Pallavolo SuperLega – Dopo averlo fatto sul campo il russo Sapozhkov racconta il suo arrivo in Italia

Maksim Sapozhkov è l’uomo nuovo della nostra SuperLega, arrivato quasi in punta di piedi senza clamore nel massimo campionato, nel giro di due sole gare ha già fatto vedere di poter essere con Verona, una delle grandi novità della stagione del campionato dei campioni di mondo.
INIZIO AVVENTURA – “La mia idea era di puntare a dare il massimo fin dall’inizio, per me giocare in Italia rappresenta un’esperienza importante, uno step fondamentale della mia carriera e volevo proprio dare tutto per fare vedere il mio valore e anche per segnare un passaggio importante nella mia crescita”. ARRIVO IN ITALIA – “Non è nata così per caso, ovviamente. L’idea è nata in seno al mio club, il Lokomotiv Novosibirsk, che mi ha proposto di venire a giocare in Italia per migliorare in alcuni fondamentali come l’attacco e il muro. Oltre a sviluppare le mie attitudini di leader, imparando a prendermi sulle spalle la squadra nei momenti critici”.
DIFFERENZA ITALIA-RUSSIA – “Secondo me la differenza che ho subito percepita è la velocità, nel campionato russo sono più lenti, qui in Superlega la palla invece gira molto più velocemente”.
ESORDIO CASALINGO – “È stato bellissimo, non ho mai visto dei tifosi così calorosi come al palazzetto. C’è stato un coinvolgimento costante e il pubblico ha trasmesso a me ma anche a tutta la squadra una grande motivazione e la spinta a fare sempre meglio”.
COME IN FAMIGLIA – “Vero, ho avuto un po’ di timore all’inizio, temevo di non ambientarmi subito. Ma devo dire che sono stato accolto benissimo e a Verona mi trovo proprio come fossi in una famiglia”.
LA RESPONSABILITA’ NON PESA – “No, sono contento. Il mio obiettivo è innanzitutto cercare di giocare bene. Dare il mio contributo per fare vedere che siamo una squadra forte e che possiamo competere con chiunque”.
L’ALTEZZA – “Adesso mi sono abituato, quando ero più giovane un po’ ne soffrivo. Quando andavo in giro, quando andavo al centro commerciale, tutti mi guardavano e mi indicavano con il dito e mi facevano sentire a disagio. Ma adesso lo accetto, fa parte di me, ci convivo ed è la mia normalità”.

Foto di Serena Campagnola

Fonte: Arena