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Pallavolo A2F – Daje Roma sognare si può: presentata la nuova squadra che sarà guidata da Adriano Di Peco

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) Sognare si può. Anche quando non si parte con i favori del pronostico, ma si ha sul petto uno stemma che racconta una città ambiziosa e un progetto che vuole riportare Roma al centro della pallavolo italiana. È stata presentata ieri, 17 settembre, nella splendida cornice del Circolo Canottieri Aniene, la Ferraro Smi Roma Volley che affronterà il prossimo campionato di Serie A2 femminile. Un roster rinnovato nelle interpreti, ma con radici capitoline ben salde. Una squadra che cambia volto anche in panchina: Giuseppe Cuccarini assume il ruolo di direttore tecnico, mentre Adriano Di Peco viene promosso Head Coach.

RIFERIMENTI – La regia sarà affidata a Sofia Turlà, nell’ultima stagione a Perugia. A guidare il gruppo ci saranno due capitane di esperienza: Nikoleta Perovic, miglior realizzatrice dell’ultimo campionato di Serie A2, e Giorgia Zannoni, libero tra i più esperti del roster. Quattro le giocatrici nel giro delle nazionali, tra cui l’azzurrina Teresa Bosso, protagonista nella vittoria dell’Europeo Under 22. C’è poi attesa per due schiacciatrici dal profilo internazionale: Kata Torok, ungherese, e Ana Escamilla, spagnola, chiamate a portare qualità ed esperienza dopo percorsi maturati anche fuori dai confini italiani.

IDENTITÀ – E poi c’è Roma. Quella più autentica, fatta di giocatrici che questa città la conoscono e la rappresentano. Margherita Muzi torna in cabina di regia, mentre al centro ritrovano la maglia capitolina due “figlie di Roma”, Melissa Martinelli e Giulia Polesello. Quest’ultima aveva ricevuto proposte dalla Serie A1, ma ha scelto il progetto romano per essere protagonista.

OBIETTIVI – Sognare si può, dicevamo. È il filo conduttore della serata. Il co-presidente Antonio Ferraro ha parlato di «sostegno anche nei momenti più difficili», mentre il presidente della Lega Volley Femminile Mauro Fabris ha sottolineato il valore del progetto capitolino e l’importanza delle grandi metropoli per la crescita dell’intero movimento. Roma riparte così, con un gruppo nuovo, ma con una storia che resta. Senza l’obbligo di vincere, ma con la possibilità di sorprendere.