Pallavolo LeNostreInterviste – Caterina Peroni e il “nuovo capitolo” da professionista
(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) L’Akademia Sant’Anna Messina fatica ancora a ingranare, ma qui la pazienza è una scelta prima ancora che una virtù. Alla quinta stagione consecutiva in A2, la società siciliana ha rivoluzionato il roster e imboccato con decisione la linea verde: spazio alle giovani, affidate a un tecnico esperto come Leo Barbieri, capace di plasmarle senza imbrigliarle. Tra loro c’è uno dei talenti cresciuti nel Club Italia: Caterina Peroni, schiacciatrice bresciana classe 2007, fresca campionessa europea con l’Under 22. Lontana dagli eccessi, porta in campo la semplicità della sua vita quotidiana, tradotta in geometrie attente e solidità. Dopo quattro anni al Centro Pavesi, a un passo da casa, in Sicilia si è aperto un capitolo nuovo: il primo da professionista.
SENZA RETE – Lasciare casa, per lei, non è una novità. Farlo senza la rete del progetto federale, sì: “Al Club Italia siamo seguite, ci offrono tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Questa è la prima squadra in cui devo arrangiarmi un po’ di più, ma sta andando bene: si impara a trovare meglio i propri spazi”.
PAZIENZA – Una squadra nuova, un allenatore nuovo quasi per tutte. I risultati tardano, la fiducia no: “Siamo tutte nuove, quindi serve pazienza. Ma crediamo nelle nostre capacità, abbiamo molto potenziale e con il lavoro in palestra i risultati arriveranno”. Barbieri, intanto, le sta insegnando a guardare la partita con altri occhi: “Ti fa leggere il gioco in modo diverso. Ti propone delle soluzioni, ma non te le impone: te le fa conoscere e poi ti lascia libera di scegliere”.
MAESTRE – Ogni giovane ha bisogno di qualcuno che le indichi la strada. Peroni l’ha trovata in Sara Bellia, anche lei passata dal Club Italia: “Sto avendo l’opportunità di entrare spesso, e una grande mano me la sta dando lei, forse perché abbiamo lo stesso ruolo. Apprezzo tantissimo i consigli che mi dà sull’attacco, sui diversi colpi, a volte anche sulla ricezione”.
RADICI – Il Club Italia, per lei, non è stato solo una palestra: “Lo consiglierei a tutti. Ero piccola, giocavo con ragazze più grandi, ma mi sono trovata bene fin dal primo anno. Mi ha fatto crescere tantissimo come pallavolista, ma soprattutto come persona. Sono sempre stata molto timida, e lo sono ancora, però ho imparato a essere più sicura di me”. E poi c’è il gruppo, quello delle estati azzurre: “Ora giochiamo quasi tutte in Serie A e ci incontreremo in campionato. Queste persone avranno sempre un posto speciale per me: ci ho passato tantissimo tempo”.
SACRIFICI – Crescere in fretta ha un prezzo, e lei non lo nasconde: “In questi anni ci sono stati tantissimi alti e bassi, momenti in cui vedi tutto nero. A me aiuta l’opinione di un’altra persona, uno sguardo esterno. Questi momenti ci sono stati e ci saranno, come nella vita di tutti”. Le feste perse, invece, non le ha mai rimpiante: “Non sono mai stata una che amava andare a ballare. Ormai per me è normale: non riesco nemmeno a immaginarmi un’estate tutta libera. Sono sacrifici, certo, ma per una cosa che amo”.
MESTIERE – A Messina la pallavolo è diventata un lavoro, e la differenza si sente nei dettagli: “Al Club Italia hai tutto, anche le cose più semplici, come il pasto pronto quando torni da scuola. Te ne accorgi quando non ce l’hai. Lì eravamo tutte giovani e c’era bisogno di spensieratezza: mi sono divertita tantissimo. Mi diverto anche qui, ma in modo più maturo. Riconosco che è il mio lavoro: non andando più a scuola posso concentrarmi di più, anche con un allenamento o due in più a settimana”. Fuori dal campo, restano le piccole abitudini di casa: “La mia è una famiglia che la domenica mattina va a piedi al bar a bere il caffè. È una cosa che mi hanno tramandato, e mi piace ancora”. Semplice, come lei. E forse è proprio questa la sua forza.

