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Pallavolo Fipav – Dietro i trionfi: il modello manageriale del presidente Manfredi punta su giovani, club e tecnici sempre aggiornati

L’Italia della pallavolo femminile è un rullo compressore: 36 vittorie consecutive dal 2 giugno 2024, con ori al Mondiale di Bangkok, all’Olimpiade di Parigi e in due VNL. A guidare questa rivoluzione è Julio Velasco, il maestro che ha riscritto la storia del volley italiano, prima con gli uomini negli anni ’90, ora con le donne.

Ma, come scrive Piero Giannico nell’edizione odierna di Tuttosport, dietro i trionfi c’è un Paese che ha riscoperto la passione per la pallavolo, sfidando la supremazia calcistica. Lo confermano i dati Auditel: 4 milioni di telespettatori per la finale mondiale su Rai1, 5,5 milioni per quella olimpica dell’11 luglio 2024. Numeri che raccontano un amore popolare per uno sport che è diventato linguaggio nazionale.

Il successo non è solo talento. La regia della Federazione, guidata da Giuseppe Manfredi, ha puntato su un modello manageriale moderno, settori giovanili rafforzati e 3.500 società sparse sul territorio. È stato Manfredi a volere Velasco, a credere in Ekaterina Antropova e a riportare protagoniste come Egonu, Bosetti e De Gennaro. Staff tecnici di altissimo livello e investimenti mirati hanno reso il movimento italiano un modello globale. Il ricambio generazionale è già realtà: Stella Nervini, star dell’Europeo U22 2023, e altre giovani talenti del vivaio azzurro sono pronte a brillare.

I numeri parlano chiaro: 356.000 tesserati nel 2024, con 188.000 ragazze e 48.000 ragazzi tra i 6 e i 16 anni. La pallavolo è un fenomeno trasversale, sostenuto da 17.700 tecnici, 63.000 dirigenti e un esercito di volontari. Sul fronte maschile, l’Europeo 2021 e il Mondiale 2022 hanno riportato gli azzurri al vertice, e ora, nelle Filippine, difenderanno il titolo mondiale sotto la guida del Ct Ferdinando De Giorgi. Il vivaio giovanile, con l’oro U21 di Gagliardi e il lavoro di Marco Mencarelli, garantisce un futuro radioso.

La forza del volley italiano risiede nelle palestre di provincia e nei grandi palazzetti, nei campionati di Superlega e Serie A1 femminile, tra i più competitivi al mondo grazie alle Leghe di Massimo Righi e Mauro Fabris. È un sistema che funziona, una passione che unisce, una scuola che il mondo invidia. Dai sorrisi dei bambini alle campionesse che alzano trofei, il volley è nel DNA degli italiani.