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Pallavolo – 80anniFIPAV: premiato Tommaso Laurenda, il decano dei presidenti, 66 anni di tesseramento

(Saverio Albanese per iVolleymagazine.it) Ci sono storie che nascono dal dolore e riescono a trasformarsi in progetti capaci di attraversare il tempo, lasciare un segno e coinvolgere intere generazioni. È il caso della Polisportiva Elio Sozzi, nata il 9 giugno del 1974 a Reggio Calabria dalla volontà di un gruppo di amici di custodire il ricordo di Elio, scomparso prematuramente, attraverso uno strumento capace di unire le persone: lo sport.
Tutto ha inizio nel cortile della storica scuola Corrado Alvaro, in un quartiere popolare della città, in un periodo in cui praticare attività sportiva non era affatto scontato. Le strutture erano poche, le difficoltà organizzative numerose e non mancavano le barriere culturali, soprattutto quando si trattava di convincere le famiglie a consentire alle proprie figlie di avvicinarsi allo sport.

È in questo contesto che si inserisce il percorso di Tommaso Laurenda, il decano dei presidenti con 66 anni di tesseramento, protagonista di una storia che va ben oltre i risultati agonistici. Per lui, la pallavolo ha rappresentato fin dall’inizio un’opportunità di crescita, emancipazione e riscatto sociale, uno strumento per offrire ai giovani occasioni concrete di partecipazione e per superare le differenze economiche e culturali.
Negli anni Settanta, Ottanta e Novanta, questo impegno si è sviluppato anche attraverso l’esperienza nell’UISP, nel segno di una concezione dello sport aperta a tutti, fondata sulla partecipazione, sull’inclusione e sul valore educativo dell’attività sportiva.

Da quel primo cortile alle palestre e ai palazzetti, la Polisportiva Elio Sozzi ha attraversato oltre mezzo secolo di storia, accompagnando la crescita di generazioni di atleti che dopo aver indossato la casacca azzurra arancione, hanno disputato tanti campionati professionistici anche di Serie A1 e A2. Numerosi anche i titoli conquistati anche livello giovanile, come l’ambitissimo trofeo “Beccari” e svariate presenze nelle finali nazionali under 14, 16 e 18 e in quelle regionali ed interregionali under 16 e under 18. 

Ma il traguardo più importante resta la capacità di mantenere vivo, stagione dopo stagione, un progetto sportivo e sociale profondamente radicato nel territorio reggino. Una continuità costruita anche grazie alla visione di Laurenda, improntata alla concretezza, alla prudenza e soprattutto alla responsabilità. Lontano dai proclami e dalle ambizioni difficilmente sostenibili, ha sempre privilegiato una crescita equilibrata, evitando scelte che potessero compromettere il futuro della società. L’obiettivo è rimasto quello di costruire basi solide, garantire stabilità e permettere alla Sozzi di continuare a essere un punto di riferimento per i giovani e per la comunità.

Un percorso che oggi trova un importante riconoscimento anche a livello nazionale. Nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni della Federazione Italiana Pallavolo, la FIPAV ha promosso l’assegnazione di benemerenze a personalità che, con il proprio impegno, hanno contribuito alla diffusione e allo sviluppo della disciplina. Tra i premiati a Reggio Calabria figura proprio Tommaso Laurenda, insignito del riconoscimento all’età di 82 anni, forte di 66 anni di tesseramento continuativo.

Un attestato che celebra una lunga fedeltà alla pallavolo, ma che racconta anche il valore di un impegno quotidiano, portato avanti con discrezione e determinazione. Per Laurenda, infatti, il legame con la Sozzi non appartiene soltanto al passato. Ancora oggi è presente alle partite del settore giovanile, segue da vicino ragazze e ragazzi e continua a vivere la pallavolo accanto a chi rappresenta il futuro della società. È forse proprio questa presenza costante a raccontare meglio di qualsiasi trofeo il significato del suo percorso: una passione mai interrotta, un legame capace di attraversare le generazioni e la volontà di custodire un progetto nato tanti anni fa nel cortile di una scuola. La storia di Tommaso Laurenda dimostra che il valore dello sport non si misura soltanto attraverso vittorie e classifiche, ma anche nella capacità di educare, includere e costruire comunità.

La benemerenza FIPAV diventa così il riconoscimento di un’intera esperienza umana e sportiva: quella di un uomo che ha contribuito a far crescere atleti, a offrire opportunità ai giovani e a mantenere viva una realtà profondamente legata alla propria città.
Una storia nata dal ricordo di un amico e diventata, attraverso la pallavolo, una testimonianza di impegno, passione e continuità. Una storia che, dopo oltre cinquant’anni, continua a guardare al futuro.