Pallavolo VNL M – Laurent Tillie e la Nazionale giapponese: “Il fulcro del mio lavoro: cercare di spingerli a infrangere le regole”
Allenare in Giappone significa anche confrontarsi con una cultura profondamente legata a regole e codici non scritti. Lo ha spiegato Laurent Tillie, CT della nazionale giapponese dalla fine del 2025, in un’intervista rilasciata a rmcsport.com alla vigilia della terza settimana della Volleyball Nations League di Osaka, con il Giappone in vetta alla classifica a punteggio pieno (8 vittorie e 0 sconfitte).
L’ex tecnico della Francia, campione olimpico a Tokyo 2020, ha illustrato la filosofia che sta cercando di trasmettere alle sue giocatrici, puntando a superare il tradizionale conformismo del movimento nipponico.
“Questo è il fulcro del mio lavoro: cercare di spingerli a infrangere le regole. Dare loro la fiducia necessaria per prendere l’iniziativa. Non sono un allenatore che dà istruzioni da seguire alla lettera. Do istruzioni affinché i giocatori siano in grado di liberarsi da esse. Abbiamo bisogno di spontaneità, impegno e responsabilità. Se seguiamo le istruzioni, evitiamo le responsabilità, evitiamo l'”istinto del killer”. Questo è tutto ciò di cui abbiamo bisogno ai massimi livelli. Glielo ripeto continuamente. Oggi gli ho detto: “Vi alleno per il caos”. Nulla sarà pianificato, non ci saranno soluzioni predefinite e dovremo trovarle quando sarà il momento. Questa è la grande sfida.”
Tillie ha poi approfondito il confronto tra l’approccio giapponese e quello francese, prendendo ad esempio un atleta creativo come Earvin Ngapeth, e indicando nella libertà d’espressione uno degli aspetti fondamentali per la crescita tecnica di un giocatore.
“Li spingo a liberarsi dal conformismo. In Francia, siamo più concentrati sull’individualizzazione. Ecco perché abbiamo una tale ricchezza di abilità tecniche e stili di gioco. In Giappone, invece, vogliono che tutto sia standardizzato. Tutti devono eseguire lo stesso movimento, seguire le stesse istruzioni. A un certo punto, non si progredisce più, si oppone resistenza ai limiti. Prendiamo Earvin, ad esempio. Ha inventato la pallavolo moderna con tutte le sue mosse straordinarie – che sono state ampiamente imitate – perché gli è stata concessa una certa libertà. L’altro punto che sottolineo è imparare a giocare, non a recitare, non a eseguire il movimento perfetto, no, ma a giocare. Questo implica improvvisazione. Bisogna essere in grado di esprimerla.”

