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Pallavolo LeNostreInterviste – Ludovica Tosini: la Baby Bomber del volley italiano

(Laerte Salvini per iVolleymagazine.it) C’è una ragazza di Pinerolo che a quindici anni ha chiuso la porta di casa per aprire quella del Club Italia, quando la pallavolo era ancora un gioco e non ancora un mestiere. Quattro stagioni dopo, Ludovica Tosini ha diciott’anni, 192 centimetri di altezza e un’estate d’oro appena alle spalle: a luglio, a L’Aia, è salita sul tetto d’Europa con l’Under 22 di Nino Gagliardi, in un gruppo dove era tra le più giovani.

Ora è tornata alla base, la sua quarta stagione in maglia azzurrina, la seconda in A2 con la casa nuova del PalaRaschi di Parma e Juan Manuel Cichello in panchina. L’avvio è di quelli che si raccontano: quattro partite, quattro tie-break, tre vittorie e 7 punti in classifica, con punti raccolti in ogni gara. Nell’ultima, a Fasano, la schiacciatrice piemontese si è presa la scena con 26 punti, il premio di MVP, il 75% di ricezione positiva e il 45% in attacco su oltre quaranta palloni giocati. Numeri da veterana, per chi a giugno affronterà la maturità. La fretta, però, non le appartiene: Tosini parla come gioca, con la calma di chi ha già imparato che il presente si costruisce un pallone alla volta: è lei la baby bomber del volley italiano

IL QUINTO SET – Ci sono squadre che vincono facile e squadre che imparano a vincere. Il Club Italia, in questo inizio di stagione, ha scelto la strada più lunga: ogni partita trascinata fino all’ultimo respiro, ogni set decisivo giocato sul filo del 15-13. Una palestra di nervi, prima ancora che di tecnica: “Sicuramente è stato un inizio col botto: quattro partite, quattro tie-break. Però sono molto contenta, perché tre su quattro siamo riuscite a portarli a casa. È un bell’inizio, ed è solo l’inizio: siamo partite con il piede giusto”.

L’ETÀ DELLA LEGGEREZZA – Il Club Italia è per definizione il volto più giovane del campionato: quasi tutte maggiorenni da poco, alcune non ancora. Un’inesperienza che sulla carta pesa, ma che in campo sembra trasformarsi in incoscienza buona. Lei, che di questo gruppo è ormai una delle memorie storiche, non fa distinzioni: “Penso che la viviamo bene. Alcune di noi hanno più esperienza: io e altre compagne siamo qui da quattro anni. Chi è arrivata quest’anno ne ha un po’ meno, ma io mi trovo bene con tutte. Sinceramente, al livello di esperienza non faccio molto caso”. Ed è forse proprio questa serenità il collante di una squadra che si diverte: “In campo mi diverto con le mie compagne, mi trovo bene con tutte. Secondo me questo è fondamentale, perché si riflette sul gioco: mentre giochiamo c’è serenità. Trovandomi bene con le altre, sono tranquilla”.

SOTTO I RIFLETTORI – Il suo è un nome che circola da tempo, nelle convocazioni azzurre e nei taccuini degli addetti ai lavori. A diciott’anni, l’attenzione può diventare un peso o un trampolino. Tosini sceglie una terza via, la normalità: “Io sono tranquilla. Il Club Italia è un po’ una vetrina, tra virgolette, per farsi vedere. Ma io vivo la mia vita da diciottenne: vado a scuola, ho i miei amici. Provo a vivermela con serenità”.

LA SCUOLA DELLA VITA – Del progetto federale si discute da anni: c’è chi lo considera un incubatore irrinunciabile e chi un ambiente troppo protetto. Per chi lo ha vissuto dall’interno, però, il bilancio passa prima dalla persona che dall’atleta: “Stare qui dentro mi ha insegnato un sacco di cose ed è stato fondamentale per la mia crescita. Mi ha insegnato a vivere da sola, a cavarmela da sola, a capire come funziona la vita, anche se ho cominciato a capirlo abbastanza presto. Questi anni al Club Italia sono stati fondamentali e sono contentissima della persona che sono diventata”. Un percorso che, come tutti quelli che iniziano presto, ha chiesto un prezzo all’inizio: “Sicuramente i primi anni sono stati i più pesanti: dovevo abituarmi a vivere fuori casa, scuola nuova, tutto nuovo. Poi è andato tutto in crescendo. Adesso che so come funziona me la vivo tranquillamente, perché c’è consapevolezza”.

L’ESTATE D’ORO – A L’Aia l’Italia Under 22 ha confermato il titolo continentale, battendo la Serbia in finale. Per Tosini, la più giovane tra le schiacciatrici del gruppo, l’Europeo è stato meno una vetrina e più un’aula: un luogo dove osservare, assorbire e, soprattutto, scoprirsi: “L’ho vissuto bene, mi sono divertita molto con le compagne, anche se erano più grandi di me. L’ho preso come un’esperienza. Mi hanno insegnato tanto, sia le compagne più grandi sia l’allenatore, anche se lo conoscevo già. Mi hanno aiutato a capire cose di me stessa, soprattutto che devo avere più fiducia in me. E infatti ho provato a cominciare la stagione proprio con questa mentalità”.

L’ANNO DELLA MATURITÀ – C’è una doppia prova che attende Ludovica a fine stagione: quella del campo, dove il Club Italia vuole dimostrare di appartenere all’A2, e quella dei banchi di scuola. Due esami che si intrecciano nello stesso anno: “Sicuramente è un anno importante, perché serve a dimostrare che io e le mie compagne siamo in grado di mantenere questo livello in A2. Fuori dalla pallavolo, invece, è importante perché finisco le superiori: è proprio l’anno finale, vediamo come va”. E se il mercato e le ambizioni bussano già alla porta, la risposta è un manifesto di pazienza: “In questo momento penso alla scuola, al campionato, alle mie compagne, alla mia squadra. Al futuro ci penserò più avanti: non mi concentro su quello, ma sul presente. Far andare bene il presente perché il futuro continui a crescere, come è stato in questi anni”.

FONDAMENTA – Alla fine, restano i fondamentali. In un’A2 dove la ricezione è il primo banco di prova per ogni giovane banda, Tosini ha già mostrato numeri che parlano chiaro. Lei, però, non si accontenta e torna al lavoro di ogni giorno: “Sui fondamentali lavoro sempre con costanza, come ho sempre fatto. Lavorerò in ricezione e su tutto il resto allo stesso modo, cercando di essere continua e di migliorare sempre di più”.
Si, si è proprio Ludovica la Baby Bomber del volley italiano