Pallavolo A3F – Le tigri Oplontine a Ravenna: Bruno Napolitano sfida la storia dell’Olimpia Teodora
(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) Sono arrivate ieri sera a Ravenna le tigri oplontine, pronte a vivere la loro prima trasferta stagionale nella città romagnola, dove oggi, alle ore 17, affronteranno la nobile decaduta Olimpia Teodora. La sfida andrà in scena nello storico impianto del PalaCosta, con la direzione arbitrale di Alessandro Scarpinello di Treviso e Chiara Maran di Padova.
La vigilia della formazione campana è accompagnata da qualche interrogativo sulle condizioni del gruppo. Il tecnico Bruno Napolitano dovrà valutare gli acciacchi delle giovani classe 2007, della schiacciatrice Sara Bassi e del secondo libero Melissa Criscuolo. Anche alcune atlete dello starting six non sarebbero al meglio: le decisioni definitive arriveranno dopo il riscaldamento prepartita, quando lo staff potrà scegliere la soluzione più adatta.
Per l’Oplonti si tratta di un appuntamento importante, un primo banco di prova lontano da casa nel quale misurare ambizioni, solidità e capacità di affrontare le difficoltà. Le tigri campane saranno chiamate a mettere in campo organizzazione, determinazione e spirito di squadra, cercando di mantenere alta la concentrazione in ogni fase del match. La qualità della ricezione, l’efficacia del servizio e la capacità di limitare gli errori gratuiti potranno rivelarsi fattori determinanti. In una gara che si preannuncia impegnativa, sarà fondamentale anche la tenuta mentale, soprattutto nei momenti in cui l’inerzia del gioco potrebbe cambiare.
Dall’altra parte della rete ci sarà una Ravenna desiderosa di riscattare la pesante sconfitta rimediata al “PalaAntenore” di Padova. La formazione ravennate è infatti reduce da un netto 3-0, con parziali di 25–14, 25–14 e 25 –18, un risultato che lascia alla squadra di Federico Rizzi la voglia di reagire davanti ai propri sostenitori e conquistare i primi punti stagionali. L’Olimpia dovrà ritrovare continuità e maggiore incisività, cercando di evitare quei passaggi a vuoto che a Padova hanno compromesso rapidamente l’incontro. Per le padrone di casa, il sostegno del pubblico potrebbe rappresentare uno stimolo ulteriore, ma servirà soprattutto una prestazione concreta sul piano tecnico e caratteriale.
Il nome Olimpia Teodora porta con sé una storia straordinaria. La società nacque nel febbraio del 1965 per iniziativa della professoressa Alfa Gavarini e divenne una delle realtà più vincenti della pallavolo italiana ed europea. Negli anni Ottanta, sotto la guida di Sergio Guerra e con Giuseppe Brusi alla direzione sportiva, Ravenna dominò la scena nazionale, costruendo un ciclo di successi difficilmente ripetibile. Neppure l’introduzione dei playoff riuscì inizialmente a interrompere il predominio della formazione romagnola.
Tra i primati più celebri figura la striscia di 72 vittorie consecutive, raggiunta l’8 dicembre 1987 e superata soltanto nel 2021 da Conegliano, arrivata a quota 76 successi. In quegli anni il vivaio ravennate contribuì alla crescita di numerose protagoniste della pallavolo italiana, tra cui Manuela Benelli, Liliana Bernardi, Alessandra Zambelli, Sabrina Bertini e Patrizia Patri.
Ai trionfi nazionali si aggiunsero due Coppe dei Campioni, conquistate nel 1988 e nel 1992, e il titolo mondiale per club del 1992. Gli undici scudetti consecutivi rappresentano uno dei primati più impressionanti della storia dello sport italiano, testimonianza della continuità e della qualità di un progetto capace di lasciare un segno indelebile.
Il ricambio generazionale, l’uscita di scena del gruppo Ferruzzi e l’ascesa di nuove realtà come Bergamo, Matera e Perugia portarono progressivamente al ridimensionamento della società. Dopo un periodo difficile, al termine della stagione 2003-04 l’Olimpia rinunciò a partecipare al campionato successivo, cedette i diritti sportivi al Robursport Pesaro e ripartì dalla Serie B2.
Oggi, sotto la presidenza di Giuseppe Poggi e con Federico Rizzi e Fabio Falco alla guida tecnica, la società lavora per riportare in alto il nome ravennate ed è vicina alla promozione in Serie A3. Un percorso che punta a ricostruire basi solide, valorizzando il gruppo e recuperando gradualmente il prestigio di un club storico.
Per le tigri oplontine, dunque, la trasferta romagnola rappresenta un’occasione per confrontarsi con una squadra dalla tradizione importante, ma anche per concentrarsi sulle proprie qualità e sul percorso di crescita. L’Oplonti dovrà affrontare la gara senza timori reverenziali, facendo leva sull’unità del gruppo e sulla capacità di adattarsi alle situazioni di gioco. Ravenna, dal canto suo, cercherà di sfruttare il fattore campo per voltare pagina dopo la battuta d’arresto di Padova. Al PalaCosta si incrociano così due percorsi diversi, accomunati dalla voglia di affermarsi: da una parte le ambizioni della formazione campana, dall’altra il desiderio ravennate di ritrovare risultati e fiducia. Sarà il campo a stabilire quale delle due saprà interpretare meglio la sfida.

