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Pallavolo Fipav e Lega Femminile – Il presidente Manfredi chiude un’era: “Regole da rispettare, ora serve ricucire”

Archiviata la stagione delle Nazionali azzurre, in casa Fipav è tempo di bilanci e, soprattutto, di affrontare i nodi politici e gestionali rimasti aperti sul tavolo. Al centro dell’attenzione ci sono i rapporti complessi e storicamente tesi con la Lega Pallavolo Serie A Femminile, reduci dalla svolta epocale del cambio ai vertici dopo la ventennale presidenza di Mauro Fabris.

In un’intervista rilasciata ad Angelo Di Marino de La Stampa, il presidente della Federpallavolo, Giuseppe Manfredi, affronta la questione senza peli sulla lingua, definendo i contorni della posizione federale dopo le polemiche sollevate negli ultimi mesi. «Registriamo che dopo vent’anni è cambiato il presidente, e questo è incontrovertibile», spiega Manfredi sul cambio al vertice. E aggiunge con pragmatica schiettezza: «Con la Lega femminile si litiga dagli albori. Come federazione dialoghiamo con tutte le società per le Nazionali, senza la Lega di mezzo per fortuna».

Tra i punti più caldi c’è il tema della convenzione per l’organizzazione dei campionati di Serie A, che secondo recenti ricostruzioni potrebbe non essere un passaggio scontato. Manfredi richiama tutti al rispetto delle regole istituzionali e dello statuto federale: «Se si sta in un’organizzazione come la Federazione lo statuto va rispettato, invece c’è qualcuno che ha cercato di bypassarlo, tant’è che pesa ancora una causa intentata dalla Lega femminile contro la Fipav. E la Federazione dovrebbe dare in concessione il campionato a chi gli fa causa? Curioso… Però c’è stato un passato e grazie a Dio è finita un’epoca, vediamo di guardare avanti».

Il riferimento al nuovo scenario e all’elezione di Vito Cozzoli — ex presidente di Sport e Salute — porta Manfredi a respingere con decisione le accuse di ingerenze nelle dinamiche elettorali: «È assurdo dire che io abbia spinto per uno piuttosto che un altro. Trovatemi una società a cui ho chiesto personalmente di votare uno dei candidati. La cosa che mi ha dato fastidio in questo giro, invece, è che si è scatenata la politica e questo non va bene». Per la nuova governance della Lega, la strada si preannuncia in salita: «Credo che chi gestirà la Lega debba fare un’operazione di ricucitura che non vedo abbastanza facile all’interno della Serie A1, perché quasi tutti i club più forti sono schierati da un’altra parte. In caso contrario, diventa un problema per tutti».

Infine, Manfredi replica alle critiche mosse da Fabris su due temi sensibili: il ripescaggio del Club Italia in A2 e la gestione delle garanzie assicurative per le atlete infortunate in azzurro. Sul vivaio federale la linea è chiara: «Il Club Italia riesce a dare linfa a tutta la Serie A, dalla Lega femminile stiamo ancora aspettando un progetto di miglioramento dei settori giovanili». Quanto alla querelle sulle tutele per le giocatrici, la Fipav rigetta le responsabilità al mittente: «Abbiamo preso un broker importante e scritto ai club chiedendo di mandare i contratti all’assicuratore, contratti che manco vogliamo vedere. Le società della Lega maschile hanno inviato i contratti, mentre i club della Lega femminile no. Secondo giro di Pec, ma a me risulta che ci sono ancora club che non hanno spedito. Chissà perché…».