Pallavolo LeNostreInterviste – “Cercare sempre di fare meglio” è la logica di Rebecca Piva
(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Non sempre il percorso che immaginiamo è quello che ci aspetta. Conta, allora, come scegliamo di percorrerlo. Rebecca Piva ha trasformato il suo percorso in rosa e blu in una sfida quotidiana: crescere, prendersi responsabilità, incidere. La preparazione della Numia Vero Volley Milano è entrata nel vivo, il primo test match è alle spalle, e lei racconta una squadra che si sta rimettendo in moto senza scorciatoie. “Sta andando bene, ovviamente essendo in preparazione il lavoro principale è quello fisico, per cercare di tornare in forma”. Le amichevoli, in questa fase, valgono doppio: “Sono partite che ci servono per rientrare in condizione e soprattutto per provare i sistemi di gioco”. Con una premessa realistica: “Adesso è un po’ più difficile, perché ci mancano diverse giocatrici e non possiamo farlo come vorremmo”.
LO STESSO LAVORO, UN PESO DIVERSO – Dodici mesi fa era arrivata in corsa da Busto, quasi di sorpresa, dentro un gruppo già formato. Oggi la squadra riparte anche da lei, ma il modo di stare in palestra non cambia. “Non ci sono troppe differenze: come l’anno scorso, quando sono arrivata ho cercato di dare il mio contributo al massimo di quello che potevo fare, e lo stesso sarà quest’anno”. Qualcosa però si è mosso, ed è la fiducia guadagnata sul campo. “C’è il fatto che mi conoscono già e che l’anno scorso è stato un anno importante, quindi sicuramente c’è quella parte in più. Però il mio lavoro rimane lo stesso: dare il contributo migliore possibile alla squadra e cercare di migliorarmi ancora”.
UN NUOVO INIZIO IN PANCHINA – In arrivo c’è un tecnico come Blengini, in questi giorni impegnato con la sua Bulgaria agli Europei, che nel maschile si è già costruito un nome e che nel femminile deve ancora scrivere la sua storia. “I primi contatti li avremo quando arriverà, quindi avremo modo di conoscerlo meglio al suo arrivo”. La sensazione è quella di un cantiere aperto, e va bene così. “È stimolante sia per noi sia per lui come allenatore: per lui è la prima esperienza nel femminile, per noi è un nuovo coach, con nuove idee e magari anche nuovi sistemi. Sarà interessante vedere come lavorerà e come cercherà il modo di farci giocare al meglio”.
CHI TI SPINGE PIÙ IN ALTO – Quando le si chiede chi l’abbia aiutata di più nel salto, Piva allarga il campo. “Penso che in queste situazioni non ci sia per forza una sola persona, ma sia un po’ l’insieme del gruppo”. Poi però un elenco lo fa, ed è di quelli che pesano. “Avere di fianco a me giocatrici di questo calibro, come Paola (Egonu) e Anna (Danesi), ti spinge a fare sempre di più: se vuoi stare a questo livello devi spingere sempre di più”. Un capitolo a parte è per “Ste”, coach Lavarini, il tecnico che l’ha accolta la scorsa stagione. “Per me è stato una figura molto importante, perché non era facile per come sono arrivata. Lui invece mi ha sempre aiutata tanto, mi ha dato consigli tecnici e tattici e mi ha dato anche tanta fiducia, che non era scontata. Gran parte del merito è suo, e l’ho sempre ringraziato molto per questo”.
GLI ULTIMI PEZZI DEL PUZZLE – C’è una squadra, sopra tutte, che continua a segnare il confine. Ma Piva rifiuta l’idea di una stagione costruita su un solo avversario. “Più che il confronto diretto con Conegliano, il nostro obiettivo è cercare di vincere più coppe possibili: Scudetto, Champions, tutto quello che c’è. Ovviamente sono sempre loro la squadra contro cui ci si sfida, però penso che il nostro obiettivo debba essere migliorare e ripartire da quello che abbiamo fatto l’anno scorso”. Perché quel percorso, a guardarlo bene, ha già lasciato indizi importanti: la Supercoppa alzata e una finale Scudetto in cui la corazzata è stata messa in difficoltà. “Il nostro obiettivo sarà trovare quegli ultimi pezzettini del puzzle per riuscire poi a batterle nelle altre coppe o nei campionati che avremo”.
L’ARMONIA COME ARMA – La differenza, quest’anno, può farla la continuità. Un gruppo che l’anno scorso era nuovo di zecca oggi si conosce, e il tempo guadagnato si trasforma in dettagli. “Rispetto all’anno scorso, quando siamo partiti come gruppo praticamente totalmente nuovo, quest’anno il grosso della squadra è rimasto: sarà più semplice e ci permetterà di lavorare fin da subito sui particolari, su cose su cui l’anno scorso non potevamo intervenire immediatamente”. L’esempio, ancora una volta, arriva da fuori: “Conegliano è una squadra che lavora insieme ormai da anni, e lo ha dimostrato. Avere già dei meccanismi ci darà una mano in più”. Resta il tema delle personalità, in uno spogliatoio dove qualcuno pesa anche mediaticamente. “È normale, penso che un po’ in tutte le squadre ci siano elementi di spicco, anche per quello che portano e fanno in campo: è giusto così. Quello che conta è avere armonia, e costruirla in campo, capendo come ogni giocatrice possa essere utile alla squadra”. La chiave, dice, è un gioco in cui nessuna resti ai margini: “Costruire qualcosa in cui ognuna di noi può contribuire al massimo. L’anno scorso ci abbiamo impiegato un po’ a trovare questa armonia, alla fine però l’abbiamo dimostrato. Quest’anno la sfida sarà farlo già da subito: è quello su cui lavoreremo”.
SENZA PRESSIONI – E poi c’è lei, con un’asticella che si alza da sola. “La mia logica è sempre quella di cercare di fare meglio. Sono fatta così di carattere: cerco di non mettermi mai pressione, perché ogni anno è diverso e ogni anno hai cose diverse da fare”. Nessun proclama, dunque, ma una direzione precisa. “Il mio obiettivo è migliorarmi rispetto all’anno scorso su diversi aspetti, replicare quello che è stato e prendermi anche delle responsabilità in più, per permettere alla squadra di giocare al meglio. È questo che punto a fare, senza le pressioni che arrivano dall’esterno: preferisco rimanere fedele a quello che so di dover fare”. Il gruppo, il campo, la responsabilità. Tre pezzi della stessa storia. Una storia che Rebecca Piva ha appena iniziato a scrivere davvero.

