Pallavolo Storie&Personaggi – Anna Danesi: ‘Io capitana delle Azzurre’

(Simone Corbetta per iVolleymagazine.it) Anna Danesi è la nuova capitana scelta da Julio Velasco per guidare la spedizione azzurra ai Giochi di Parigi. Centrale robusta e tecnicamente dotata, Anna è reduce da una buona stagione con l’Agil ed è pronta a guidare sul taraflex il gruppo azzurro. Bresciana, 28 anni, Danesi torna a giocare nella sua Lombardia nella prossima stagione,  per vestire la maglia della Vero Volley Milano, con cui aveva già militato dal 2019 al 2022.

Qual è stato il suo primo pensiero quando Velasco le ha detto che sarebbe stata la capitana delle azzurre?

“All’inizio mi ha scritto per chiedermi se fossi disponibile a parlare con lui. Ero un pochettino preoccupata di cosa volesse dirmi, era una domenica e stavo insieme ai miei genitori, pensavo volesse parlarmi di cose tecniche o programmazione. L’ho chiamato e abbiamo parlato 40 minuti. Nei primi 5 mi ha chiesto se volessi rivestire questo ruolo, la restante parte della chiamata non l’ho ascoltata, sono rimasta con la bocca spalancata (ride ndr). Ho chiesto a Velasco: ‘Ma è sicuro di chiedermi questa cosa?’. Ovviamente ha detto si, ma ci ho messo un po’ a capire cosa mi avesse chiesto realmente (afferma sorridendo ndr). Mi ha fatto piacere che abbia scelto me”.

È una di quelle campionesse che per la nazionale non si e’ mai tirata indietro. È pronta – facendo tutti gli scongiuri del caso sulla qualificazione a vivere la sua terza Olimpiade?
“Si, non mi sono mai tirata indietro perché penso che sia un privilegio ed un onore quello di indossare la maglia azzurra e ho sempre dato il mio 100 per cento dal 2016. Sono assolutamente pronta, sempre facendo gli scongiuri sulla qualificazione, ma sono molto fiduciosa. Mi renderò conto meglio che sarà la mia terza partecipazione olimpica quando metterò il piede giù dall’aereo per Parigi. Sono carica e pronta, sin dall’ultima palla di Tokio”.
Se le dico Erdem, Carol e Stevanovic cosa “ruberebbe” ad ognuna di queste 3 fuoriclasse?
“A Erdem indubbiamente i giochi dietro come la fast, è proprio bella da vedere ed efficace. Li facevo quando ero piccolina, ma poi mi hanno cambiato ruolo. Ora li sto rimettendo un pochino dentro negli allenamenti, però bisogna allenarli. A Carol sicuramente l’energia che ci mette, è sempre a 3 mila, e un po’ di Muro. Stevanovic non la conosco bene come persona, ma dicono abbia molto sangue freddo, essendo serba”.

Ormai da poco meno di un decennio è una delle più brave centrali al mondo, dove è che può ancora migliorare?
“A parte il fatto che io non lo credo (ride per coprire la modestia ndr), penso che sia l’ attacco il fondamentale dove mi perdo un pochino di più, ma direi un po’ in tutto perché, come si dice sempre, non si smette mai di imparare”.
Torna a giocare nella Vero Volley : che cosa l’ha spinta a “tornare sul luogo del delitto”?
“Sì, torno a giocare a Milano. Mi spinge a tornare il fatto che comunque ogni anno, ma già quando ero andata lì la prima volta, il progetto è sempre uno dei migliori che c’è in Italia. Giocherò anche con molte mie compagne di nazionale e secondo me potremo fare buone cose, quindi la decisione di tornare ‘a casa’ è stata facile”.
Una medaglia olimpica è il “sogno” più grande?
“Direi proprio di sì. In questo momento nella mia testa c’è solo quello. Ad oggi qualsiasi medaglia sarebbe splendida, ma se vogliamo vedere il sogno elevato al quadrato direi certamente quella del metallo più prezioso. Ce la metteremo tutta per fare del nostro meglio”.
Come si gestisce da capitana uno spogliatoio come quello azzurro?
“Come qualsiasi altro, la differenza è che in nazionale rappresento e rappresentiamo come squadra tutto il movimento. Nel club rappresenti la società, qui rappresentiamo tutte le bambine che giocano a pallavolo“.