Legge “Palestre Aperte” – Importanti chiarimenti in Commissione Cultura alla Camera dei Deputati
Un chiarimento importante, destinato ad avere ricadute significative sull’attività delle associazioni e società sportive di tutto il territorio nazionale, è arrivato mercoledì 7 ottobre, dalla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, nel corso del question time dedicato all’applicazione della legge n. 53 del 7 aprile 2026 sull’utilizzo delle palestre e degli impianti sportivi scolastici.
Nell’interrogazione dell’on. Mauro Berruto, primo firmatario della proposta di legge approvata all’unanimità dal Parlamento, grazie al pieno supporto del Governo e in particolare del Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, sono state segnalate difficoltà da parte di numerose associazioni e società sportive nell’ottenere la disponibilità degli impianti scolastici, nonostante l’entrata in vigore della nuova normativa.
In particolare, vengono denunciate mancate concessioni da parte di istituzioni scolastiche ed enti proprietari degli impianti, spesso motivate da interpretazioni non corrette delle disposizioni legislative.
Tra le criticità segnalate anche il caso di alcune palestre realizzate o ammodernate attraverso finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), la cui concessione alle società sportive sarebbe stata negata per il timore di un cambiamento della destinazione d’uso e della conseguente perdita dei finanziamenti europei.
Su questo punto è arrivato il chiarimento della sottosegretaria all’Istruzione e al Merito, Paola Frassinetti, che ha precisato come la concessione degli impianti sportivi scolastici alle associazioni e società sportive non comporti, di per sé, alcun cambiamento della destinazione d’uso delle strutture e non determini la perdita dei finanziamenti PNRR.
Una precisazione particolarmente significativa, che permette di superare una delle interpretazioni utilizzate per giustificare il mancato accesso agli impianti e che ribadisce la necessità di garantire la piena applicazione della normativa vigente.
La legge n. 53/2026 stabilisce infatti che gli enti locali, sentite le istituzioni scolastiche interessate, mettano a disposizione delle associazioni e società sportive le palestre e gli impianti scolastici al di fuori dell’orario delle attività didattiche e di quelle extracurricolari previste dal Piano Triennale dell’Offerta Formativa, nel rispetto delle condizioni e delle specifiche eccezioni previste dalla normativa.
Il principio è chiaro: le palestre scolastiche devono poter rappresentare un patrimonio a disposizione della collettività, anche oltre l’orario delle lezioni.
Per il movimento pallavolistico italiano, la disponibilità degli impianti scolastici rappresenta una questione di primaria importanza. Migliaia di società sportive svolgono quotidianamente un ruolo educativo, sociale e formativo, offrendo a bambini, ragazzi e ragazze l’opportunità di praticare sport. La carenza di spazi costituisce spesso uno dei principali ostacoli allo sviluppo delle attività, limitando la possibilità di accogliere nuovi praticanti e di ampliare l’offerta sportiva sul territorio.
Il pieno rispetto della normativa è fondamentale per garantire alle società sportive l’accesso alle palestre scolastiche, valorizzando un patrimonio pubblico al servizio della collettività e offrendo a migliaia di giovani atleti nuove opportunità di praticare sport, crescere e costruire il proprio futuro.

