliendo al tecnico di La Plata un posto 4 prezioso. Prima dei Giochi di Parigi e del Mondiale c’è stato da sostituire Degradi, oggi Omoruyi. Ma i trionfi sono arrivati egualmente: grazie alla qualità del gruppo, alla compattezza dell’organico, alla forza di volontà di tutto delle tante fuoriclasse italiane di arrivare a centra l’obiettivo.
E se una coppia come Egonu-Antropova riesce a trovare la perfetta sintonia in fase d’attacco, per nessuno sarebbe poi facile fermare la “macchina azzurra” di Julio.

