Pallavolo SL – Piacenza, per Nikola Brborić un emozionante debutto con un ace: “All’improvviso, le gambe hanno iniziato a tremarmi”
Domenica da ricordare per Nikola Brborić, schiacciatore serbo di 196 cm, classe 2006, che ha debuttato in Superlega con la maglia di Piacenza, nella gara vinta 3-0 contro Padova . Il giovane talento ha esordito nella prima giornata di campionato, entrando nel secondo set e realizzando subito un ace. La sua serie al servizio ha contribuito a portare Piacenza a quattro set point, sul 20-24, in un momento delicato del parziale.
Brborić ha raccontato a Meridian Sport le emozioni di quel debutto, spiegando di aver gestito la tensione meglio di quanto si aspettasse: “Prima della partita non ero particolarmente emozionato”. La tensione è arrivata soltanto dopo essere sceso in campo: “Ho battuto, ho fatto il mio lavoro e sono tornato in panchina. Ho festeggiato con i compagni e, all’improvviso, le gambe hanno iniziato a tremarmi. Era qualcosa che non riuscivo a controllare”. Il primo punto nella massima serie italiana è arrivato proprio con un servizio vincente, in un momento importante del set. “Sì, è stato un ace. È il mio primo punto in SuperLega”, ha raccontato, ricordando anche la reazione dei compagni e dell’allenatore. Un’esperienza resa ancora più speciale dall’ambiente trovato a Piacenza, dove dice di sentirsi sostenuto e ben accolto.
L’approdo in Italia è stato un sogno coltivato a lungo, ma anche una sorpresa per la rapidità con cui si è concretizzato. La possibilità di trasferirsi a Piacenza gli è stata comunicata mentre viaggiava in autobus con i compagni, durante la stagione precedente. “Piacenza è interessata. Vuoi andare?”, gli aveva scritto il suo procuratore. La risposta era scontata: “Certo che sì! È sempre stato il mio sogno”.
L’impatto con la pallavolo italiana gli ha richiesto un periodo di adattamento, soprattutto per quanto riguarda la preparazione fisica e l’organizzazione degli allenamenti. Brborić racconta che a Piacenza si lavora molto di più in palestra e si dedica grande attenzione al gioco sei contro sei, oltre che ai dettagli tecnici di muro e difesa. Dopo una decina di giorni, però, ha iniziato a trovare il proprio ritmo. Non si lascia condizionare dalla concorrenza, consapevole di essere arrivato in una squadra con giocatori di alto livello. Il suo obiettivo è imparare e farsi trovare pronto quando arriverà un’altra occasione: “Questo è il mio primo anno fuori dalla Serbia e, a prescindere da quanti minuti giocherò, sarò soddisfatto. Non sono ossessionato dai minuti in campo. Mi alleno, lavoro e aspetto la mia opportunità”.
A facilitarne l’inserimento contribuiscono anche i rapporti con i compagni. “Siamo tutti fantastici, ma noi ragazzi più giovani siamo quelli che passano più tempo insieme. Bovolenta, Pace, Comparoni e io andiamo spesso a cena e passiamo del tempo insieme”. E Brborić cita in particolare Dragan Travica, che lo aiuta dentro e fuori dal campo, offrendogli consigli e supporto pratico. Del veterano apprezza soprattutto la professionalità: “È davvero eccezionale. Nonostante l’età e l’esperienza, è sempre il primo ad arrivare agli allenamenti. Dobbiamo presentarci con mezz’ora di anticipo: se, per esempio, l’allenamento inizia alle cinque, arriviamo alle 4:30 per lavorare in palestra ed eseguire esercizi di prevenzione degli infortuni. Lui fa tutto questo ed è sempre il primo a scendere in campo. È in costante attività, si allena continuamente e svolge lavoro extra. Con i suoi anni e la sua esperienza, rappresenta per noi, che siamo più giovani, un esempio perfetto di come debba comportarsi un professionista. All’interno della squadra gode di grande autorevolezza, ma non è un tipo severo che ci urla contro. È semplicemente una questione di ruoli ben definiti: c’è ordine. Fuori dal campo, invece, è estremamente alla mano con noi; sembra quasi che abbia la nostra stessa età. Eppure, tra noi ci sono vent’anni di differenza!”
Per Brborić, dunque, il debutto con Piacenza è soltanto l’inizio. L’ace messo a segno nella sua prima apparizione in Superlega è un piccolo ma significativo passo in una stagione che rappresenta una grande opportunità di crescita. Il suo approccio è chiaro: lavorare quotidianamente, imparare dai compagni più esperti e sfruttare ogni occasione per dimostrare il proprio valore.

