Pallavolo Storie&Personaggi – Antropova seguendo le tracce di Orro e Sylla va in Turchia, ma ce la godremo ancora in azzurro
(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Ekaterina Antropova, la titanessa nata ad Akureyri in Islanda e svezzata dai venti di San Pietroburgo, si congeda dal campionato italiano lasciando una traccia che travalica il semplice dato statistico. Se dovessimo analizzarne l’impatto con la lente della storiografia sportiva, dovremmo parlare di una trasmutazione alchemica: quella di una società, la Savino Del Bene Scandicci, che dal 2012 ha inseguito la propria identità tra ripescaggi in B1 e acquisti di titoli sportivi, trovando infine nella fuoriclasse di famiglia russa, ma pallavolisticamente parlando di nazionalità italiana il proprio centro di gravità permanente. Nessun’altra avrebbe potuto interpretare questo ruolo; solo lei, con quella coordinazione fuori tempo massimo e una ferocia agonistica che ha nobilitato un copione inizialmente incerto, poteva farsi portabandiera di un’epopea così luminosa.
GLI INIZI – Non sempre gli amori a prima vista sono quelli giusti. Kate (come le piace essere chiamta), nata ad Akureyri da genitori russi, lo sa bene: quando mamma Olga la portò per la prima volta in palestra, lei aveva sette anni e un solo pensiero in testa, le braccia facevano male, l’allenatrice urlava, il futuro doveva essere nella ginnastica ritmica. “Invece oggi la pallavolo è la mia vita”, ha ripetuto più volte nel corso degli anni. Come spesso accade, il destino ha avuto più pazienza di lei. Il trasferimento in Italia a quindici anni, fu un altro salto nel buio: nuova lingua, nuova scuola. La giovane Kate con il tempo si adattò, lasciando subito il segno nelle serie minori a Sassuolo, sotto la guida di Enrico Barbolini, poi nell’estate 2021 l’approdo a Scandicci. Il resto è storia recente.
SCANDICCI – Cinque stagioni, tre trofei, un’ascesa continua: la Challenge Cup 2022, la CEV Cup 2023 e lo storico Mondiale per Club 2025 – primo nella storia della società toscana, battendo in finale Conegliano. La crescita di Scandicci è stata parallela e di pari passo. Il club che in passato aveva corteggiato una giovanissima Isabelle Haak, ma che con forza aveva poi puntato su Antropova, prima affiancandola ad atlete più esperte, e poi lasciandola libera di infrangere diversi record. In Serie A1 ha totalizzato 2.880 punti e 326 ace in 154 partite, con una media di 0,61 ace per set che ha ridefinito lo standard del ruolo di opposto nel campionato italiano. Nella stagione appena conclusa è stata top scorer della Champions League con 6,54 punti per set, risultando anche miglior battitrice del torneo. Mentre a Firenze affinava la tecnica nei mesi invernali, l’estate in Nazionale, iniziata con la cittadinanza italiana nel 2023, racconta un percorso ancora più virtuoso. Il palmares parla da solo: oro olimpico a Parigi 2024, titolo mondiale in Thailandia 2025, e due Volleyball Nations League consecutive (2024 e 2025).
ADDIO – Martedì 5 maggio, al PalaBigMat, Scandicci ha organizzato la serata di fine stagione. Applausi lunghi e sentiti per Antropova, Ruddins e Castillo, le tre atlete che hanno lasciato il club. Kate ha preso la parola con quella franchezza che la contraddistingue: “Se avessero detto alla ragazza che ero a 19 anni che questo sarebbe stato il mio percorso a Scandicci, non ci avrei mai creduto. Il fatto di essere rimasta qui cinque anni, per me che mi sono trasferita in Italia a 14 anni, è qualcosa di unico”.
IL BOSFORO – Dall’Arno al Bosforo, cultura, tradizione e passione come filo conduttore. Non poteva in un certo senso esserci proseguimento migliore per Antropova, che dalla toscana che l’ha conquistata, dentro e fuori dal campo, è pronta a prendersi l’abbraccio del suo nuovo pubblico turco. La nuova sfida è l’Eczacibasi Istanbul, collettivo allenato dall’italiano Giulio Bregoli. L’opposta segue un percorso già tracciato da altre azzurre: come Sylla, come Orro, la Turchia chiama le nostre eccellenze, se vogliamo quelle che hanno reso vita dura alle campionesse dell’Imoco, togliendo tasselli preziosi al mosaico ricco dell’A1.
FUTURO – In Nazionale, intanto, il suo futuro potrebbe riservare un’ulteriore sorpresa tattica: Velasco ha già lasciato intendere di poterla schierare come schiacciatrice, un cambio di ruolo che, nelle mani giuste, potrebbe aprire scenari inediti per la squadra azzurra. Per una che a sette anni non voleva nemmeno andare in palestra, i confini hanno sempre avuto il difetto di spostarsi.

