Pallavolo SuperLega – Sogna Milano, si spaventa Perugia

(Carlo Lisi per iVolleymagazine.it) Miracolo di Milano, anche se in questo caso non c’è nulla di soprannaturale, ma soltanto tanta grinta e tanto coraggio. La squadra di Roberto Piazza espugna il PalaBarton, ma non lo fa in maniera semplice, rimonta due set ad una signora Perugia, ingaggiando un braccio di ferro durato 3 parziali, in cui ha collezionato set-point, dimostrando di non avere paura di lottare e di mettere in difficoltà una squadra che per molti è una delle principali favorite nella corsa al tricolore.
Matteo Piano e i suoi compagni hanno compiuto l’impresa di vincere in casa di Perugia guadagnandosi punto dopo punto. Il 3-2 regala alla squadra meneghina la grande opportunità di giocare nell’amico Allianz Cloud la partita che potrebbe portarla in paradiso ed aprire una strada libera non solo verso la semifinale, ma anche la possibilità di sognare la finale.
Perugia non ha demeritato, Heynen con la mossa di schierare il gigante polacco Muzaj opposto ha sorpreso le difese dell’Allianz, ma come lui è calato Milano ha tirato fuori la testa, con uno Sbertoli ispirato a menar le danze, regalando palloni invitanti a Urnaut e Ishikawa, ma anche ad un Patry il cui rendimento è cresciuto set dopo set. Nel finale, durato praticamente tre interminabili parziali, Piano ha cominciato a far pesare la sua altezza toccando decine di palloni a muro e mettendo a terra diversi attacchi che hanno portato ad una vittoria, che non è soprannaturale, ma sicuramente miracolosa.
Sir Safety Conad Perugia – Allianz Milano 2-3 (25-18, 25-21, 25-27, 31-33, 17-19)
Sir Safety Conad Perugia: Travica 2, Leon Venero 31, Russo 9, Muzaj 15, Plotnytskyi 18, Solé 19, Biglino (L), Colaci (L), Zimmermann, Atanasijevic 2, Vernon-Evans 1, Ricci, Piccinelli , Ter Horst. All. Heynen.
Allianz Milano: Sbertoli 5, Ishikawa 14, Kozamernik 9, Patry 23, Urnaut 18, Piano 14, Staforini (L), Pesaresi (L), Daldello, Weber 2, Basic 1, Maar, Mosca. Ne Meschiari. All. Piazza.
ARBITRI: Zanussi e Frapiccini.

Foto di Maurizio Lollini