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Pallavolo LeNostreInterviste – Matteo Staforini e la stagione indimenticabile

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) L’uomo giusto al momento giusto. Matteo Staforini è arrivato nella Rana Verona a stagione in corso, chiamato a sostituire D’Amico infortunato. Subito in campo, e sostanzialmente subito protagonista nei successi del club. Da 0 a 100, prima come comprimario a Milano, dopo come ministro della difesa per gli scaligeri. “Un cambio a metà stagione non mi era mai capitato”, racconta. “Ma sono molto contento della scelta che ho fatto e di questa opportunità.” L’opportunità si è trasformata in qualcosa di più grande: la prima Coppa Italia della storia scaligera, la prima semifinale scudetto, la qualificazione in Champions League. “Se vogliamo guardare il bicchiere mezzo pieno, è stata una stagione di prime volte.” Diciamolo. Staforini non poteva restare una seconda linea, seppur in un ruolo in cui la qualità di certo non manca. A Verona c’è stato il salto di qualità, il libero bergamasco non ha dubbi: “È stata la mia miglior stagione fino ad ora”.

TRANSIZIONE – Un cambio di maglia a stagione in corso è un salto nel buio, quasi sempre. Staforini lo ha trasformato in qualcos’altro: “È stata una stagione molto più positiva di quello che ci si potesse aspettare all’inizio. Devo ringraziare Fabio (Soli ndr) e Adi (Lami ndr) per la fiducia che mi hanno dato fin da subito, e tutta la società di Verona dal primo giorno che sono arrivato”. Non si arriva pronti in un gruppo nuovo a stagione in corsa. Si arriva con le proprie qualità e con la fortuna, quando c’è, di trovare qualcuno che le conosca già. Staforini quella fortuna l’aveva: “Con Fabio ci conoscevamo dai tempi di Cisterna, ero più giovane e con meno esperienza, ma mi ero già trovato molto bene a lavorare con lui. Quando mi ha chiamato mi ha detto una cosa semplice: scendi in campo libero, fai quello che sai fare, ti conosco. Quella tranquillità ha cambiato tutto”.

ECONOMIA DI UNA STAGIONE – Coppa Italia, finale di Supercoppa, semifinale scudetto, qualificazione in Champions League. Per una società giovane è una stagione da incorniciare anche senza il titolo italiano: “La Coppa Italia è il primo trofeo italiano nella storia di Verona e rimarrà per sempre nei cuori nostri e dei tifosi. Poi c’è rammarico per come è andata la semifinale, però le sconfitte che abbiamo subito possono essere un bagaglio di esperienze ancora più grande della vittoria in Coppa Italia per il nostro futuro. Siamo una squadra che non aveva ancora in dote un certo tipo di esperienza, ora per il prossimo anno sapremo affrontare meglio questo tipo di situazioni”.

AMBIZIONI – Fare il libero in Italia significa misurarsi ogni giorno con alcuni dei migliori interpreti del ruolo al mondo: “La competizione nel nostro ruolo qui in Italia è altissima. Siamo tanti liberi italiani giovani e forti, tutti con voglia di mettersi in gioco. È bello perché ti spinge ad alzare l’asticella ogni giorno in palestra”.

MAGLIA AZZURRA – La nazionale è lì, nel cassetto, senza ossessione. Staforini l’ha indossata vincendo nelle selezioni giovanili: “È sempre un sogno e se dovesse arrivare sarei molto contento. Se non dovesse arrivare non ci sarebbe nessun problema. A inizio anno non mi sarei mai aspettato una stagione del genere. Quello che arriva adesso è tutto un plus e non mi posso lamentare”.

GAP – Eppure la sensazione è che il gran finale in questa Verona tutta bionda, grintosa e potente in campo, poteva starci. Prove di futuro, tuttavia, perchè la differenza prima con Perugia in SuperCoppa, e poi con Civitanova ai Playoff, si è giocata sui dettagli: “Sicuramente dobbiamo crescere, così come la società. Credo che il percorso del gruppo squadra vada di pari passo con quello del club, che è da poco in questo mondo ma è molto ambizioso. Il lavoro in tutti i settori sono sicuro ci porterà a regalare altre gioie a Verona e ai nostri tifosi”.