#Pallavolo VNL femminile – Un’Italia davvero brutta va al tappeto con la Turchia: domani decisiva la gara con la Cina

(Carlo Lisi per iVolleymagazine.it) L’Italia viene travolta dalla Turchia, subisce un pesante 3-0, che trasforma in determinante, per entrare tra le prime quattro, la sfida di domani contro la Cina (ore 13.30 diretta su Eurosport2) che si è presentata a queste finali di Nanchino con una squadra priva di quasi tutte le sue titolari. Semifinali a cui si sono già qualificate proprio le turche, Stati uniti e Brasile.
Brutta, brutta Italia quella che è andata incontro ad una vera debacle contro il sestetto guidato da Giovanni Guidetti. Le Azzurre sono apparse lente e spente fisicamente, incapaci di contrastare sul piano del gioco una Turchia molto ordinata, che l’ha sormontata a muro ed in difesa, che l’ha messa in difficoltà con il servizio e che ha chiuso 3-0 (25-25 25-15 25-21) stando in vantaggio praticamente dalla prima all’ultima battuta, soffrendo leggermente nei finali del primo e del terzo set, quando però aveva accumulato dei vantaggi rassicuranti. E questo nonostante che a fine gare il tabellino recita che Karakurt e compagne hanno commesso 3 errori più della squadra di Mazzanti (23 vs 20).
I numeri, per il resto, sono impietosamente contro l’Italia che ha messo a terra 9 attacchi meno delle avversarie (38 vs 29); ha subito 9 muri in più (12 vs 3) e 5 aces mettendone a segno solo 2.
Si può dire che nell’Italia non ha funzionato nullo, ma quello che deve preoccupare è che la squadra non ha avuto la forza di reagire e quando ha capito che era una giornata nera si è lasciata trasportare da una marea che l’ha condotta alla sconfitta. Difficile parlare di singoli: Egonu ha messo a segno 12 punti, ma il 10/34 in attacco parla chiaro sul suo rendimento. Leggermente meglio ha fatto Sylla (8/17), mentre anche Pietrini entrata al posto di una spenta Bosetti è andata sotto i suoi standard.
In questo momento difficile pensare ad una Italia in grado di salire sul podio: ad un mese o poco meno di dalla qualificazione olimpica di Catania, c’è di che rimboccarsi le maniche.