Pallavolo Serbia – Terzić critica le Azzurre: “Non sono una grande squadra, hanno avuto un po’ di fortuna vedremo come reagiranno alla prima sconfitta” e poi attacca la Turchia e le sue naturalizzate”
Alla vigilia delle prime gare ad eliminazione diretta dell’EuroVolley femminile 2026, il ct serbo Zoran Terzic si è preso la scena con una lunghissima intervista rilasciata a meridiansport.rs, in cui critica a dir poco il valore delle Azzurre e ribadisce la sua polemica posizione sulla composizione della nazionale turca di Daniele Santarelli, che schiera alcune giocatrici naturalizzate, Melissa Vargas su tutte-
Non c’è da stupirsi per quanto dichiarato dal tecnico che non si mai contraddistinto per la simpatia e che è tornato sulla ribalta lasciando la nazionale russa, nel pieno del periodo di sospensione a livello internazionale, per riprendere la sua Serbia, con cui oggi è considerato una mina vagante nel preannunciato duello italo-turco.
Per quel che riguarda l’Italia, campionessa olimpica e mondiale, Terzić non condivide l’opinione che questa squadra sia di gran lunga superiore al resto del mondo in termini di qualità.: “Non credo. Non credo proprio. Paragonare questa nazionale italiana ad alcune delle grandi squadre del passato, non solo dell’Italia ma di qualsiasi altra Nazionale, è ridicolo, a mio parere”.
Ha poi offerto un’interessante argomentazione a sostegno della sua tesi. “È molto semplice. Chiedete a qualcuno che non conosce bene la pallavolo femminile, che non conosce tutte le squadre, di elencare quattro ricevitrici della nazionale italiana. Se ne conoscono più di una Potrebbero conoscere Sylla, perché la gente se la ricorda, gioca da tanto tempo e ci ha affrontato ai Mondiali. Vi garantisco che la maggior parte delle persone non sa chi sono le altre tre. Le altre tre, te lo garantisco, la maggior parte delle persone non le conoscerà… Le centrale vanno bene, sono discrete, ma niente di straordinario. Una volta c’erano dei veri e propri “mostri”, e non parlo solo dell’Italia ma in generale, erano terrificanti. Egonu è una giocatrice di altissimo livello, e basta.”.
A suo avviso, il dominio dell’Italia è dovuto a una combinazione di diversi fattori. “Non è che l’Italia sia una grande squadra adesso. Hanno avuto un po’ di fortuna, altre squadre hanno giocato un po’ peggio, ci sono stati dei cambi generazionali e, naturalmente, c’è anche la loro qualità. Gli italiani non sono sempre i migliori, ma anche quando non lo sono, se la cavano comunque bene”.
E aspetta con ansia il momento in cui la nazionale di Julio Velasco perderà per la prima volta una competizione importante. “Vedremo come reagiranno dopo la prima sconfitta e se in quel momento la loro sicurezza li abbandonerà. Spero che saremo noi a detronizzarli. Sarebbe fantastico”.
L’altro grande rivale della Serbia negli ultimi anni è la Turchia, la cui ascesa ha riaperto il vecchio tema dei giocatori naturalizzati nella nazionale di pallavolo. Terzić ha un’idea piuttosto chiara su come dovrebbe essere il sistema, a suo parere: “Onestamente, preferirei che a giocare per la nazionale fossero solo i veri cittadini di quel paese e, soprattutto, persone che non abbiano mai giocato per nessun’altra nazionale”.
Le regole attuali, tuttavia, non gli sembrano del tutto logiche. “Ora, che si tratti della nazionale, della squadra di un club o di qualsiasi altra cosa… Secondo le loro regole, Tijana è praticamente una straniera per noi, eppure non c’è serba più serba di lei. Per noi è praticamente una straniera, mentre Vargas non è una straniera in Turchia, né lo sono Sinead Jack, Karatasu dalla Romania e un sacco di altre giocatrici.”.
È particolarmente infastidito dal numero di giocatrici naturalizzate che una squadra può avere. “Prima c’era una regola che ne permetteva solo una, ora la Turchia ne ha tre. Penso che sia davvero un po’ troppo. Da quello che ho sentito, ce ne sarà una quarta, ma non affrettiamoci a giudicare, vedremo”.
Tuttavia, se le stesse regole si applicano a tutti, la Serbia non dovrebbe lasciarsi sfuggire l’opportunità che le sue rivali stanno sfruttando. «Da un lato, a essere sincero, non lo permetterei. Dall’altro, se tutti ce l’hanno già, perché non dovremmo averlo anche noi? Perché no?».
E se alla Serbia venisse davvero offerto un giocatore di alto livello che dovrebbe essere naturalizzato, Terzić ammette che lo accetterebbe. «Lo accetterei, a essere sincero. Ti garantisco che il 90 per cento dei nostri tifosi direbbe: «No, no, no, questo non lo accettiamo». Ma poi, se arrivassimo quinti, la nostra squadra verrebbe massacrata, e soprattutto l’allenatore. E se arrivassimo primi con un giocatore naturalizzato, allora tutti si dimenticherebbero che è naturalizzato. Risparmiatemi questa storia. Cerchiamo di arrivare primi, e poi potremo avere anche noi giocatori naturalizzati. Ma ne accetterei uno solo, non di più».

